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La Vuelta parte con 3 favoriti: Froome, Contador e Quintana

Senza Nibali e senza Aru, poche speranze di classifica per gli italiani al Giro di Spagna – Il dorsale numero 1 assegnato a Valverde, che affronta il suo terzo grande giro in stagione puntando ad entrare nella top ten delle tre competizioni

La Vuelta parte con 3 favoriti: Froome, Contador e Quintana

Non c’è Nibali che comunque non l’avrebbe corsa anche se non fosse caduto a Rio. Non c’è nemmeno Aru che l’ha vinta l’anno scorso. Ma – pur priva dei due italiani -la Vuelta che parte oggi con la crono-squadre di Ourense presenta una startlist delle grandi occasioni con Chris Froome, Alberto Contador e Nairo Quintana a guidare la lista dei favoriti. La speranza è che finalmente ci sia sulle strade di Spagna quello scontro stellare che il Tour promette da qualche anno ma che in realtà non si è mai visto. O per la superiorità troppo netta di Froome o per la iella che ha messo fuori corsa anzitempo Contador o ancora per l’inopinata ritrosia di Quintana nell’attaccare. Sta il fatto che invece delle scintille va spesso in onda la noia pur con tutto il rispetto per uno degli sport più faticosi e meno retribuiti. Il percorso della Vuelta, superata la prima settimana senza grosse difficoltà, offre tutto e di più per lo spettacolo: con tanti arrivi in salita, un tappone sui Pirenei e una crono di 31 km alla terzultima tappa che dovrebbe dare la sentenza definitiva sulla leadership della corsa.

Contador vede nella Vuelta l’ultima occasione per rimediare a una stagione fin qui magra e sfortunata. Incerto sul suo futuro – se continuare o smettere in concomitanza con l’addio alle corse della Tinkoff – il Pistolero ha la possibilità di centrare uno storico poker di vittorie pareggiando i successi del connazionale Roberto Heras. Dalla sua Contador ha di certo l’orgoglio. Bisognerà vedere se ha ancora le gambe. L’uomo da battere per il campione di Pinto, più che Quintana, è Chris Froome anche se il britannico alla Vuelta non è mai stato quel marziano che si rivela quando corre il Tour. Tanto è vero che il keniota-bianco in Spagna non ha mai vinto: due secondi posti, un quarto prima del ritiro l’anno scorso. Reduce da un’Olimpiade con un piccolo bronzo nella cronometro che ha esaltato Fabian Cancellara, Froome potrebbe essere tentato dalla voglia di essere il primo corridore a realizzare la doppietta Tour-Vuelta da quando la corsa spagnola è stata spostata nel calendario internazionale da aprile ad agosto. 

Resta, terzo dei big, l’enigma Quintana. Dalla sua ha l’età (26 anni compiuti in febbraio) e la fama di grimpeur, ma le ultime prestazioni hanno suscitato non poche perplessità. Troppo passivo per poter essere davvero un leader, il colombiano sembra accontentarsi di collezionare podi dopo aver vinto un Giro in cui l’unico avversario – uscito di scena Joaquim Rodriguez – era Rigoberto Uran, bravo ma non certo un imbattibile. Ad aiutarlo a migliorare il suo palmarés che alla Vuelta si limita al quarto posto dell’anno scorso ci sarà sempre Alejandro Valverde, il vecchio campione che a 36 anni suonati affronta quest’anno la sua terza grande corsa a tappe di tre settimane: terzo al Giro, sesto al Tour, lo spagnolo della Movistar – già vittorioso nella Vuelta del 2009 – punta a essere il primo corridore a entrare nella top ten di Giro. Tour e Vuelta nello stesso anno. E gli organizzatori della Vuelta, anche approfittando dell’assenza di Aru cui spettava di diritto, hanno deciso di assegnare il dorsale numero 1 proprio a Valverde come omaggio alla sua indomita voglia di correre e lottare su ogni percorso. Detto dei big, tra le possibili sorprese che la Vuelta potrebbe riservare on the road un poker di nomi su tutti: Esteban Chaves (secondo al Giro dietro Nibali), Steven Kruijswijck (l’olandese a lungo maglia rosa prima che una caduta lo mettesse fuori anche dal podio), Miguel Angel Lopez (il colombiano dell’Astana vincitore dell’ultimo Giro di Svizzera) e il sudafricano Louis Meintjes (ottavo al Tour di quest’anno). Per gli italiani, senza Nibali e Aru, poche o addirittura nulle le possibilità per la classifica anche se Michele Scarponi e Luca Brambilla (due giorni in maglia rosa al Giro) non sono affatto gli ultimi arrivati.

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