Condividi

La Cina apre sui dazi, mina sexy per Trump, Borsa russa ko

Il presidente cinese Xi Jingping annuncia nuove aperture sul mercato interno ed elettrizza le Borse asiatiche – Ko invece la Borsa di Mosca (-11,4%) per le sanzioni anti-Russia – La perquisizione dello studio dell’avvocato di Trump fa tremare il Presidente Usa – Telecom Italia: Bolloré perde colpi ma va all’attacco

La Cina apre sui dazi, mina sexy per Trump, Borsa russa ko

Volano i missili finanziari nei cieli di Mosca. Pagano un prezzo pesante alle sanzioni americane i titoli dei boiardi vicini al presidente Putin. Ma la Russia, grande potenza militare, ha un peso ridotto sul piano economico, senz’altro secondario rispetto ai due pesi massimi, Cina e Usa.

Stavolta a dare la spinta ai mercati è stato il presidente Xi Jingping. Il numero uno di Pechino, in un discorso al vertice di Boao dedicato a celebrare l’anniversario della svolta economica di Deng Xiao Ping, il punto d’avvio della formidabile ascesa cinese, ha annunciato nuove aperture del mercato interno, tra cui la rimozione dei dazi sulle importazioni di auto, l’abbassamento dei limiti agli investimenti stranieri in Cina, più l’allineamento del sistema cinese alle norme finanziarie e del commercio internazionali.



La mossa di Pechino, che in parte neutralizza i timori di una possibile svalutazione competitiva dello yuan, ha elettrizzato i listini asiatici e le materie prime.

Tokyo avanza dell’1,1% dietro la spinta dei titoli dell’auto: Toyota +1,9%, Honda +2,1%. In ascesa anche i listini cinesi (+0,7%), Hong Kong (+1,1%) e la Corea del Sud (+0,2%).

Al traino di Xi salgono anche le materie prima. Il petrolio Brent è trattato a 69 dollari il barile, in rialzo dello 0,5%, ieri ha guadagnato oltre il 2%. A Piazza Affari sale Eni +0,7%. Giù Saipem-2% dopo le contestazioni della Consob all’aumento di capitale del 2016.

Assai più travagliata la seduta di Wall Street. Il mercato ha chiuso in rialzi ma buona parte dei guadagni accumulati nel corso della seduta sono andati in fumo nell’ultima ora: Dow Jones +0,2%, S&P500 +0,3%, Nasdaq +0,5%.

A frenare la corsa dei listini (comunque in evidenza Apple e il settore pharma) è stata la notizia della perquisizione dello studio di Michael Cohen, l’avvocato personale di Donald Trump coinvolto nell’accordo di riservatezza con la pornostar Stormy Daniels. La perquisizione degli uffici di Cohen è scattata su indicazione del procuratore speciale Robert Mueller, il superpoliziotto che guida l’inchiesta sul Russiagate. Il Washington Post ha scritto stanotte che Cohen sarebbe indagato per frode bancaria e violazioni dei finanziamenti alla campagna elettorale.

Tra gli eventi clou della giornata la testimonianza/processo a Mark Zuckerberg al Congresso. Ieri il creatore di Facebook (+0,46%) ha iniziato, a porte chiuse, la sua deposizione davanti ad alcuni deputati. Oggi ci sarà la scena del pentimento pubblico per “aver gravemente sottovalutato” i rischi di violazione della privacy. Oltre, naturalmente, alle misure che Zuckerberg intende prendere a tutela degli utenti. A partire dalla sospensione di CubeQ, emula di Cambridge Analityca, attiva anche a Milano.

MILANO E MADRID GUIDANO L’EUROPA

Avvio prudente della settimana finanziaria europea, nonostante la spinta in arrivo dalla svolta in Deutsche Bank. Per ora, del resto, l’andamento delle Borse non agita certo i sonni dei banchieri: “I rischi si sono materializzati nei mercati azionari globali all’inizio del 2018, per ora non hanno avuto significative ricadute sul mercato del credito e quindi sulle condizioni finanziarie generali”. Così ieri Mario Draghi in occasione della presentazione del bilancio annuale della Bce.

Milano +0,54%, a quota 23.054 (record da febbraio) condivide con Madrid +0,6% il primato di giornata nell’eurozona.

Poco sopra la parità gli altri listini dell’eurozona, frenati anche dal rafforzamento dell’euro/dollaro sopra 1,23. Parigi +0,10 paga le vendite sull’auto: Renault in discesa del 2,5%, Peugeot -1,1%.

Francoforte +0,17%: un report positivo di Ubs ha permesso invece a Lufthansa di salire dell’1,2% nel giorno dell’annuncio di uno sciopero indetto domani dai sindacati Verdi negli aeroporti di Francoforte, Monaco, Colonia e Brema con la cancellazione di circa 800 voli.

Debole Zurigo (+0,19%). L’elvetica Novartis ha raggiunto un accordo per acquistare AveXis con un’operazione da 8,7 miliardi di dollari in contanti rafforzandosi nella terapia genica e arricchendo il portafoglio con un trattamento contro una malattia rara.

Londra +0,10%. Pesante Glencore (-3,4%), azzoppata dalla partecipazione in Rusal, uno dei gruppi russi nel mirino di Washington.

PRECIPITA MOSCA, I BOIARDI BRUCIANO 11,7 MILIARDI

Pesantissimi gli effetti delle prossime sanzioni Usa sulla Borsa di Mosca -11,4% (in dollari -10,7%): secondo Forbes i 50 uomini più ricchi della Russia hanno bruciato 11,7 miliardi di dollari. Tra le più colpite le società legate al re dell’alluminio Oleg Deripaska: Il valore di Rusal ed En+ è sceso di quasi un quarto, vale a dire 1,3 miliardi di dollari. Il rublo è tornato a superare quota 60 per un dollaro, il massimo da novembre 2017, e la soglia di 74 per un euro, al top dall’estate 2016.

La fiducia degli investitori della zona euro ha segnato un deterioramento per il terzo mese consecutivo in aprile, influenzata dai timori di un rallentamento della crescita globale sulla scia delle crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. L’indice Sentix è sceso questo mese a 19,6 da 24,0 di marzo.

SCENDE LO SPREAD, ALL’ASTA 9,25 MILIARDI DI BTP

Oltre al listino azionario di Piazza Affari brilla solitario anche il mercato obbligazionario italiano in una seduta dai volumi contenuti in cui ha prevalso un certo appetito per il rischio di cui l’Italia ha beneficiato più di altri Paesi della periferia.

Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni si attesta a 127 punti base, sui minimi da metà febbraio, dai 129 del finale di seduta di venerdì, mentre il tasso del decennale è poco variato rispetto all’1,78% dell’ultima chiusura, scambiando a 1,77%.

Si riducono anche le distanze dai Bonos spagnoli. Lo spread di rendimento tra Btp e Bono decennale si abbassa attorno ai 55 punti base, sui minimi da inizio marzo.

In occasione dell’asta a medio lungo del 12 aprile, il Tesoro metterà a disposizione degli investitori tra 7,25 e 9,25 miliardi nel nuovo Btp a 3 anni e nelle riaperture del Btp a 7, 20 e 30 anni. In particolare, verranno offerti tra 3,5 e 4 miliardi nel nuovo Btp a 3 anni (scadenza aprile 2021), cedola 0,05%. Inoltre Via XX Settembre metterà a disposizione degli investitori tra 2 e 2,5 miliardi del Btp a 7 anni (maggio 2025), tra 750 milioni e 1,25 miliardi del Btp a 20 anni (settembre 2038) e 1-1,5 miliardi del Btp a 30 anni (marzo 2048).

TELECOM ITALIA: ELLIOTT AVANZA, IL CDA SI SPACCA, ASSOGESTIONI SI ASTIENE

Telecom Italia ha chiuso in lieve rialzo +0,12%, ma con forti volumi, pari al 2,55% del capitale ordinario mentre sale di tono lo scontro tra cda e Collegio sindacale. Il consiglio ha deciso a maggioranza (contro il parere degli indipendenti) di far causa al collegio che ha deciso di integrare l’odine del giorno dell’assemblea del 24 aprile. I rapporti di forza tra Vivendi ed Elliott volgono però a favore del fondo Usa salito all’8,8% del capitale con opzioni call per un altro 4,9% fino ad arrivare al 13,73%.

Inoltre, sul tema nomine i proxy adviser ISS e Frontis Governance suggeriscono di votare a favore dei sei consiglieri di amministrazione proposti dal fondo Elliott all’assemblea del 24 aprile. Decisiva poi potrebbe essere la decisione di Assogestioni di non presentare una propria lista di candidati per l’assemblea del 4 maggio. Difficile, però, che in caso di sconfitta, Bolloré getti la spugna anche perché il valore del suo pacchetto, pari al 23,9%, è oggi assai inferiore al prezzo di carico (1,08 euro). Di qui la prospettiva che Vivendi intenda in ogni caso far pesare la sua quota. I fondi internazionali, forti del 58% del capitale, propendono comunque per il piano presentato da Elliott che prevede lo scorporo della Rete (in vista dell’ingresso di Open Fiber come voluti da Cdp) e di Sparkle da cui potrebbe emergere un valore di 7 miliardi, sufficiente ad abbattere l’indebitamento, far salire il titolo a 1,6 euro e consentire il ritorno al dividendo.

DEUTSCHE BANK DA’ LA CARICA ALLE BANCHE ITALIANE

Giornata di rialzi per il settore bancario europeo, galvanizzato dal ribaltone domenicale in Deutsche Bank. L’istituto ha nominato quale ceo lo specialista del settore retail Christian Sewing che ha sostituito con effetto immediato John Cryan il cui mandato sarebbe scaduto nel 2020. Dopo l’avvio euforico (+3%) il titolo della banca ha rallentato la corsa, chiudendo a +0,76%.

Il paniere dei bancari italiani guadagna lo 0,6%, sostanzialmente in linea con il comparto europeo. Sul listino milanese toniche le ex popolari: Banco Bpm +1,56%, Ubi +0,89% e Bper +1,51%. In controtendenza Mps perde il 3,41%.

Continua la corsa di Creval (+2,4%). Gli analisti apprezzano l’accordo che il gruppo ha sottoscritto con Algebris Investments per la cessione di un portafoglio costituito da crediti non performing garantiti.

In un’analisi sulle banche del Sud Europa, Mediobanca Securities descrive un “quadro costruttivo” sul processo di de-risking per le banche dell’area, grazie anche a un contesto macro favorevole e all’allontanamento del rischio regolatorio. L’obiettivo, visto come un “miraggio”, di un Npa ratio del 10% è a portata di mano, aggiunge il broker che, all’interno dell’area analizzata, mantiene il sovrappeso sull’Italia dove UniCredit, Ubi, Bper e Credem sono le favorite.

Dal primo gennaio l’indice delle banche italiane guadagna il 10% e sovraperforma nettamente il resto dell’Europa (indice Eurostoxx Banks -2,2%) malgrado la persistente situazione di incertezza del quadro politico interno.

Tra gli altri finanziari, Generali +1%. La quota di Edizione, finanziaria della famiglia Benetton, ha superato il 3% del capitale, arrivando a 3,05%, secondo indiscrezioni potrebbe salire ancora.

FinecoBank (+0,3%) a marzo ha raccolto 638 milioni di euro, di cui 330 milioni nel gestito. Acquisiti 9.299 nuovi clienti.

MONCLER AI MASSIMI, FERRAGAMO IN ROSSO

Mercato del lusso contrastato in attesa dell’arrivo dei conti di Lvmh. In rosso Ferragamo (-2%), tra le peggiori blue chip. BNP Paribas ha tagliato il target price a 18 euro da 21 euro, abbassando il giudizio a Underperform da Neutral.

Al contrario Moncler ha fatto segnare il nuovo record storico a 34,04 euro prima di correggere nel finale a 33,40 euro. Bene anche Brunello Cucinelli (+1,12%) spinta dalla promozione a “neutral” da “underperfom” da parte di Exane.

MORGAN STANLEY PROMUOVE FCA

Da segnalare anche la performance di Fiat Chrysler +1% in una seduta negativa per l’automotive francese: Morgan Stanley ha alzato il prezzo obiettivo del titolo a 23 da 22 euro, confermando la raccomandazione overweight. Ferrari +0,2%, dopo il secondo successo consecutivo nel Bahrein.

SHOPPING IN FRANCIA PER ERG

Amplifon (+1%) segna il nuovo record storico. Erg (+0,2%) ha acquistato due parchi eolici in Francia per 57 milioni. Perdono terreno Technogym (-3,7%) e Mondadori (-2%).

Commenta