C’è la lista di Mps per Mediobanca. Il cda dell’istituto senese si è riunito giovedì pomeriggio per approvare gli undici candidati che formeranno il nuovo consiglio di Piazzetta Cuccia: un elenco che sarà ufficializzato venerdì, termine ultimo per il deposito delle liste.
Mps: arriva la lista per Mediobanca
La riunione, che si è protratta fino a sera, è stata preceduta da quella del comitato nomine che, assistito dall’head hunter Korn Ferry, ha messo a punto la sua proposta districandosi tra quote rosa, adeguatezza e complementarietà delle competenze professionali, gradimento dei soci e del management del Monte dei Paschi.
Lista per Mediobanca: Grilli e d’Eril i candidati al timone
La lista si aprirà con i nomi di Vittorio Grilli e Alessandro Melzi d’Eril, candidati il primo alla presidenza, il secondo alla carica di amministratore delegato. Grilli, ex ministro del Tesoro nel governo di Mario Monti, potrà far sentire il suo peso di banchiere d’affari, affinato alla guida delle attività europee di JP Morgan. Melzi d’Eril porta una solida competenza manageriale, maturata in Clessidra e in Anima Holding, di cui è da anni amministratore delegato, con un focus sull’asset e il wealth management.
Con loro dovrebbe esserci Sandro Panizza, l’unico consigliere a non presentarsi dimissionario all’assemblea del 28 ottobre in cui si rinnoverà il cda, mentre potrebbe non ricandidarsi Sabrina Pucci, l’altra rappresentante di Delfin nell’attuale board.
Mediobanca: il nuovo consiglio
Il nuovo consiglio avrà il compito di definire le deleghe del vertice mentre si attendono da Mps le decisioni sulle modalità di integrazione delle attività delle due banche – dall’asset e wealth management all’investment banking, dal private banking al credito al consumo – e sull’eventuale delisting e fusione dei due istituti.
Mps: cosa ha detto Lovaglio
“La diversità è la vera forza di questa combinazione, due brand storici con identità forti e riconoscibili che saranno valorizzati e sviluppati preservando il loro posizionamento unico”, ha ribadito il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, al podcast Quello che i soldi non dicono. Mps e Piazzetta Cuccia “continueranno a rappresentare un’eccellenza, ciascuno nel proprio ambito, ma con una visione comune”, grazie anche a “un patrimonio straordinario di talenti che meritano percorsi professionali stimolanti e opportunità di crescita”, ha aggiunto il banchiere.
Mps sarà così “pronto” per “un ruolo da protagonista” nella nuova fase di consolidamento che attende il sistema bancario italiano. “Le dimensioni non sono più un’opzione, ma una necessità per restare competitivi”, “innovare”, “affrontare con solidità i cicli economici” ma anche lanciarsi in operazioni crossborder. “Ecco perché” le nozze sono “un vero game changer, un passaggio chiave per la prossima fase di crescita del settore bancario italiano ed europeo”, afferma ancora Lovaglio.
Mps, Dbrs alza il rating
Intanto Dbrs ha alzato il rating a lungo termine di Mps a BBB da BBB (low), migliorando anche la valutazione del debito senior a lungo termine, di quello a breve termine e delle obbligazioni subordinate e assegnando un trend “positivo” al merito di credito. Una promozione a cui ha contribuito l’acquisizione di Mediobanca, “positiva” per il Monte, alla luce della “forza del franchise” e del “solido bilancio” di Piazzetta Cuccia. Dalle nozze, afferma l’agenzia di rating, nascerà un gruppo “più grande e diversificato, sostenuto da marchi forti” per il cui successo sarà “fondamentale” una “gestione efficace” dell’integrazione.