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Milan e Lazio in cerca di riscatto dopo le fatiche di Champions e i rovesci in campionato. Allegri frena l’euforia Juve

Dopo la batosta nel derby e il pari in Champions, il Milan cerca la vittoria contro il Verona mentre la Lazio vuole i tre punti contro il Monza – Sassuolo-Juve l’altra partita del sabato di A

Milan e Lazio in cerca di riscatto dopo le fatiche di Champions e i rovesci in campionato. Allegri frena l’euforia Juve

Dopo le fatiche europee è di nuovo tempo di campionato. Le big si apprestano così ad affrontare gli scogli post-coppe, a eccezione di una Juventus libera da impegni internazionali e vogliosa di approfittarne. La quinta giornata, iniziata ieri con la vittoria del Lecce sul Genoa (1-0, Oudin) e il pareggio tra Salernitana e Frosinone (1-1, gol di Romagnoli e Cabral), è il preludio a una settimana più fitta che mai, che prevede altri due turni da qui a domenica prossima. Il tempo è poco, i punti a disposizione tanti e nessuno vuole sprecarli: farlo, del resto, complicherebbe parecchio le corse ai rispettivi obiettivi.

Milan – Verona (ore 15, Dazn)

Il Milan, tanto per fare un esempio, non può più permettersi di sbagliare, altrimenti il rischio di allontanarsi dalle prime posizioni diventerebbe concreto. E pensare che i rossoneri, una settimana fa esatta, vivevano sull’onda dell’entusiasmo e si apprestavano al derby con grande fiducia. Le cose, come tutti sanno, non sono andate esattamente per il verso giusto e ora Pioli è costretto a vincere, altrimenti saranno dolori. La partita col Verona, oltretutto, non è semplice, visto che Baroni e i suoi sono già stati capaci di raccogliere sette punti in classifica, solo due in meno del Milan, oltre che di battere la Roma di Mourinho. Servirà un Diavolo arrabbiato e affamato, voglioso di archiviare l’onta del derby e il pareggio-beffa con il Newcastle, per riprendere una corsa che sembrava lanciatissima e che invece, evidentemente, va ancora perfezionata a dovere. L’emblema di ciò è Leao, sotto accusa per le prestazioni con Inter (gol, inutile, a parte) e, soprattutto, Newcastle, dove si è divorato una clamorosa palla-gol con un tacco (maldestro) divenuto oggetto di dibattito: la Gazzetta dello Sport, tanto per fare un esempio, si è domandata in prima pagina se Rafa sia un Mbappé o un Balotelli…

Pioli: “Leao sta lavorando per diventare un campione, la squadra è pronta per vincere”

“Leao sta facendo un percorso importante per trasformarsi in un campione – ha replicato Pioli -. Dovrà imparare a gestire alcune situazioni di gioco, crescendo così aumentano le sue responsabilità, ma migliorerà anche nella gestione della pressione. L’eventuale errore di un giocatore è l’errore di tutti, non di un singolo, non mi va per niente che si diano tutte le responsabilità a uno solo. Per diventare un campione si passa a volte da prestazioni altalenanti, ma lui sta facendo dei passi importanti a livello caratteriale”. Poi un passaggio sulla partita con l’Hellas, da vincere a tutti i costi per riprendere la corsa. “La squadra sta bene, è convinta di quello che fa e vogliosa di fare la gara giusta – ha proseguito il tecnico rossonero -. Vincere è sempre importante, soprattutto per noi che veniamo da una sconfitta in campionato. Non esistono partite facile, ma la voglia di interpretarla bene e avere la qualità per poterla vincere”.

Milan – Verona, le formazioni: Pioli cambia tutto e passa al 3-4-3

La sconfitta nel derby, unita alla necessità di far riposare qualche titolare come Theo Hernandez e Loftus-Cheek, deve aver indotto Pioli a ribaltare il Milan, abbandonando il 4-3-3 provato per tutta l’estate in virtù di un inedito 3-4-3. In difesa, a protezione di Sportiello (Maignan dovrebbe rientrare sabato prossimo con la Lazio), spazio a Thiaw, Kjaer e Tomori, con Musah, Krunic, Reijnders e Florenzi a centrocampo, Pulisic, Giroud e Leao in attacco. Baroni perde Doig per infortunio, ma ritrova Lazovic dal primo minuto: il suo 3-4-2-1 vedrà così Montipò tra i pali, Magnani, Hien e Dawidowicz nel reparto arretrato, Terracciano, Hongla, Duda e Lazovic in mediana, Ngonge e Folorunsho alle spalle dell’unica punta Djuric.

Sassuolo – Juventus (ore 18, Dazn)

Tanta attesa anche sulla Juventus, unica big ad aver potuto una settimana intera per preparare il campionato. La trasferta di Reggio Emilia diventa così un test importantissimo per capire se l’assenza di coppe possa essere realmente un fattore, oppure sposti poco o nulla in chiave Scudetto. Allegri continua a tenere l’asticella bassa (lo vedremo tra poco), ma questa Juve senza impegni infrasettimanali ha il dovere di giocarsela fino alla fine, tanto più dopo ciò che si è visto nelle prime giornate. Di fronte ci sarà un Sassuolo in grande difficoltà, lontano parente della squadra fresca e sbarazzina ammirata negli anni passati, costretto a fare punti per non sprofondare nella zona rossa della classifica. Dunque i bianconeri non troveranno un avversario “leggero”, ma questo potrebbe anche avvantaggiarli: la pressione non è quasi mai un buon alleato, inoltre l’occasione di vincere e andare in testa al campionato, seppur in attesa dell’Inter, è troppo ghiotta per essere sprecata.

Allegri avverte: “C’è troppa euforia, occhio al Sassuolo! Inter, Milan e Napoli sono superiori a tutti”

“Dobbiamo alzare le antenne perché c’è troppa euforia, da una parte è bello, dall’altra toglie energia e attenzione – ha ammonito Allegri -. Col Sassuolo sono state sempre partite combattute, inoltre loro vengono da una sconfitta pesante e troveremo un ambiente con grande voglia di rivalsa. Servirà attenzione, fisicità e tecnica, vincere questa partita sarebbe molto importante. Non avere le coppe è un vantaggio? Non lo so, dipende dai punti di vista, quello che so è che l’anno prossimo la Juve deve giocare in Champions perché serve a livello tecnico ed economico. Bisogna mantenere i piedi per terra perché Inter, Milan e Napoli sono più attrezzate, serve equilibrio perché l’obiettivo finale è il 26 maggio. La strada sarà giusta solo se raggiungeremo l’obiettivo, ovvero entrare nelle prime quattro in classifica”.

Sassuolo – Juventus, le formazioni: Allegri si affida a Vlahovic e Chiesa, ballottaggio Weah-McKennie

Allegri deve fare a meno di Alex Sandro, ai box fino a novembre per una lesione muscolare, per il resto però può contare su tutta la rosa, a eccezione di De Sciglio e dello squalificato Pogba. I dubbi per l’undici anti-Sassuolo sono due e riguardano l’esterno destro (Weah favorito su McKennie) e la mezzala (Miretti in leggero vantaggio su Fagioli), ma la formazione è sostanzialmente decisa e ricalcherà le precedenti. Il 3-5-2 bianconero vedrà così Szczesny in porta, Gatti, Bremer e Danilo in difesa, Weah, Miretti, Locatelli, Rabiot e Kostic a centrocampo, Vlahovic e Chiesa in attacco. Classico 4-2-3-1 anche per Dionisi, che tenterà di rialzarsi dopo la brutta sconfitta di Frosinone con Cragno tra i pali, Toljan, Erlic, Tressoldi e Vina nel reparto arretrato, Boloca e Mateus Henrique in mediana, Berardi, Bajrami e Laurienté alle spalle dell’unica punta Pinamonti.

Lazio – Monza (ore 20.45, Dazn e Sky)

A completare il quadro del sabato saranno Lazio e Monza, attese dal posticipo dell’Olimpico. I biancocelesti sono reduci dalla sbornia post-Atletico Madrid, sia il prezioso pareggio che per le modalità con cui è arrivato: non capita spesso, infatti, di fermare una big europea grazie a un gol del proprio portiere, per giunta in pieno recupero. Ora però è tempo di tornare a occuparsi del campionato, dove i sorrisi sono decisamente di meno. Sarri ha raccolto solo tre punti in quattro partite, mostrando difficoltà sia a livello di gioco che di tenuta mentale. A mancare, almeno sin qui, sono soprattutto i gol degli attaccanti, Immobile in primis: ritrovarli diventa fondamentale, altrimenti lottare per un posto Champions sarà davvero difficile. Urge tornare alla vittoria già da questa sera, anche se di fronte ci sarà un Monza a sua volta affamato di punti e deciso a giocarsi le sue carte nel modo migliore, sfruttando la differenza di freschezza atletica e la minor pressione.

Lazio – Monza, le formazioni: Sarri conferma il tridente titolare

Sarri, ieri in silenzio stampa, deve decidere se far riposare qualche titolarissimo o affidarsi alla formazione tipo, rimandando il turnover al turno infrasettimanale contro il Torino. L’ipotesi più probabile è la seconda, alla luce della necessità assoluta di fare risultato, ma anche dello scarso apporto, almeno sin qui, del mercato lotitiano. Finora solo Guendouzi e Kamada hanno dato un apporto concreto, non a caso sono loro due a giocarsi una maglia in mezzo al campo, con il francese favorito. Il 4-3-3 laziale dovrebbe schierarsi con l’eroe di coppa Provedel in porta, Lazzari, Casale, Romagnoli e Marusic in difesa, Guendouzi, Cataldi e Luis Alberto a centrocampo, Felipe Anderson, Immobile (a secco dalla prima giornata) e Zaccagni in attacco. Palladino, costretto a rinunciare all’infortunato Caprari e allo squalificato Caldirola, risponderà con un 3-4-2-1 con Sorrentino tra i pali, Izzo, Pablo Marì e Carboni nel reparto arretrato, Birindelli, Gagliardini, Pessina e Ciurria in mediana, Mota Carvalho e Colpani alle spalle dell’unica punta Colombo.

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