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Mps: scaduto il lock-up, Tesoro verso un’ulteriore vendita dell’8-10% del capitale. Il titolo vola in Borsa

Scaduta la clausola che impegnava il Tesoro a non vendere quote per 90 giorni, il Mef sarebbe pronto a tornare sul mercato. Senza dimenticare l’ipotesi risiko

Mps: scaduto il lock-up, Tesoro verso un’ulteriore vendita dell’8-10% del capitale. Il titolo vola in Borsa

Mps potrebbe presto tornare sul mercato. A tre mesi di distanza dalla cessione del 25% del capitale da parte del ministero dell’Economia, il Monte dei Paschi è di nuovo sotto i riflettori. E la tempistica non è casuale. Proprio in questi giorni è scaduta la clausola di lock-up con la quale subito dopo la vendita di fine novembre il Tesoro si era impegnato a non cedere ulteriori quote della banca senese per 90 giorni. Archiviato il termine, via XX Settembre può riprendere ora in mano il piano di discesa dal capitale. Due le possibili strade: la prima, considerata anche la più probabile, è la vendita di ulteriori quote sul mercato. La seconda è quella del risiko.

Mps: Tesoro verso vendita di una quota dell’8-10%

Il Tesoro è ancora primo azionista di Mps con una quota del 39% e l’obiettivo è quello di rispettare gli accordi con Bruxelles, uscendo dal capitale dell’istituto entro fine anno. Secondo MF-Milano Finanza, a breve partiranno le discussioni con gli advisor Ubs e Jefferies per definire le prossime tappe della privatizzazione. L’intenzione sarebbe quella di piazzare sul mercato un’ulteriore quota compresa tra l’8% e il 10%.

“Il piazzamento di una quota di circa il 10% da parte del Mef potrebbe creare dell’overhang sul titolo sebbene riteniamo che, come osservato nel caso del primo piazzamento, il mercato nell’attuale contesto possa assorbirlo con relativa facilità”, commentano gli analisti di Equita, che hanno un giudizio hold sul titolo con target price a 4,30 euro. 

La vendita potrebbe avvenire già prima dello stacco del dividendo in programma per il prossimo 20 maggio.

Il motivo è presto detto. Forti del ritorno al dividendo dopo 13 anni e dei solidi conti presentati dall’Ad Luigi Lovaglio, negli ultimi sei mesi le azioni Mps hanno guadagnato oltre il 30% del loro valore superando i 3,5 euro per azione dopo aver toccato un massimo storico di 3,65 euro. Una corsa che il Governo intende sfruttare, ma senza patemi d’animo, considerando anche che lo stacco cedola frutterà all’Erario 123,5 milioni di euro. 

Mps e il risiko che non muore mai

Meno probabile, ma comunque sul tavolo l’ipotesi di un’aggregazione nella seconda parte dell’anno. Due i nomi di cui si parla: Banco Bpm (+0,87%) e Bper (+2,68%) visti come interlocutori potenziali, sebbene entrambi abbiano più volte smentito l’interesse per un accordo con Mps. 

Il titolo Mps vola in Borsa

Le voci di cessione sono arrivate anche a Piazza Affari, dove Mps sta realizzando una delle migliori performance della seduta. A metà giornata: il titolo guadagna il 4,26% a 3,597 euro per azione a fronte di un Ftse Mib in rialzo dello 0,87%.

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