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Mps, il proxy advisor Iss suggerisce di votare la lista del cda: sì a Palermo ceo, no a Maione presidente

Il proxy advisor Iss suggerisce il voto a favore della lista del cda in assemblea per il rinnovo del cda del Monte dei Paschi di Siena ma critica il processo di successione di Lovaglio e suggerisce il voto contrario al rinnovo di Nicola Maione alla presidenza della banca

Mps, il proxy advisor Iss suggerisce di votare la lista del cda: sì a Palermo ceo, no a Maione presidente

L’assemblea di Mps? Secondo il proxy advisor Iss, l’appuntamento si è trasformato in una sfida tra liste concorrenti “dopo l’esclusione last minute” dell’ex ceo, Luigi Lovaglio, poi ricandidato nella lista presentata da Plt Holding della famiglia Tortora, in aggiunta alla lista di maggioranza del cda e a quella di minoranza di Assogestioni. Ecco perché la compagnia Usa fondata nel 1985 ora suggerisce agli azionisti di Mps di votare a favore della lista del cda nell’assise del 15 aprile, quando si dovrà eleggere il nuovo board, ritenendo che in un contesto “tutt’altro che ideale” il risultato migliore possa raggiungersi utilizzando il voto individuale sui singoli candidati per plasmare il consiglio.

Mps verso l’assemblea, Iss: “Sfida tra liste concorrenti”

“Pur riconoscendo i meriti della lista” di Plt Holding “e la validità di alcune argomentazioni avanzate” dagli sfidanti che hanno ricandidato l’ex ceo Lovaglio, “un completo rinnovamento del consiglio in questa fase, unitamente alla reintegrazione dell’ad uscente, non rappresenta una proposta sufficientemente convincente”, afferma il proxy che, assieme ai colleghi di Glass Lewis, orienterà una buona fetta di voti degli investitori istituzionali.

Il proxy aggiunge che la successione di Lovaglio “solleva diverse perplessità: l’azienda era pienamente consapevole del profilo di Lovaglio e, già da un anno, del fatto che la banca risultante dalla fusione con Mediobanca sarebbe stata un’entità molto diversa, alle prese con un difficile processo di integrazione. In questo contesto, l’apparente assenza di candidati interni e la fretta con cui è stata condotta la ricerca di figure esterne creano l’impressione di una scarsa pianificazione della successione. Peggio ancora, tale inadeguatezza si manifesta nel contesto di un’operazione di trasformazione, il che aggrava le potenziali conseguenze”.

Mps, ecco chi suggerisce di votare il proxy advisor Iss

Dunque, nel “contesto attuale, tutt’altro che ideale, le problematiche relative alla composizione” del cda sono da affrontare “attraverso una votazione selettiva, candidato per candidato”. Iss invita pertanto a votare a favore del candidato ceo Fabrizio Palermo e dei due banchieri, Corrado Passera e Carlo Vivaldi, inizialmente indicati come possibili ad del Monte. In caso di elezione tutti sarebbero “eleggibili” come ceo, con i due non nominati che potrebbero “contribuire con la loro esperienza manageriale” da consiglieri.

Mps, Iss: no a Maione ricandidato presidente

Iss invita invece i soci a votare contro la nomina di Nicola Maione, ricandidato alla presidenza, e dell’attuale presidente del comitato nomine, Domenico Lombardi, ritenuti responsabili di un “processo” di formazione della lista del cda che “solleva preoccupazioni sostanziali” in particolare in tema di “trasparenza”, “pianificazione della successione” di Lovaglio – decisa, appunto, senza disporre di candidati interni e con una ricerca “frettolosa” di sostituti esterni – e di “accountability complessiva”.

Tra gli otto candidati da non sostenere figurano anche i due manager del gruppo Caltagirone in lista, Alessandro Caltagirone ed Elena De Simone, per “considerazioni relative all’indipendenza” mentre i restanti quattro pagano il fatto di essere stati collocati in fondo alla lista di 20 nomi.

Tra le critiche al processo di formazione della lista anche la decisione di indicare solo in una fase “relativamente avanzata” un unico candidato ceo, individuato in Palermo. All’ex ad di Cdp, Iss riconosce “comprovate competenze manageriali” e di “leadership trasformativa” ma pure la mancanza di “un’esperienza manageriale diretta all’interno di un istituto bancario paragonabile” a Mps, per di più alle prese con “l’imminente integrazione con Mediobanca”.

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