L’Italia fa il suo dovere, ma cambia poco o nulla. Dopo il 4-0 della Norvegia all’Estonia, infatti, gli azzurri battono 2-0 la Moldova, ma vista la differenza reti abissale (+29 per Haaland e soci) i playoff sono praticamente scritti. A Chisinau la squadra di Gattuso tiene il pallone, costruisce, ci prova, ma lo fa con poca qualità, poca precisione e zero velocità, tanto da scatenare la contestazione dei tifosi azzurri presenti (e la conseguente reazione di Gattuso). Tre punti sì, ma nulla che sposti gli equilibri: la Norvegia è irraggiungibile nella differenza reti e i playoff ormai sono il nostro destino. Domenica a San Siro arriva Haaland e la questione, più che di classifica, sarà soprattutto di orgoglio.
Moldova – Italia 0-2: Mancini e Pio Esposito evitano l’ennesima figuraccia azzurra
L’Italia ci mette 88 minuti per trovare la chiave giusta, ma alla fine la scampa: Mancini e Pio Esposito firmano il 2-0 finale ed evitano agli azzurri l’imbarazzo di un pari in Moldova. Una vittoria che tiene in vita la classifica ma non cancella le ombre: la squadra di Gattuso gioca male, spreca tanto, si complica la vita contro un avversario modesto e dimostra che ai playoff di marzo, quelli veri, servirà tutt’altro spirito per non rivivere gli incubi 2018 e 2022. La serata inizia come da previsioni: Scamacca, Raspadori, Orsolini e Zaccagni provano a costruire un 4-2-4 offensivo, la Moldova si chiude con una linea a cinque e alza muri ovunque. I primi 15 minuti sembrano una sgambata, con possessi infiniti, conclusioni, parate di Cojuhar e un dominio schiacciante. Ma l’illusione di una bella serata finisce presto, perché l’Italia si spegne, sbaglia troppo, perde ritmo, si innervosisce per le entrate dure e rischia pure la beffa prima dell’intervallo, quando Postolachi calcia alto una palla che poteva gelare tutti. La ripresa non cambia copione: azzurri avanti senza idee, Moldova chiusa a riccio. Gattuso toglie gli evanescenti Scamacca e Raspadori per Retegui e Pio Esposito, ma l’inerzia resta debole fino a quando Dimarco pennella un cross perfetto e Mancini la mette dentro, liberando l’esultanza della panchina. Nel recupero arriva il 2-0: cross di Politano, stacco di Esposito e seconda rete in azzurro, oltre che un po’ di ossigeno per tutti. Una vittoria obbligata, che serve più a evitare discussioni pesanti che a convincere. Domenica con la Norvegia si giocherà soprattutto per l’orgoglio e agganciare Haaland a quota 21. Non servirà a molto, ma almeno si eviterebbe l’ennesima figuraccia. Ora però basta alibi: se queste sono le prove generali per i playoff, la recita di marzo dovrà essere tutta un’altra cosa.
Gattuso: “Contestazione vergognosa, ai miei tempi la migliore seconda andava ai Mondiali”
“Io ho visto un’Italia che ha giocato e loro non hanno mai tirato in porta: non esistono partite facili, se siete rimasti all’11-1 (della Norvegia ai moldavi) non è un problema mio – ha ringhiato Gattuso -. Io sono molto soddisfatto, andiamo avanti. Piuttosto è una vergogna la contestazione dei tifosi, mi dispiace quello che ho sentito. Non è il momento di dire ai giocatori di andare a lavorare: bisogna stare uniti, perché la squadra sta combattendo in campo con le difficoltà e sentire 500 tifosi che contestano fuori casa non lo accetto. Mettendo 11 giocatori nuovi dal primo minuto pensavo che potessimo pure perderla, quando cambi così tanto… Invece chapeau. Il record di sei partite vinte dall’Italia? Dovete chiederlo a chi fa i gironi e le regole… Nel 1990 e 1994 c’erano due africane, adesso sono 8… Non è una polemica, ma ai nostri tempi la migliore seconda andava direttamente ai Mondiali. Le difficoltà ci sono e lo sappiamo bene”.