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Mps, s’avvicina l’ora x. Cda rovente per Rcs. Piazza Affari inizia all’insegna della prudenza

Riflettori puntati su Monte Paschi: la delicata trattativa per la cessione del 20%, una parte del pacchetto in mano alle Fondazioni, è ormai imminente – Duello a distanza fra John Elkann e Diego Della Valle al Cda previsto per Rcs: De Bortoli verso l’uscita? – Asia in calo: cade l’export cinese – Prudente stamani Piazza Affari – Oggi Cda di Acea e Cucinelli

Mps, s’avvicina l’ora x. Cda rovente per Rcs. Piazza Affari inizia all’insegna della prudenza

ASIA IN CALO: EXPORT CINESE -18%, A TOKYO PIL +0,7%
MPS, S’AVVICINA L’ORA X. CDA ROVENTE PER RCS

Le Borse di Milano e Madrid sono chiamate a confermare l’insolito stato di grazia.

La settimana si è infatti chiusa con un rialzo dello 0,9% che porta a +8,9% la performance da inizio anno, che fa di Piazza Affari la migliore Borsa a in livello mondiale. Segue Madrid +0,43%. E’ l’effetto degli acquisti dei grandi gestori Usa, che ormai controllano circa il 20% del mercato azionario italiano, in uscita dai listini emergenti.

Alla ripresa degli scambi in Asia, intanto, domina l’incertezza domina sui mercati asiatici alla ripresa della settimana. L’effetto dei dati sull’occupazione Usa è stato vanificato da diverse notizie negative: l’andamento negativo dell’export cinese (-18% a febbraio) l’inasprirsi delle tensioni sul fronte ucraino, il giallo dell’aereo scomparso nei cieli del Far East.

Sale lo yen, moneta rifugio per eccellenza, di riflesso la Borsa di Tokyo scende di oltre un punto percentuale, arretrando dai massimi di venerdì. Delude in paerticolare l’andamento del pil, solo lo 0,7% nel quarto trimestre. L’attesa è ora concentrata sul meeting della banca centrale giapponese di domani. La BoJ dovrebbe confermare gli stimoli monetari alla vigilia della prova del fuoco per l’Abenomics: il 1° aprile scatterà infatti il temuto aumento dell’Iva.

Wall Street riapre i battenti alle 14.30 ora italiana (in Usa è scattata l’ora legale) dopo il nuovo record dell’indice S&P 500 in rialzo dello 0,9% nella settimana del compleanno: dai minimi del 9 marzo 2009 il listino è salito del 182%. Sù nche il Dow Jones +0,7% ed il Nasdaq +0,4%.

Viva attesa in Italia e Francia per il dato sulla produzione industriale: dopo il calo di dicembre -0,7% si prevede un numero positivo. Domani sarà reso noto il Pil italiano, contenuto nella rilevazione Istat sui conti economici trimestrali relativi all’ultimo periodo del 2013 . In contemporanea il neo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan farà il suo (non facile) esordio all’Ecofin.

In Asia l’euro è trattato stamane a 1,3888, il lieve calo rispetto al massimo di venerdì (1,3915). Sui istini del Vecchio Continente pesa l’incognita Ucraina. Francoforte, la più esposta alla crisi sul fronte orientale ha perso il 2,8%. Londra -1,4%, Parigi -0,95%. L’indice complessivo delle Borse europee Stoxx600 è sceso nelle ultime cinque sedute dello 0,9% . Lo Stoxx50 (le migliori 50 blue chip della zona euro) è arretrato dell’1%. La Borsa di Mosca ha perduto nel corso della settimana l’11%. Il rapporto p/u è sceso a 4,5 volte, il minimo tra i mercari emergenti.

ASTE BTP E BOT, IN VISTA NUOVI RECORD

Lo stato di grazia della finanza mediterranea è confermato dall’andamento dei titoli del debito sovrano. Alla fine della settimana il rendimento del Btp è sceso al 3,41%, minimo degli ultimi nove anni, e lo spread con il Bund tedesco si è ridotto a quota 176.

In questa cornice promettono nuovi record le aste di metà mese. Mercoledì 12 verranno offerti Bot a 3 e a 12 mesim questi ultimi per un importo di 7 miliardi contro 7,75 miliardi. Giovedì 13 sarà la volta dei Btp a 3 anni.

Oggi scende in campo il Tesoro tedesco con un’offerta di titoli a sei mesi per due miliardi.

BANCHE, PRIMO GIORNO D’ESAME

Entrano in azione stamane gli ispettori della Bce per la fase due dell’Asset Quality Review dello stato di salute delle banche italiane. Prende velocità, in parallelo, il processo di rafforzamento del sistema.

MONTE PASCHI, DOPO I RUMORS LA VENDITA

I riflettori, dopo una settimana pirotecnica, sono puntati sul Monte Paschi di Siena. Al di là delle smentite, seguite al balzo improvviso +21% del titolo giovedì, la delicata trattativa per la cessione del 20%, cioè di una parte del pacchetto in mano alle Fondazioni, è ormai imminente: la data limite, per poter poi procedere all’aumento di capitale con nuovi partner, è per la fine di marzo.

Di qui una pioggia di rumors su trattative (e prezzi) da definire al più presto, forse già in settimana. In cima all’elenco dei soliti sospetti figura BlackRock, il colosso dell’asset management che già figura al secondo posto tra i soci di Banca Intesa. Seguono altri gestori Usa. La pista trova credito per il grande interesse che riscuotono le banche italiane, date le quotazioni depresse, presso la finanza Usa convinta che l’arrivo dell’Unione Bancaria possa finalmente riaprire i giochi negi equilibri bancari del Bel Paese.

IL BANCO POPOLARE VENDE LA BAD BANK

Al via stamane l’accorpamento delle azioni in ragione di dieci vecchie ogni una nuova, mossa propedeutica al prossimo aumento di capitale da 1,5 miliardi. Intanto cinque operatori di private equity Usa, hanno manifestato interesse per l’acquisto della maggioranza di Release, la bad bank nata dalla ristrutturazione di Banca Italease, controllata per l’80% da Banco Popolare. Si ltratta di Apollo Global Management, Blackstone, Cerberus, Fortress insieme all’italiana Prelios e Lone Star. Release ha un portafoglio di impieghi lordi per 3,2 miliardi, in parte di tipo immobiliare: l’operazione, annunciata dal Banco Popolare a fine febbraio nell’ambito del piano industriale, su cui sta lavorando Equita come advisor, prevede l’acquisto da parte dell’acquirente di almeno il 51% delle quote di Release

UNICREDIT, PREVISTA L’IPO DI FINECO

Grande attesa per il business plan per il prossimo triennio, che sarà presentato martedì. Per l’occasione potrebbe essere annunciata la quotazione di Fineco Bank: il collocamento potrebbe riguardare il 25-30% del capitale.

RCS, LA RESA DEI CONTI NEL GIORNO DEL BILANCIO

Da una parte John Elkann, dall’altro l’ombra di Diego Della Valle. Il duello a distanza è l’ingrediente principale di un cda rovente di Rcs Mediagroup che si terrà in via Solferino, da venerdì definitivamente ceduto venerdì al privare equity Blackstone. All’ordine del giorno ci sono i conti 2013, ma la materia del contendere è assi più ampia. Il cda dovrà prender atto delle dimisisoni di Carlo Pesenti che peraltro ha dichiarato di non voler “per ora” cedere il 3,8% ancora di sua proprietà, ma anche la discesa di Mediobanca sotto il 10% (contro il 15% di settembre). Le indiscrezioni della vigilia lasciano prevedere una riunione molto calda. Da non escludere, secondo le voci, le dimissioni da presidente di Angelo Provasoli e di altri consiglieri, con il rishio di rischio decadenza del cda. Tra i gossip, anche il rischio licenziamento del direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, apertamente critico verso alcune scelte della gestione. 

AL VIA L’AUMENTO MOLMED. OGGI IL CDA DI ACEA E CUCINELLI

Parte stamane l’aumento di capitale per 5 milioni di Molmed. Gli azionisti Fininvest, Airain, H-Equity e H-Invest hanno manifestato la disponibilità a sottoscrivere integralmente la quota riservata in opzione – pari, rispettivamente al 24,903%, 6,645%, 4,062% e al 3,616% – dell’operazione della società biotech. Fininvest, inoltre, ha dichiarato la disponibilità a sottoscrivere l’eventuale inoptato purché non superi superare la soglia del 30% del capitale.

Venerdì scorso Molmed ha annunciato di aver depositato presso l’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali, domanda di immissione anticipata sul mercato attraverso la procedura di Conditional Marketing Authorisation per TK, la propria terapia cellulare-genica sperimentale per la cura della leucemia.

Sono in programma cda di: Acea, Banca Generali, Brunello Cucinelli, De Longhi, Dea e Moleskine. Domani sono fissati i cda di Tod’s, Ferragamo, Pirelli ed Enel.

ENEL, AL VIA LE CESSIONI AD EST

Tra gli eventi clou della settimana spicca la presentazione del business plan di Enel, in programma mercoledì. Gli analisti di Morgan Stanley hanno portato il target price di Enel a 3,85 euro da 3,5 euro, mantenendo il giudizio “overweight”. Gli esperti pensano che il business plan confermera’ l’obiettivo di una riduzione del debito a 37 miliardi di euro nel 2014 con il contributo di cessioni per 6 miliardi. Positiva anche Ubs che ha alzato il prezzo obiettivo a 4,15 euro da 3,8 euro e confermanto il giudizio “buy”.

L’a.d. Fulvio Conti dovrebbe i particolare e confermare il completamento del piano dismissioni per 6 miliardi di euro entro fine anno, con ancora 4 miliardi da cedere. Gli asset che potrebbero essere coinvolti sarebbero Slovenske Elektrarne, distribuzione elettrica in Romania (valore circa 1 miliardo), OGK-5 in Russia e altri asset minori, come le miniere di carbone in Indonesia (100-200 milioni).

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