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Mediaset, Vivendi non venderà ma sterilizzerà i diritti di voto

Dopo la delibera dell’Agcom Vivendi dovrà trovare una soluzione al problema Mediaset-Telecom Italia – Nonostante le imposizioni dell’Authority il colosso di Vincent Bolloré potrebbe non dover vendere nessuna delle quote in suo possesso – C’è un’altra opzione: sterilizzare i diritti di voto detenuti in una delle due società italiane scendendo sotto quota 10%.

Mediaset, Vivendi non venderà ma sterilizzerà i diritti di voto

La delibera dell’Agcom arrivata martedì ha stabilito che il gruppo transalpino ha violato il comma 11 dell’articolo 43 del Testo Unico, realizzando de facto un’operazione illegale, dando all’azienda 60 giorni di tempo per presentare una soluzione e 12 mesi di tempo per rimuovere la violazione derivante dalla contemporanea presenza di Vivendì nel capitale di Telecom, con il 23,94% e di Mediaset (28,8% con il 29,9 dei diritti di voto).  

In base ad un’indiscrezione pubblicata oggi dal Sole 24 Ore però, la soluzione potrebbe essere più semplice di quanto si pensava. Per regolarizzare la propria posizione il colosso guidato da Vincent Bolloré non dovrà vendere le quote delle due aziende, ma dovrà “solo” sterilizzare i diritti di voto allo scopo di scendere sotto il 10% in una delle due società italiane. “Nel frattempo però – sottolinea il giornale economico –  Vivendi non può esercitare tutti i suoi diritti di voto in entrambe le società”.

L’opzione più probabile è che Vivendo decida dunque di sterilizzare la propria quota in Mediaset, calando ad un livello inferiore al 10%, anche perché in base ai rumors circolanti sul mercato, il prossimo 4 maggio, giorno in cui si terrà l’assemblea di Telecom Italia, Vivendo avrebbe intenzione di puntare ai due terzi dei posti presenti in consiglio. Per farlo però, la quota non dovrà essere intaccata.

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