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La Borsa rallenta il passo, Ferragamo brinda a Capodanno

Nell’ultima seduta dell’anno, i listini europei sono poco mossi a metà giornata – Milano è in linea e anche l’America aspetta Trump – Piazza Affari si prepara a chiudere il 2016 con una perdita del 10% – In evidenza TerniEnergia, Brembo e Mondadori – Torna a salire Mediaset

La Borsa rallenta il passo, Ferragamo brinda a Capodanno

Rallentano le Borse nell’ultima seduta dell’anno solare. Influiscono sul trend le vendite sui mercati Usa: i capital gains saranno tassati secondo le nuove norme che Donald Trump si accinge a varare dopo l’insediamento. Di riflesso, il rialzo dell’euro (il cambio viaggia a 1,054 sul dollaro) comprime i listini del Vecchio Continente in una giornata di scambi modesti.

A Milano l’indice Ftse Mib è in pratica invariato, poco sopra i 19.200 punti. Piazza Affari si accinge a chiudere il 2016 con una perdita del 10%. Deboli gli altri mercati: Parigi e Francoforte -0,2%, Madrid e Londra -0,3%.

Nei prossimi mesi l’economia italiana dovrebbe registrare positive prospettive di crescita. L’Istat segnala che nel settore manifatturiero si è registrato sia un aumento degli ordinativi sia un miglioramento della fiducia. Segnali di recupero anche sul fronte del lavoro e dei prezzi.

La cura della Bce produce effetti in tutta l’Eurozona: il credito bancario alle imprese della zona euro è cresciuto a novembre al tasso annuo di 2,2% da 2,1% di ottobre, salendo al massimo da metà 2009. Con il petrolio in lieve rialzo (Brent a 57,1 dollari al barile, +0,3%), Saipem guadagna lo 0,8%, Eni -0,3%. 

Si è già spento il rialzo delle utilities: Enel -0,2%, Terna -0,6% e Snam -0,1%. Il rialzo delle tariffe di luce e gas deciso dall’Authority a partire da gennaio 2017 non altera le condizioni economiche delle principali aziende del settore. 

In evidenza TerniEnergia (+10%). La società ha sottoscritto un accordo di partnership con JuicePower, una piattaforma inglese di Clean Energy, che mira a proporre la fornitura di energia e smart grids a clienti commerciali e industriali nei mercati emergenti, a cominciare con l’India.

Fra i titoli industriali, positiva Fiat Chrysler (+0,3%). Brembo guadagna lo 0,8%, in procinto di tornare settimana prossima nel FtseMib grazie alla fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano dal primo gennaio 2017. La società bergamasca era uscita dal Ftse Mib solo qualche settimana fa a seguito dell’aggiornamento dell’indice reso necessario dallo scorporo di Italgas da Snam. Da inizio anno, le Brembo hanno guadagnato il 28% circa sul listino azionario a fronte di un calo di circa il 10% di Piazza Affari. Scendono Leonardo (-0,1%), Cnh Industrial (-1,8%) e Buzzi (-1,5%). 

Fincantieri +0,64%. La Francia potrà intervenire nella vendita del cantiere di Saint-Nazaire da parte della coreana Stx, che si trova nel mezzo di una procedura fallimentare, se le condizioni poste dal governo francese non verranno rispettate. È quanto precisa il ministro dell’industria transalpino, Christophe Sirugue. Fincantieri è l’unico soggetto ad aver presentato un’offerta per gli asset francesi. Parigi vorrebbe che il gruppo a controllo pubblico Dcns prendesse una partecipazione di minoranza in Stx France, ha ribadito il ministro.

Banche poco mosse. Per la cessione delle Good Banks ci sarà da aspettare la metà di gennaio 2017. Ubi, invariata, è pronta all’acquisto per rilevare ad un prezzo simbolico Nuova Banca Marche, Etruria e CariChieti, invece per Banca Pop. Emilia che rileverà CariFerrara, servirà ancora un po’ di tempo. Banco Popolare +0,5%.

Torna a salire Mediaset (+1,4%). Mondadori (+2,33%) viaggia sui massimi dell’anno a 1,2 euro. Telecom Italia -0,2%.

Merita una nota a parte Salvatore Ferragamo (+1,6%), che ieri ha annunciato l’accordo con l’Agenzia delle Entrate per definire il metodo di calcolo della quota di reddito esente da Ires e Irap ai fini del patent box. La società non ha quantificato l’impatto sui conti di questo provvedimento, dichiarando solo che il beneficio per l’anno di imposta 2015 è di ammontare significativo e di natura price sensitive. “La notizia è positiva, ma aspettiamo di verificare l’impatto reale sui risultati del gruppo”, affermano stamani in una nota gli analisti di Banca Akros che sul titolo mantengono il rating neutral e il target price a 22,60 euro.

Il movimento di Ferragamo non trascina gli altri titoli del settore Lusso che restano poco mossi, come il resto del listino: Luxottica +0,5%, Tod’s +0,4%.

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