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La tregua Usa-Cina non scalda le Borse

Trump minaccia di alzare le tariffe sull’auto europea se Francia, Germania e UK non accuseranno l’Iran per il nucleare – In risalita il petrolio, bene le utility

La tregua Usa-Cina non scalda le Borse

Borse europee timidamente positive dopo l’accordi sui dazi. A raffreddare gli entusiasmi è stata però la minaccia di alzare le tariffe sull’auto europea di Donald Trump se Francia, Germania e Regno Unito non accuseranno formalmente l’Iran di aver violato l’accordo sul nucleare. La notizia pesa sul comparto automotive europeo (-1,2%), che ha peraltro annunciato dati confortanti sulle vendite nel 2019: +1,2%, a 15,34 milioni di veicoli, grazie ad un dicembre record (+21,7%).

Fca (-0,64% in Borsa) ha segnato un calo delle vendite nell’anno del 7,7%. Ha fatto peggio Psa (-10%) a causa del calo dei volumi in Cina, in Medio Oriente e in Africa.

In evidenza le utilities, sostenute dai piani sull’energia che hanno spinto l’indice del settore ai massimi da fine 2008. Il titolo migliore è Rwe (+3%): il governo tedesco verserà circa 2,6 miliardi di euro per compensare i costi legati al previsto abbandono del carbone.

Piazza Affari (+0,44%) dopo due giorni di flessione è la Borsa migliore davanti a Parigi (+0,15%) e a Francoforte (+0,6%). Piatta Madrid. Londra -0,24%. Oggi vene pubblicato il bollettino della Bce. Alle 18 parlerà Christine Lagarde.

Il mercato delle obbligazioni della zona euro si sta stabilizzando sui livelli di ieri in attesa delle minute dell’ultima riunione della Bce e dell’intervento del presidente della Bce Christine Lagarde. Il rendimento del Bund decennale tedesco è a -0,21%. Btp a 1,39%, spread in allargamento a 160 punti base.

Poco mossa Atlantia (+0,2%) in attesa del cda della controllata Autostrade per l’Italia sul nuovo piano industriale al 2023, mentre domani si terrà il Cda della holding che discuterà anche il tema della concessione autostradale. Il gruppo sarebbe disponibile a trattare sulla riduzione delle tariffe per porre fine al braccio di ferro con il governo.

In evidenza Campari (+1,8%): Jefferies ha promosso il giudizio da Hold a Buy, portando il target price da 8,50 a 10 euro.

Tra le banche sale Mps (+3%) dopo il collocamento del bond subordinato da 400 milioni. Positiva anche Ubi (+2%): Goldman Sachs ha alzato la raccomandazione a Buy. Unicredit -0,5%: Goldman Sachs ha rafforzato il giudizio Buy, portando il prezzo obiettivo da 17,50 a 18,0 euro. Banco Bpm +1%.

Da segnalare ancora Stm (+1,1%). Stamattina Barclays ha promosso il target price da 21,50 a 30,0 euro. Giudizio Overweight confermato.

In risalita il petrolio: la Energy Information Administration ha comunicato che le scorte negli Stati Uniti la scorsa settimana sono diminuite di 2,55 milioni di barili, contro stime di un incremento di circa 0,4 milioni. Eni +0,4%.

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