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Le trimestrali Usa sostengono le borse, l’Europa guarda alla Germania

Nonostante la difficile situazione geopolitica, i listini incassano i buoni risultati dei gruppi oltreoceano – Tokyo in rialzo ma il petrolio frena le altre piazze asiatiche – Occhi puntati sull’indice Zew tedesco e sui report di Fmi e Ocse per l’Italia – Lo shopping Bce sulle obbligazioni corporate fa rimbalzare Telecom: acquisti anche su Eni, Enel, Generali, Snam, Terna

Le trimestrali Usa sostengono le borse, l’Europa guarda alla Germania

Nuovi attentati in Germania e ansia di vendetta nella Turchia di Erdogan, despota democratico. La situazione geopolitica non promette nulla di buono alla vigilia dell’investitura di Donald Trump a candidato repubblicano alla Casa Bianca. La situazione però non disturba più di tanto i mercati finanziari, sostenuti in Europa dagli acquisti della Bce e a Wall Street dagli utili in arrivo dalle banche Usa. E così la calma, in attesa stamane dei primi dati dall’economia tedesca dopo la Brexit, regna sui listini.

Tokyo segna un lieve guadagno (+0,5%) alla riapertura dopo il lungo week end. Il mercato, reduce dal balzo (+9,2%) guarda alle prossime misure di rilancio dell’economia: previsto un pacchetto di stimoli fiscali e monetari. Continua la marcia di Nintendo: +11,1% stamane. Il titolo è più che raddoppiato (+116,8%) dalla presentazione di Pokemon go.

La frenata del petrolio (Brent stamane a 46,82 dollari al barile) si riflette sugli altri listini asiatici. Deboli Shanghai e Shenzhen. Lo yuan ieri è sceso sotto la barriera psicologica di 6,7 sul dollaro.

VOLA BANK OF AMERICA, TONFO DI NETFLIX

Intanto, senza strappi, Wall Street continua la sua marcia verso l’alto a suon di record. Nuovo massimo assoluto sia per l’indice S&P 500 (+0,24%) che per il Dow Jones (+0,09%). Il Nasdaq (+0,52%) sale a 5.055,7 punti. A trainare il mercato sono gli utili delle grandi banche: ieri è toccato a Bank of America, +3,3% dopo i conti trimestrali.

Sale nel dopo Borsa Ibm (+2,5% dopo i conti): migliora l’utile ma, nonostante le recenti acquisizioni, continua a scendere il fatturato (-2,7%) in calo da 17 trimestri di fila. Tonfo di Netflix (-14,5%): la crescita degli streaming nel secondo trimestre è stata inferiore alle previsioni.

PIATTA MILANO: OGGI RIFLETTORI SULLO ZEW TEDESCO

Si profila un’apertura in lieve calo per i listini europei, in linea con l’andamento di ieri. La situazione dovrebbe comunque vivacizzarsi dopo la diffusione in mattinata dell’indagine Zew sulla fiducia tedesca, che dovrebbe fotografare l’effetto shock del ‘no’ britannico all’Unione europea. Milano, dopo aver toccato un minimo a 16.602 punti, ha chiuso in rialzo dello 0,08% a 16.763 punti.

Partenza di settimana nel segno positivo per il secondario italiano. In terreno negativo anche Parigi (-0,34%), Francoforte (-0,04%) e Madrid (-0,08%). Fa eccezione Londra (+0,39%), sostenuta dall’offerta di 24,3 miliardi di sterline della giapponese Softbank per Arm holding, gioiello della tecnologia britannica.

TURCHIA: IL CROLLO DELLA BORSA NON PESA SUI TITOLI ITALIANI

Sotto i riflettori la Turchia, alle prese con la repressione ordinata dal premier Erdogan dopo il tentativo di golpe. La Borsa di Istanbul ha accusato una perdita del 7,1%, ma la lira turca, sostenuta dagli acquisti della Banca centrale, ha recuperato l’1,7% dalla frana di venerdì scorso (-5,1%). Recuperano anche le valute emergenti, trascinate al ribasso dagli effetti del golpe fallito: il rand sudafricano recupera il 2,1%, il peso messicano lo 0,6%.

Modeste in Piazza Affari le reazioni dei titoli più coinvolti con la Turchia, il decimo mercato di sbocco delle esportazioni italiane: poco mossa Astaldi, Unicredit + 1,8% (attraverso la controllata Yapi Kredi che contribuisce per il 15% agli utili consolidati), Snam (aumentata incertezza sulla visibilità del progetto Tap), Fiat Chrysler (presente attraverso Tofas), Dea Capital (Migros è l’11% del Nav) e Sabaf (10% dei ricavi e 10 milioni investiti nell’impianto in Turchia). Più negativa Cementir (30% dell’Ebitda stimato 2016 in Turchia), che cede il 2,4%.

CAIRO FRENA DOPO LA VITTORIA, MA ASSUME TUTTE LE DELEGHE IN RCS

Dopo la battaglia per il controllo del Corriere della Sera si sgonfiano i titoli coinvolti nel duello: Cairo Communications lascia sul terreno il 5,9%, mentre Rcs Mediagroup arretra del 3,2%. “Non c’è nulla di più abitudinario della lettura di un giornale – ha dichiarato Urbano Cairo – anche una revisione grafica crea turbamento. Quello che penso di fare è che meno persone si accorgono che io sono arrivato meglio è, o meglio: se ne devono accorgere perché il giornale è più ricco e dà più risposte al bisogno di informazione”.

L’editore piemontese ha ottenuto il 48,8% delle azioni e la cordata rivale di Investindustrial ha annunciato che rinuncia all’Opa. “Nel caso in cui tutte le azioni dell’Opa concorrente (il 12,9% del capitale) migrassero alla mia offerta, la mia quota in Cairo Communication si diluirebbe al 47,91%”, ha detto Cairo. Nei giorni scorsi l’editore aveva precisato che, nel caso fosse sceso sotto il 50% della sua società “avrebbe effettuati un Rab (reverse accelerate bookbuilding) fino al 5% del capitale”. Secondo Kepler Cheuvreux, infine, nonostante la potenziale diluizione dall’aumento di capitale l’impatto del deal sull’Eps 2018 è altamente positivo per Cairo Communications: l’Eps salirà da +29 a +35%.

BRILLA STM SULL’ONDA DI ARM: +43%

Masayoshi Son, il pirotecnico leader della giapponese Softbank, ha lanciato un’offerta d’acquisto sulla Arm holding di Cambridge, il gioiello della tecnologia britannica leader nel design dei chip, il cui processore assieme alla tecnologia grafica sono già utilizzati da Samsung, Huawei e Apple per i propri microchip. È l’azienda giusta, sostiene il tycoon giapponese di origine coreana, per proiettare nel futuro la produzione dell’internet delle cose. Di qui l’offerta indecente: 24,32 miliardi di sterline, 1.700 pence per azione, con un balzo del 43%.

Meno di un mese fa il fondatore di SoftBank, Masayoshi Son, aveva rinunciato al progetto di ritirarsi, estromettendo così quello che doveva essere il suo erede, l’ex dirigente di Google Nikesh Arora. Son, noto come “Masa”, aveva annunciato di voler restare sia per sviluppare Sprint che per completare la trasformazione di SoftBank in una centrale di investimenti tech. Nel settore europeo avanza Stm (+2,1%). In rialzo Dialog Semiconductor, Ams e Infineon, che salgono rispettivamente del 3,3%, del 3,4% e del 2,1%.

RIMBALZA TELECOM: LA BCE COMPRA OBBLIGAZIONI

Telecom Italia ha chiuso ieri in rialzo del 3,2%, a 0,6940 euro, miglior blue chip di Piazza Affari. Gli analisti di Mediobanca hanno promosso il titolo a “new top pick” nel segmento TMT (Telecom, Media, Tech), azione su cui puntare in Italia, con un giudizio Outperform e target a 1,27 euro. L’ex incumbent delle tlc perde il 40% circa da inizio anno e nell’ultima settimana è rimbalzata del 3,8% dopo aver ceduto il 13% in quella precedente.

Inoltre, nell’ambito del piano di quantitative easing (Qe) avviato dalla Bce, la Banca d’Italia ha acquistato sul mercato secondario bond emessi dalle maggiori società italiane, tra cui quelli di Telecom Italia. Risultano acquisti anche di obbligazioni emesse da Eni, Enel, Atlantia, Generali, Snam e Terna.

FRENA MPS IN ATTESA DELL’ACCORDO SULLE SOFFERENZE

A Piazza Affari le azioni delle banche sono partite bene, hanno ripiegato a metà seduta e sono tornate a guadagnare nelle fasi finali del mercato. Intesa è salita dello 0,2%, Banco Popolare +1,5%,Mediobanca+1,7%. Monte Paschi ha perso l’1,8%, mentre il mercato continua a interrogarsi sul futuro della banca che entro breve potrebbe cedere un consistente pacchetto di sofferenze, ma a forte sconto.

In seguito a questa operazione Monte Paschi potrebbe essere obbligata a varare un aumento di capitale. Sempre venerdì, ma a borsa chiusa, Moody’s ha annunciato di aver messo sotto revisione per un possibile downgrade i rating long-term deposit e quello long-term senior unsecured dal momento che vede “un incremento delle probabilità che la banca abbia bisogno di supporto esterno”.

INDAGINE USA SULLE VENDITE DI FCA

Salgono in Europa i titoli dell’Automotive: Fiat Chrysler +1,9%. Icbpi ha confermato la propria visione positiva sul titolo (buy, Tp 11,3 euro) in attesa dei risultati del secondo trimestre, che dovrebbero vedere un netto miglioramento dell’utile adjusted. I criteri di calcolo delle vendite annunciate al mercato sono oggetto di indagine oltre Oceano. Automotive News ha riportato che gli inquirenti dell’Fbi e della Sec stanno conducendo un’inchiesta sulle modalità di comunicazione dei dati di vendita di Fiat Chrysler Automobiles negli Stati Uniti.

Immediata la replica dell’azienda: “Stiamo collaborando con le autorità americane – recita una nota –. Nelle sue relazioni finanziarie annuali e trimestrali, l’azienda riporta i ricavi sulla base delle sue spedizioni a concessionari e clienti e non sulla base delle unità riportate come vendute a clienti finali dai concessionari”.

LUSSO ANCORA SOTTO TIRO

Lusso ancora sotto pressione in un clima segnato dalle tensioni geopolitiche, con Ankara che ha risposto con una dura repressione al fallito colpo di Stato costato la vita a oltre 290 persone. Ynap, Luxottica e Ferragamo lasciano sul terreno almeno un punto percentuale. A Milano scende Eni, in ribasso dell’1%, e Tenaris (-1,6%). Saipem, invece, ha guadagnato l’1,8%.

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