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Melograni e Carciofi: in un libro il filo rosso delle migrazioni gastronomiche fra l’Italia, il Medio Oriente e l’Iran attraverso le ricette

Un libro di ingredienti, di ricette e di storie concepito come un viaggio attraverso profumi e sapori comuni a tradizioni gastronomiche diverse. Dopo il grande successo all’estero pubblicato in Italia da Slowe Food

Melograni e Carciofi: in un libro il filo rosso delle migrazioni gastronomiche fra l’Italia, il Medio Oriente e l’Iran attraverso le ricette

Un libro sulle migrazioni: di ingredienti, di ricette e di storie, ma soprattutto delle persone che le portano con sé, di una patria che non è più̀ uno spazio fisico ben definito ma una sconfinata nozione fluida, dai confini indistinti, libera di vagare e assumere nuove forme, così come un piatto a base di melanzane assume nuovi nomi al mutare dei condimenti

Dall’esperienza e dai ricordi di viaggio di una ragazza iraniana che lascia l’Iran per trasferirsi in Europa   portando con sé le sue memorie e confrontandole con la nuova realtà è nata una ricca e originale raccolta di ricette che sottolineano incredibili parallelismi tra i piatti dei Paesi attraversati ridestando profumi e sapori talvolta sopiti oppure solo accarezzati prima di questo libro.

L’autrice iraniana Saghar Setareh, nota su Instagram e Twitter come @labnoon tra le 50 donne del cibo

Questo originale racconto gastronauta è firmato da Saghar Setareh, nota su Instagram e Twitter come @labnoon nata a Tehran e che decide di trasferirsi in Italia nel 2007 per studiare all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 2014 apre il suo blog, dedicato al cibo e alla fotografia, e comincia a lavorare come fotografa professionista. Tiene anche corsi di cucina persiana e italiana in diverse città. È tra le 50 donne del cibo secondo il Corriere della sera nel 2020. Il libro uscito in edizione inglese ha avuto un incredibile successo di pubblico. Ora Slow Food Editore presenta l’edizione italiana del volume con il titolo Melograni e Carciofi, un volume ricco di ricette, informazioni e un suggestivo apparato iconografico. Le ricette, accompagnate da fotografie realizzate da Saghar, sono ordinate in modo da scandire i tre movimenti del viaggio: l’Iran, punto di partenza; il Medio Oriente, con un dettagliato accento sui piatti del Mediterraneo Orientale, definito “terra di mezzo”; e infine l’Italia, in una continuità sorprendente di sapori e aromi, luogo in cui il senso dell’accoglienza viene percepito e definito in modo molto profondo, perché radicato nell’identità locale quanto nel modo di cucinare e di servire a tavola.

L’edizione italiana del volume pubblicata da Slow Food dopo il grande successo riscosso all’estero

“Più apprendevo dell’Italia e della sua cucina – scrive Saghar Setareh – più mi incuriosiva il cibo iraniano. Più attingevo ai ricordi miei e di altre persone di provenienza medio orientale e mediterranea più il patrimonio culinario di quei luoghi mi dava la sensazione di uno stratificato dejavu di sapori nel corso di questo viaggio inaspettato attraverso il gusto e le culture. Inseguendo il filo rosso degli ingredienti comuni mi sono accorta di come sia possibile intravedere un percorso dal palato iraniano a quello italiano e ritorno utilizzando l’intero spettro del cibo medio orientale e Mediterraneo pronto.

Prendiamo – sottolinea l’autrice – la melanzana, ad esempio, portata in Italia dagli arabi nel medioevo.  Non era molto apprezzata all’inizio ed era vista con diffidenza come già avvenuto in Medio Oriente nei secoli precedenti. Oggi è la colonna portante di alcuni dei piatti italiani più amati si pensi alla parmigiana. In Turchia esistono molte pietanze con ingredienti simili fra queste l’iman bayildi, melanzana fritta con ripieno di cipolla e pomodoro. La melanzana è prediletta in tutto il Medio Oriente uno dei preparati più popolari e il Baba ganoush salsina a base di melanzane grigliate e insaporite con aglio tahina e limone. Anche in Iran le melanzane sono apprezzatissime, uno dei piatti più famosi laggiù è il mirza ghasemi in cui l’ortaggio ancora una volta e grigliato poi cotto insieme a pomodori e uova. Tutti questi cibi sono naturalmente molto diversi ma ciò che li accomuna oltre al fatto di essere deliziosi sono gli ingredienti e i metodi di cottura che hanno attraversato i territori nei secoli comparendo in varie forme e con vari condimenti.

Proposte di menu multiculturali per dare un tocco di originalità ai pranzi per le feste

Molto divertente è l’appendice finale con proposte di menù multiculturali per dare un tocco di classe e di originalità ai pranzi delle feste. Troviamo una proposta per la Vigilia di Natale una per il Natale, una per il Natale plant based, una per la Pasqua una per l’eid, Poi c’è il Norouz (Capodanno iraniano), lo Yalda, (Solstizio d’inverno), il banchetto estivo in stile meze e il BBQ party.

Una curiosità a fine libro, c’è una ricca bibliografia, un indice analitico, i ringraziamenti ma non troverete la progressione delle ricette perché, se siamo in viaggio bisogna goderselo tutto e poi casomai risfogliarlo per cogliere qualche attimo fuggente che cui ha particolarmente colpito

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