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La Catalogna pesa ma non travolge le Borse

Listini deboli: Madrid è quello che perde di più dopo la vittoria degli indipendentisti in Catalogna – Recupera l’euro –
Rialzo di natale per Anima – Sotto tiro Carige – Risale Saipem

La Catalogna pesa ma non travolge le Borse

L’esito delle elezioni catalane pesa sulle Borse europee che, ancora una volta, hanno sbagliato previsioni. Perde colpi soprattutto Madrid che lascia sul terreno poco più di un punto percentuale. Sotto tiro il credito: Banco Sabadell e Caixabank, gli istituti più esposti verso la Catalogna, e che dopo il referendum sull’indipendenza hanno cambiato sede, perdono oltre il 3%. In calo  Santander, Bankia e BBVA.

Piazza Affari cede lo 0,3%, indice Ftse Mib sopra 22.100 punti in una seduta dai volumi ridotti. In rosso anche Francoforte (-0,1%) e Parigi (-0,3%). In terreno positivo Londra (+0,1%).

Il consiglio dei ministri di oggi si occuperà della nomina del successore di Giuseppe Vegas al vertice della Consob: tra i candidati ci sono Marco Buti e Mario Nava, il favorito.

L’euro si indebolisce su dollaro a 1,185, da 1,187 di ieri, comunque in recupero: nel corso della notte era sceso fino a 1,182. Grande attenzione dei mercati oggi per i dati Usa sull’inflazione ed il sentiment dei consumatori.

Sul mercato obbligazionario è durata poco più di un’ora la reazione emotiva dei mercati al voto catalano, sfociata in un allargamento dei periferici su Germania compreso il Btp. Da 149 centesimi della chiusura di ieri, la forbice tra decennali italiano (rendimento 1,91% +2 punti) e tedesco Invariato a 0,41%) viaggia comunque intorno a 150 punti base.

La fiducia delle imprese manifatturiere è scesa leggermente nel mese di dicembre a 110,5 dai 110,7 di novembre, ma la fiducia dei consumatori nello stesso mese è salita ai massimi da gennaio 2016.

Si chiude un anno molto positivo per il risparmio gestito. In base ai dati della mappa mensile di Assogestioni, nel mese scorso i flussi netti si sono attestati a quota 7,8 miliardi di euro, in rialzo rispetto ai 6,8 miliardi di ottobre. Negli 11 mesi il bilancio segna un saldo positivo di 95 miliardi.

In evidenza stamane Anima Holding  (+3,82%) che festeggia l’accordo vincolante con Poste Italiane (+0,08%) per la partnership nel risparmio gestito.

Cambia la geografia del patto di sindacato di Banca Mediolanum (-0,20%)vcon l’uscita di Fininvest che, nel precedente accordo, aveva conferito il 25,5% del capitale.  Nel nuovo Patto, pubblicato oggi, è stato conferito il 40,2% circa dei diritti di voto, ovvero tutte le quote detenute dalla famiglia Doris.

Settore bancario in calo con ribassi più accentuati per  Bper Banca (-1,22%) e Unicredit (-1,05%).

Discorso a parte merita Banca Carige, in asta di volatilità dopo un calo del 10,89%. A fronte del pieno successo dell’aumento di capitale, il mercato sconta la delusione per la parziale sottoscrizione da parte del socio Malacalza Investimenti fino al 23% rispetto a quanto precedentemente annunciato (il 28%).

A fine mattinata torna in terreno positivo Saipem (+0,27%), frenata in avvio dalla notizia di una sconfitta in un arbitrato internazionale con l’agerina Sinatrach: la società italiana, dovrà pagare 135 milioni di dollari. Tenaris +0,5%. Poco mossa Eni +0,07% . Il cane a sei zampe  ha firmato con il ministero dell’Energia del Kazakistan e con KazMunaiGas (KMG) un accordo per il trasferimento ad Eni del 50% dei diritti di sfruttamento del sottosuolo per la ricerca e la produzione di idrocarburi del blocco Isatay nel Mar Caspio.

Mediaset +0,12% dopo l’aggiudicazione dei diritti dei Mondiali di calcio Russia.

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