I tre colossi aerospaziali europei, Leonardo, Thales e Airbus, stanno accelerando i piani per la joint venture da 10 miliardi di euro che unirebbe le loro attività satellitari e puntano a un primo accordo entro il 2025. Lo ha detto il capo della divisione difesa e spazio di Airbus, in un’intervista al Corriere, confermando un precedente rapporto Reuters.
“Siamo sulla strada giusta, ma prima di compiere un passo così importante devono ancora essere chiarite diverse questioni”, ha dichiarato Michael Schoellhorn, Ceo di Airbus Defence and Space precisando che operazioni di questo tipo richiedono un processo in due fasi, che comprende un accordo quadro e una fase che porta alla conclusione effettiva dell’operazione. “In questo caso, credo che la firma (di un primo accordo) potrebbe avvenire già nel 2025”, ha detto al Corriere.
Nell’ambito del “Progetto Bromo”, Leonardo, Thales e Airbus intendono creare un’azienda produttrice di satelliti per competere con i rivali cinesi e statunitensi, tra cui Starlink di Elon Musk.
Il titolo Leonardo in tarda mattinata quota 51,67 euro, in rialzo del 2,50% accumulandi un rialzo del 9,89% negli ultimi 5 giorni.
Un’operazione da 10 miliardi di euro
Le quote esatte della nuova impresa spaziale sono ancora in fase di negoziazione, hanno detto a Reuters alcune fonti, e la proprietà dell’impresa potrebbe essere divisa approssimativamente in tre parti uguali. Il valore della nuova impresa satellitare, pari a circa 10 miliardi di euro, riflette un fatturato complessivo delle unità pari a 6-6,5 miliardi di euro e un fatturato di società concorrenti del settore, che viene scambiato a 1,5-3 volte superiore, dice Reuters.
Airbus ha fatto riferimento ai commenti dell’amministratore delegato Guillaume Faury, che all’inizio di questa settimana ha affermato che le aziende si stavano muovendo verso un accordo e stanno dialogando con i governi europei. “Siamo sulla buona strada”, ha dichiarato a un gruppo di giornalisti a Washington. “Abbiamo anche iniziato a comunicare con tutte le parti interessate e abbiamo iniziato a provare a ottenere l’approvazione anti-trust, quindi siamo in procinto di farlo”, ha aggiunto Faury.
Una persona a conoscenza della questione ha detto che è probabile che l’iniziativa abbia sede a Tolosa, in Francia, dove ha sede Airbus, sottolineando tuttavia che tali dettagli saranno oggetto di trattative definitive.
I tentativi preliminari dell’ultimo decennio di creare un campione europeo di satelliti sono falliti in parte a causa di preoccupazioni antitrust e rivalità nazionali. Ma la straordinaria ascesa di Starlink e lo spostamento del mercato verso satelliti più economici e in orbita bassa hanno aumentato la pressione sui principali produttori di satelliti europei, che devono unire le proprie risorse o essere estromessi dal mercato.
Un possibile accordo creerebbe un campione europeo autonomo nel settore dei satelliti, basato in larga parte sul produttore di missili Mbda, di proprietà di Airbus, Leonardo e BAE Systems. Mbda è stata fondata nel 2001 dalla fusione della società anglo-francese Matra BAe Dynamics, della francese Aerospatiale Matra Missiles e delle attività missilistiche della società anglo-italiana Alenia Marconi Systems. Come Mbda, la nuova impresa comprenderà un mix di attività transfrontaliere unificate con entità separate progettate per proteggere interessi nazionali sensibili, hanno dette le fonti.