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Manovra, Napolitano e Bonino contro il Governo: “Umiliate il Parlamento”

Intanto il voto a Palazzo Madama, inizialmente previsto per venerdì, è stato rimandato a sabato o domenica, con la votazione finale che si dovrebbe svolgere alla Camere nei giorni tra Natale e Capodanno. Restano ancora aperte alcune questioni, sulle quali prosegue lo scontro tra Lega e Cinque Stelle – VIDEO.

Manovra, Napolitano e Bonino contro il Governo: “Umiliate il Parlamento”

La notizia delle lacrime non era vera, ma questo non toglie che lo sfogo di Emma Bonino contro il governo legastellato ci sia stato per davvero e sia diventato il simbolo dello scontro sulla Manovra in questi giorni decisivi, scontro al quale si è associato anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano: “Condivido l’allarme per la condizione del Parlamento”, ha detto Napolitano dopo il discorso della leader di Più Europa giovedì scorso al Senato, quando ha parlato di “democrazia ferita e umiliata. Votiamo la fiducia su un oggetto misterioso, non è mai successo nella storia della Repubblica”.

“Vedere che il Parlamento sia umiliato, esautorato, ridotto all’irrilevanza, anzi quasi alla farsa — ha ancora detto Emma Bonino — non è un trofeo di cui andare orgogliosi, non è un vulnus all’opposizione, è una ferita grave a tutti, al Paese, alla democrazia. Sono seriamente tentata, per onorare quello che rimane di questa democrazia parlamentare, di non partecipare al voto. Non mi capita mai. Voi, che non capite il senso delle istituzioni, non avete idea di quanto è grave la decisione che sto per prendere, perché voi le istituzioni non le rispettate. Voi non capite quanto è grave la decisione che devo assumere. Per quanto riguarda l’attaccamento che ho alla democrazia aperta, alla democrazia liberale e alla democrazia che mi sembra il modo meno peggio per governare un Paese. Voi passate addosso come rulli compressori, alle istituzioni. Vedete, serviranno anche a voi un bel giorno. Serviranno anche a voi. Ne ho visti altri passare e andare. Ma quello che resta sono esattamente gli equilibri di potere tra i vari ruoli”.



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Intanto il voto di fiducia sulla manovra a Palazzo Madama, inizialmente previsto per venerdì, è stato rimandato a sabato o domenica, con la votazione finale che si dovrebbe svolgere alla Camere nei giorni tra Natale e Capodanno. Restano ancora aperte alcune questioni, sulle quali proseguono le incomprensioni tra Lega e Cinque Stelle, come ad esempio gli appalti, i taxi e le grandi opere. Soprattutto, c’è ancora caos sulle coperture, con il premier Conte che prova a trovare la quadra mentre i vicepremier Salvini e Di Maio si scagliano contro i tecnici: “Numeri sbagliati, il pasticcio è loro”.

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