Sono arrivati i conti della nuova Mediobanca made in Siena. Solo sei mesi, da luglio a dicembre, che mostrano i segni della scalata del Monte dei Paschi e che allineano il calendario di bilancio a quello della controllante: a partire dal 2026 l’anno si concluderà al 31 dicembre e non più il 30 giugno.
“In un periodo di inevitabile transizione, Mediobanca può far leva su business solidi e professionalità distintive, e prepararsi così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, avendo costruito nei suoi 80 anni di vita un patrimonio di fiducia unico nel panorama finanziario italiano”, sottolinea Alessandro Melzi d’Eril, che dallo scorso 28 ottobre 2025 ha preso il posto di Alberto Nagel alla guida di Mediobanca.
Mediobanca: ricavi in calo del 22,3% nel semestre, pesa la scalata di Mps
Mediobanca ha chiuso il secondo semestre del 2025, con un utile netto di 512,6 milioni di euro, in calo del 22,3% su base annua, dopo aver recepito costi straordinari per 110,3 milioni collegati alle offerte pubbliche di scambio e all’allineamento ai criteri contabili di Mps. Al netto di tali componenti, l’utile consolidato dei sei mesi si attesta a 622,9 milioni (-5,6%), con un Rote del 12,8%.
In leggero ribasso anche i ricavi, scesi del 3% a 1,786 miliardi, con un rapporto costi/ricavi al 46% (+3 punti percentuali anche per misure di incentivazione). Il margine di interesse si è attestato a 961,9 milioni con una buona tenuta rispetto allo scorso anno (978,9 milioni), “nonostante il vistoso calo dei tassi di mercato”, evidenzia la nota di Piazzetta Cuccia. Il Cet1 ratio è salito al 16,4%, in crescita di circa 130bps rispetto al 30 giugno scorso e di circa 60bps rispetto a settembre.
Male il Cib, bene Compass e Generali
La divisione Wealth Management ha registrato Tfa stabili a 115 miliardi con 2,6 miliardi di raccolta netta di gestito nei 6 mesi. I ricavi dei 6 mesi sono stati pari a 473 milioni, sugli stessi livelli dello scorso anno e in ripresa nei 3 mesi (+11%). L’utile netto è sceso a 93 milioni (-16%) per la maggiore incidenza di costi e incentivazioni.
Pesante invece il calo della divisione Corporate & Investment Banking, che ha chiuso i sei mesi con ricavi per 357 milioni (-20%) e un utile netto di 93 milioni (-36%), con ultimo trimestre stabile a 45 milioni. Sul fronte del credito al consumo, i ricavi sono saliti a 678 milioni (+6,2%) sostenuti dalla solida dinamica del margine di interesse (+7,8%) e degli erogati (4,9 miliardi, +12%). Positiva la performance di Compass che nel 2025 è cresciuta dell’8,1%, con una quota pari al 13,8% del mercato. Nei 6 mesi Compass ha erogato 4,9 miliardi di euro (+12,2% rispetto a dicembre scorso). Nel settore insurance, infine, il semestre chiude con un utile netto di 266,6 milioni (+10,9%). Il contributo di Assicurazioni Generali sale da 226,7 a 272,7 milioni.
Mediobanca: recupero già nell’ultimo trimestre
La banca ha mostrato segnali di recupero già nel trimestre ottobre-dicembre, chiuso con ricavi in crescita del 6% a 918 milioni e con un cost/income del 47%. L’utile netto si è attestato a circa 300 milioni (-6%) su base ricorrente e a 221 milioni dopo oneri ricorrenti per circa 80 milioni.
“A fronte di una vivace attività di finanziamento, sia nel credito al consumo che nei finanziamenti corporate – si legge nella nota diffusa da Piazzetta Cuccia – l’ultimo trimestre, in particolare, sconta la debolezza dei flussi del wealth management, per l’uscita di bankers e l’andamento dell’advisory nel Cib inferiore rispetto ai risultati record registrati lo scorso anno”.
Sale il dividendo, nuove previsioni in arrivo
Alla luce dei risultati, il cda di Mediobanca ha deliberato di proporre alla prossima assemblea del 14 aprile, la distribuzione di un dividendo unitario di 0,63 per azione, in crescita del 13% su base annua e corrispondente ad un payout del 100%. La cedola sarà pagata il prossimo 22 aprile.
La banca ha infine annunciato l’aggiornamento delle previsioni del Piano 2025-2028, in coerenza con la revisione delle linee guida strategiche del gruppo Mps.