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Mifid 2 e Npl: nasce una nuova società delle Banche Popolari

Le Banche Popolari hanno dato una vita alla Luigi Luzzatti spa, una società creata appositamente per affrontare problemi e opportunità della nuova nornativa europea e per la gestione dei crediti incagliati

Mifid 2 e Npl: nasce una nuova società delle Banche Popolari

La cosiddetta e tanto discussa Mifid 2 è entrata in vigore a inizio anno. Si tratta della nuova direttiva europea in ambito bancario che, forse più delle altre che la hanno preceduta, cambierà il rapporto tra risparmiatori da una parte e banche e consulenti finanziari dall’altra.

Le nuove regole serviranno a fornire una maggiore tutela ai risparmiatori e agli investitori, soprattutto quelli piccoli e medi, puntando tutto sulla trasparenza informativa, sul servizio di consulenza, su knowledge and
competence (in forza del quale principio soltanto il personale che possiede le necessarie e specifiche conoscenze e competenze potrà rendere consulenze), su product governance (che disciplina a monte la produzione degli strumenti finanziari più adatti alla clientela) e sulla dettagliata regolamentazione degli incentivi degli intermediari, e sul più generale e antico principio dell’adeguatezza del prodotto finanziario al cliente.

In estrema sintesi, come del resto accadeva anche in passato, ma, oggi, in maniera più rigida, più dettagliata e più severa, sarà obbligatorio fare in modo che ad ogni cliente l’intermediario, sia esso consulente finanziario sia esso bancario – i quali dovranno essere sempre più preparati e specializzati – proponga più prodotti, pensati per quel tipo di clientela e comunque compatibili con il suo profilo personale.

Nulla di nuovo sotto il cielo ma tutto molto più complicato. La nuova normativa è, infatti, molto complessa – è scritta addirittura su sette mila pagine! – e molto costosa sarà la sua applicazione. Secondo un calcolo del Financial Time, per l’industria europea del risparmio gestito, nell’immediato adeguare i servizi informativi alla nuova direttiva avrà un costo di 2,5 miliardi che potrebbero facilmente salire.

Si tratta non soltanto di costi, comunque alti, di compliance e tecnologia ma anche di altri costi che ad oggi sono del tutto imprevedibili. Di nuovo, soltanto chi avrà una un forte radicamento e una forza propria potrà farvi fronte e resistere senza soccombere. Ai maggiori costi dovrebbero, d’altra parte, corrispondere maggiori ricavi grazie allo sviluppo di nuovi prodotti finanziari alternativi che fino ad oggi, soprattutto in Italia, sono stati usati soltanto marginalmente.

I nuovi prodotti avrebbero lo scopo prioritario di rende possibile la gestione di un patrimonio rilevante (secondo la Banca d’Italia nel 2016 era del 32%) che giace inutilizzato nei conti correnti e nei depositi.
Dunque, Mifid 2 la cui complessa applicazione avrà costi elevati, oltre ad aumentare la sicurezza di risparmiatori e investitori, riequilibrando in maniera più paritaria che in passato i propri rapporti, dovrebbe vedere, se tutto andrà bene, maggiori entrate per le banche di 3,5 miliardi di euro nei prossimi cinque anni grazie appunto ai nuovi prodotti che, con la protezione della nuova normativa, i risparmiatori non lasceranno più “sotto il mattone” degli infruttiferi conti correnti.

Le Banche popolari e del territorio che hanno sempre investito sull’educazione finanziaria, considerandola un elemento necessario per mantenere forte il legame fiduciario con la propria clientela, elemento che le caratterizza distinguendole dal resto del panorama bancario, hanno deciso di investire sulle potenzialità della novità normativa. Si sono fatte trovare pronte all’appuntamento e, anche per fare fronte alle importanti potenzialità, si sono dotate di uno strumento operativo.

Già prima dell’entrata in vigore della Mifid 2, nel mese di dicembre, hanno dato vita a una società per azioni che è stata denominata, in onore del fondatore degli istituti cooperativi, “Luigi Luzzatti S.p.A.”. La nuova società – presieduta da Vito Primiceri, Presidente della Banca Popolare Pugliese – costituisce oltre che un veicolo per la gestione degli NPLs, uno strumento proprio per offrire e gestire attività di interesse comune per realizzare e sviluppare opportune economie di scala.

Metterà le Banche popolari nelle condizioni di approfondire i temi strategici fondamentali, per affrontare il
futuro di un’operatività bancaria in costante e progressiva evoluzione, dalla gestione degli NPLs alla formazione e all’analisi normativa e regolamentare. Ancora una volta il Credito popolare si propone con una rinnovata vitalità e, soprattutto, con la capacità di guardare al futuro del settore. La “Luigi Luzzatti S.p.A.” renderà possibile affrontare, con rinnovato impegno, le sfide di oggi e quelle dei prossimi anni.

°°°L’autore è il Segretario Generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari (Assopopolari)

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