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“La Zanzara” 60 anni dopo, l’inchiesta sul sesso del giornale studentesco del liceo Parini di Milano che cambiò il costume nazionale

Il 14 febbraio del 1966 al liceo Parini di Milano veniva diffuso il giornale studentesco “La Zanzara” con un’inchiesta su “Che cosa pensano le ragazze d’oggi” del sesso. Un’inchiesta controcorrente che fece epoca, che scatenò furiose polemiche ma che contribuì a cambiare il costume del nostro Paese

“La Zanzara” 60 anni dopo, l’inchiesta sul sesso del giornale studentesco del liceo Parini di Milano che cambiò il costume nazionale

Il 14 febbraio del 1966 al glorioso liceo Parini di Milano veniva diffuso il nuovo numero de “La Zanzara“, l’anticonformista giornale studentesco diretto da Marco De Poli, lo studente modello che diventò in seguito vice-regista con i fratelli Taviani e documentarista televisivo. In quel numero campeggiava un’inchiesta dal titolo intrigante ma tutt’altro che scandalistico: “Che cosa pensano le ragazze d’oggi” del sesso. Apriti cielo: i cattolici bacchettoni di Gioventù Studentesca (oggi Comunione e Liberazione) insorsero gridando allo scandalo e il giornale della destra milanese “Il Corriere Lombardo” li seguì aprendo la strada al processo dei tre autori dell’inchiesta giornalistica – Claudia Beltramo Ceppi, Marco Sassano e il direttore Marco De Poli – che vennero però assolti grazie alla lungimiranza della parte più aperta della magistratura rappresentata dal futuro Procuratore generale di Milano, Luigi Bianchi d’Espinosa. Per fortuna non la pensava come i bigotti non solo l’ala democratica della magistratura ma la maggioranza degli studenti, più che mai orgogliosi di essere pariniani. e la borghesia laica e illuminata milanese che considerava il liceo Parini una scuola di eccellenza.

“La Zanzara” diventò un caso nazionale che interessò anche la stampa internazionale e raccolse la solidarietà degli intellettuali più à la page come Camilla Cederna, Enzo Biagi e Umberto Eco e molti altri. E da allora parlare di sesso non fu più tabù. Oggi De Poli si schermisce: “Non eravamo noi ad agire, ma lo spirito del tempo” che spingeva al cambiamento come avvenne poi con il movimento del ’68 pur con i suoi limiti e le sue contraddizioni. Purtroppo quello spirito non è quello di oggi. E a maggior ragione vale la pena di ricordare nei nostri giorni burrascosi il caso de “La Zanzara del 14 febbraio 1966 come fa il libro di Gianmichele Laino, edito da Ponte alle Grazie, e inevitabilmente intitolato “Che cosa pensano le ragazze d’oggi. Milano 1966. La Zanzara, un processo che ha segnato un’epoca”. E come fa anche un podcast “Mille vite non bastano” di Flavio Baldes che si trova sulle principali piattaforme. Sono passati 60 anni ma il caso Zanzara resta uno spartiacque nella storia del costume italiano e chi lo ha vissuto non se lo scorda più.

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