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Meloni: “Questo è il tempo della responsabilità”. Letta: “Opposizione dura. Non mi ricandiderò”

Dopo la vittoria, Meloni sceglie toni rassicuranti: “Puntiamo su ciò che unisce più che su ciò che divide”

Meloni: “Questo è il tempo della responsabilità”. Letta: “Opposizione dura. Non mi ricandiderò”

“Questo è il tempo della responsabilità, il tempo in cui se si vuole far parte della storia si deve capire quale responsabilità abbiamo verso decine di milioni di persone, perché l’Italia ha scelto noi e non la tradiremo come non l’abbiamo mai tradita”. Dopo il trionfo alle elezioni che quasi certamente la porterà a Palazzo Chigi, prima donna nella storia della Repubblica, Giorgia Meloni sceglie la strada della rassicurazione. Messi da parte i toni polemici che hanno caratterizzato l’ultima parte della campagna elettorale, ora la leader di Fratelli d’Italia sceglie un approccio quasi ecumenico: “Se saremo chiamati a governare la nazione lo faremo per tutti – spiega – per unire un popolo esaltando ciò che unisce piuttosto che ciò che divide”.

Quanto al fatto che Fdi sia arrivato a essere il primo partito (partendo dal 4,3% del 2018), questo “significa tante cose per tanti di noi – continua Meloni – È sicuramente per tanti di noi una giornata di orgoglio, di riscatto, di lacrime, abbracci, sogni. Però, quando sarà passata, dovremo ricordarci che non siamo a un punto di arrivo ma di partenza e da domani dobbiamo dimostrare il nostro valore. Siamo nuovamente orgogliosi di essere italiani. Voglio ringraziare Fdi e tutto lo staff, non abbiamo mollato, non ci siamo abbattuti, abbiamo capito, come gli italiani, che le scorciatoie sono una illusione”.

Letta: “Risultato insoddisfacente per il Pd ma colpa di Conte se si arriva al Governo Meloni: al Congresso non mi ricandiderò”

“È un risultato insoddisfacente, ce l’abbiamo messa tutta, ma non è stato sufficiente”, ha commentato il segretario del Pd, Enrico Letta, durante la conferenza stampa nella sede del partito al Nazareno. “Siamo arrivati a questo punto, al governo di destra perché Giuseppe Conte ha fatto cadere il governo Draghi”.

Letta ha poi aggiunto che per il momento non si dimette, ma ha anche assicurato che non si presenterà per un nuovo mandato: “Riuniremo gli organi del partito nei prossimi giorni per accelerare il percorso verso il congresso… Un congresso di profonda riflessione su cosa è il Pd, cosa vuol essere e cosa vuol essere un nuovo Pd. Assicuro la guida del partito nelle prossime settimane verso il congresso al quale non mi ripresento candidato, tocca a una nuova generazione”.

Salvini: “Il risultato della Lega non mi soddisfa ma stare al Governo con Draghi non ci ha premiato”

“Il 9% non mi soddisfa, non è il risultato per cui ho lavorato, ma siamo in un governo di centrodestra con cui saremo protagonisti. Prima avevamo il doppio dei voti, ma in un governo che ci viveva come fastidiosi e comparse”. Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa nella sede del partito a Milano.

“Ieri alle 4 del mattino ho fatto i complimenti a Giorgia, ha lavorato bene, è stata brava, lavoreremo a lungo insieme, e ringrazio anche Berlusconi e i Moderati – ha aggiunto – È stata premiata l’opposizione, FdI è stata brava a fare opposizione, per i militanti della Lega non è stato facile stare due anni al governo col Pd e con Draghi, ma lo rifarei, anche se ci è costato”. Salvini ha detto anche che rifarebbe la scelta di far cadere il governo Draghi: “Se avessimo scelto di trascinare per altri 9 mesi un governo litigioso e inadempiente, sarebbe stato un problema per la Lega”.

Conte: “Rimonta significativa, siamo il terzo partito”

Parole di orgoglio sono arrivate anche da Giuseppe Conte: “Tutti ci davano in picchiata e la rimonta è stata significativa: siamo la terza forza politica e quindi abbiamo una grande responsabilità”, ha detto il leader del Movimento 5 Stelle subito dopo la proclamazione dei risultati elettorali. “Il centrodestra sarà maggioranza nel Parlamento, ma non nel paese – ha aggiunto – È il risultato di questa legge elettorale. Inizieremo subito una battaglia per superare questa legge elettorale”.

Poi, una stoccata al Pd: “Le scelte compiute da questo gruppo dirigente del Partito democratico hanno compromesso un’azione politica che poteva essere competitiva con questo centrodestra che si è presentato unito. Di fatto i cittadini stanno dimostrando, soprattutto al Sud, che il voto per contrastare il centrodestra è il voto per il M5S”. Ma Conte non chiude del tutto la porta ai dem: “Noi saremo l’avamposto per la realizzazione dell’agenda democratica e progressista che abbiamo indicato – continua – adesso vedremo se il Pd vorrà unirsi alle nostre battaglie all’opposizione, ne potremo discutere senza nessun accordo, senza nessuna coalizione”.

Calenda: “Non siamo riusciti a fermare una Destra sovranista e pericolosa ma faremo opposizione dura e costruttiva”

Parole di delusione arrivano da Carlo Calenda: “L’obiettivo di fermare la destra e andare avanti con Draghi non è stato raggiunto – scrive il leader di Azione in una nota – Sentiamo in primo luogo il dovere di ringraziare il Presidente Del Consiglio per il lavoro svolto a servizio del Paese. Così come ringraziamo i quasi due milioni di cittadini che hanno deciso di votare una lista nata a ridosso delle elezioni. Gli italiani hanno scelto di dare una solida maggioranza alla destra sovranista. Consideriamo questa prospettiva pericolosa e incerta. Vedremo se Meloni sarà capace di governare; noi faremo un’opposizione dura ma costruttiva”.

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