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La Fiera del Levante di Bari punta sull’economia circolare

Dal 14 al 22 settembre va in scena l’83esima edizione della Campionaria Internazionale – Appuntamento all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione con messaggi alla politica

La Fiera del Levante di Bari punta sull’economia circolare

Dal Sud un messaggio su cambiamento climatico, transizione energetica, innovazione tecnologica e imprese. Insomma, sostenibilità ambientale ed economica a vantaggio degli affari che tradizionalmente si fanno alla Fiera del Levante di Bari. Questa 83^ edizione che sarà inaugurata dal premier pugliese Giuseppe Conte vuole far parlare di sé a lungo, avendo scelto di concentrarsi su questioni globali e complesse. Che passano ovviamente anche attraverso il nostro Sud.

Gli scioperi del clima degli studenti stanno richiamando i decisori internazionali alle proprie responsabilità e a livello mediatico c’è molta attenzione sul messaggio potente che sta scuotendo le coscienze”, ha detto il Presidente della Nuova Fiera del Levante, Alessandro Ambrosi. Dal 14 al 22 settembre la Nuova Fiera, nuova anche nel logo, porterà all’attenzione degli operatori i valori dell’economia circolare. Di quel sistema che nelle Regioni meridionali avanza a strappi, purtroppo, e non sempre per responsabilità di imprese e banche. Vedremo nei padiglioni della Fiera quest’anno come sarà. Cosa diranno Conte e i tanti nuovi ministri “made in Sud “rispetto alle attese nazionali ed internazionali.



Una volta la giornata inaugurale segnava la ripresa dell’attività politica e di governo. Auspicabile che anche stavolta-appena risolta la crisi di governo- da Bari giungano al Paese messaggi nuovi, soprattutto sulle scelte di green economy tanto declamate dal Conte bis. D’altra parte in un Ministero chiave per queste scelte- quello dell’Ambiente- è rimasto Sergio Costa difeso dai grillini, ma spesso criticato da ambientalisti ed Associazioni. Qualche decisione della esperienza gialloverde dovrà essere rivista se sul serio ora Pd e M5S vogliono “affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza”, come hanno scritto nel programma di governo.

Il management della Fiera per parte sua ha scelto bene lo slogan 2019 “Dove pulsano le idee”, in segno di apertura a tutte le innovazioni che hanno impatti ambientali e sociali. Bari, città di mare e di approdi solidali, in occasione della kermesse intende anche “rispettare il territorio, pensare al futuro, guardare un mare pulito e plastic free che abbraccia la città”. Espositori e visitatori impatteranno tra l’altro con l’hastag #nonabbiamounPianetaB, che nelle intenzioni degli organizzatori vuol dire rispondere pubblicamente alla chiamata globale di corresponsabilità, mettendo intorno al suo evento più rappresentativo una serie di opportunità utili alla realizzazione del cambiamento. Non secondario che nella giornata inaugurale della Fiera intervenga, tra gli altri, Miriam Martinelli, la Greta Thumberg italiana, esponente di Fridays for Future.

Per nove giorni, dunque, tematiche di grande attualità con la presenza di manager e personalità del mondo produttivo che avranno occasione di parlare anche di educazione, formazione, cooperazione, infrastrutture e mobilità. Le sfide sono globali ma se il Sud, una sua grande città, diventano centro del dibattito politico ed economico bisogna dare atto che dinanzi a “questioni antiche e dell’immediato ieri tutto dipende da cosa si decide di fare oggi e nel futuro prossimo “. Lo scrive il professor Gianfranco Viesti (Università di Bari) nel suo libro “Mezzogiorno a tradimento. Il Nord, il Sud e la politica che non c’è “. Anche per l’economia circolare, aggiungiamo noi, e su cui nell’ultimo anno dal governo giallo verde sono arrivate solo promesse. Alla Campionaria pugliese il premier Conte troverá il parterre giusto per acquisire credibilità su un tema centrale dell’economia italiana da spendere nei prossimi mesi nei vertici internazionali. Lí – e non solo lí – dove fino a ieri ci hanno giudicato per i no a trafori, gasdotti, inceneritori, trivelle. Per paradosso Salvini era per il si.

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