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Mps, via libera alla conversione di bond in azioni

I piccoli risparmiatori che compreranno azioni della Banca saranno interamente rimborsati per i bond che detengono e che valgono 2,1 miliardi di euro – Così Mps punta ridurre l’importo dell’aumento di capitale – Cda fiume ieri a Siena

Mps, via libera alla conversione di bond in azioni

Per ridurre l’alea e l’importo dell’aumento di capitale il Monte dei Paschi gioca la carta della conversione volontaria di bond in azioni per il pubblico retail oltre che per gli investitori istituzionali, per una spesa massima di 4,4 miliardi.

I piccoli risparmiatori detengono bond Mps per un ammontare di 2,6 miliardi di euro. E’ evidente che se questa massa di obbligazioni (tra cui quelli emessi per finanziare l’acquisto di Antonveneta) venisse interamente convertita in azioni, l’entità del problematico aumento di capitale da 5 miliardi si ridurrebbe quasi della metà. E’ questa la più importante delle decisioni assunte ieri dal consiglio d’amministrazione del Monte dei Paschi durato ben sette ore.

Il cda ha anche formalizzato la cessione della piattaforma Mps per la gestione dei crediti difficili alla Cerved. Nessuna certezza invece sullo sbarco dei fondi sovrani o dei fondi internazionali, sui quali continua però il pressing del nuovo ad Marco Morelli, che spera di convincere qualcuno di loro a sottoscrivere l’aumento di capitale quando l’incognita referendum sarà stata superata.

L’operazione con Cerved prevede la cessione del 100% della piattaforma che avrà in gestione sia sofferenze oggetto di cartolarizzazione per un totale di circa 9 miliardi, sia l’80% di quelle che si andranno a generare nei prossimi dieci anni. Il corrispettivo pattuito per la cessione di Juliet è pari a 105 milioni, a cui si aggiungerà un earn out di 66 milioni collegato al raggiungimento di determinati risultati economici. Cerved intende finanziare l’operazione attraverso l’uso di strumenti di debito, mantenendo invariata la politica dei dividenti preannunciata al mercato. La chiusura dell’operazione dovrebbe avvenire entro il primo trimestre del 2017. Tuttavia, il buon esito è subordinato alla riuscita dell’aumento di capitale di Mps da 5 miliardi, al contestuale deconsolidamento dei crediti in sofferenza ed all’autorizzazione delle autorità di vigilanza. Nel cda di ieri inoltre si è anche discusso delle modalità di conversione delle obbligazioni subordinate.

Il mercato non ha accolto positivamente le decisioni del cda di Mps ed il titolo alle 10:12 sta cedendo l’8,57% a Piazza Affari. Andamento opposto per Cerved che avanza del 2,2 per cento.

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