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La Borsa fa il test ai conti di Fca e Saipem e riaccoglie Mps

Oggi Piazza Affari valuta le trimestrali di Fca e Saipem e aspetta Mps per domani – Wall Street rallenta mentre Tokyo celebra il sedicesimo rialzo consecutivo e Pechino incorona Xi – Padoan: l’economia italiana può salire del 2% – Volano i Btp, spread a 156 pb

La Borsa fa il test ai conti di Fca e Saipem e riaccoglie Mps

Situazione di stallo per i listini europei, in attesa delle indicazioni della Bce. Stesso clima di attesa oltre Oceano: Wall Street, impegnata a digerire i segnali spesso contradditori in arrivo dalle trimestrali (172 in settimana), aspetta le mosse del presidente Trump prima di tentare un nuovo balzo in avanti o incassare i profitti entro l’anno. Il primo segnale, in attesa della riforma fiscale, dovrebbe arrivare con la scelta del nuovo presidente della Fed. I due candidati favoriti sono James Taylor, un economista che insegna alla Stanford University considerato un falco, e Jerome Powell, la cui nomina sarebbe in piena continuità con la linea di Janet Yellen (ancora in corsa). Decisione probabile entro la settimana. In contemporanea con la nomina del presidente della Banca d’Italia che sarà dcisa dal Consiglio dei ministri di venerdì prossimo. 
 
IL NOME DI XI NELLA COSTITUZIONE, COME MAO 

Grandi novità maturano intanto in Oriente, ove cresce la paura per le prossime mosse della Corea del Nord. Stamane i 2.300 delegati del Congresso del Partito hanno deciso di inserire nella Costituzione il riferimento a Xi Jingping, definito “il fondatore del socialismo della nuova era con caratteristiche cinesi”. Per valutare tale scelta basti dire che finora solo a Mao Tse Tung era stato riservato da vivo tanto onore. Resta da capire quale natura avrà “il socialismo cinese del XXI° secolo”. L’ambizione è di governare con il supporto dei “big data” governati dal centro, senza alcuna concessione alla democrazia di stampo occidentale ma con un controllo stretto sui manager.  

SEDICI RIALZI DI FILA PER LA NOSTRA DEL GIAPPONE 

Intanto il Giappone celebra il rally della Borsa, in attesa del nuovo round della Abenomics che non punterà sui consumi ma destinerà i proventi del prossimo aumento dell’Iva al rafforzamento del welfare. A tirare il boom sono i grandi dell’elettronica, a conferma che i chips sono all’origine della ripresa dell’export: i robot stanno ovviando ai problemi dell’invecchiamento della popolazione. 
 
E così stamane la Borsa del Giappone si avvia a chiudere in rialzo per la sedicesima volta in sedici sedute: indice Nikkei +0,1%. In lieve rialzo gli altri mercati: Hong Kong +0,1%, indice CSI300 dei listini di Shanghai e Shenzen, +0,4%. Seul guadagna lo 0,2%, Mumbai lo 0,2%. Rallentano invece i mercati Usa. L’indice Dow Jones scende dello 0,2% in ribasso dopo sei giorni consecutivi di rialzo, culminati venerdì con il ventiquattresimo triplice record del 2017. 

TONFO DI GE, 238 CITTA’ SI OFFRONO AD AMAZON 

Lo stop è legato in buona parte alla pessima performance di General Electric -6,6%, peggior seduta da sei anni dopo la bocciatura di diverse brokers, tra cui Ubs e Morgan Stanley. L’S&P500 ha chiuso in ribasso dello 0,4% ed il Nasdaq dello 0,6%. 

Cresce l’attesa per l’inizio delle vendite, venerdì, dell’iPhone x: le previsioni sono per una partenza positiva ma non eccezionale. S’avvia alla conclusione la gara per la seconda sede di Amazon, che ha visto la competizione di 238 città per accaparrarsi la seconda sede del colosso (e i suoi 50 mila posti di lavoro). Tante le offerte: il New Jersey, ad esempio, ha offerto 7 miliardi di dollari in agevolazioni fiscali se Jeff Bezos sceglierà Newark.   
 
ARAMCO CONFERMA LA QUOTAZIONE NEL 2018 
 
Il petrolio Brent, è scambiato stamattina a 57,5 dollari il barile, in lieve rialzo, dal -0,6% di ieri in chiusura. L’indice Energy è arretrato dello 0,38% dopo i risultati di Schlumberger, Baker Hughes e Halliburton. A Piazza Affari Eni + 0,1%. Stamane sono usciti i conti di Saipem -2,3% approvati ieri sera dal cda. Il risultato netto presenta una perdita di 57 milioni dai -1,925 miliardi dell’anno scorso, quando tuttavia erano intervenute pesanti svalutazioni. Il risultato netto adjusted, cioè al netto di partite non ricorrenti, si attesta invece a 151 milioni dai 200 milioni del 2016. Al 30 settembre scorso il debito netto era sceso a 1,355 miliardi (dagli 1,45 miliardi di fine 2016) mentre erano stati acquisiti 4,717 miliardi di nuovi ordini. La quotazione del colosso saudita Aramco si farà nella seconda metà del 2018. Lo ha confermato il ceo del gruppo petrolifero saudita, Amin Nasser, smentendo i report delle ultime settimane su un possibile rinvio di questa operazione destinata ad essere la maggiore Ipo di sempre.  

MILANO +0,14%. PADOAN: L’ITALIA PUO’ SALIRE DEL 2% 

L’attenzione dei  listini europei è  concentrata sul meeting della Bce di giovedì. Pesa, ma per ora non troppo, la crisi catalana. L’indice Ftse Mib (+0,14%), che domani riaccoglierà il titolo Mps, archivia la seduta a Piazza Affari a quota 22.3709. In un’intervista a Bloomberg, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha affermato che l’economia italiana puo’ accelerare fino al 2%. Sul tema cruciale delle sofferenze bancarie, Padoan ha affermato che la velocità dello smaltimento dei non performing loan è importante, ”se troppo veloce”, si corre il rischio di far deragliare l’intero sistema. 

Rialzi modesti o quasi nulli sulle altre borse: Parigi, +0,27%; Francoforte +0,09%; Londra +0,02%. Il mercato peggiore è quello spagnolo: Madrid ha chiuso in calo dello 0,6%. I nazionalisti catalani sono pronti a votare la dichiarazione unilaterale di indipendenza giovedì, così anticipando di 24 ore il commissariamento. 

VOLANO I BTP, SPREAD A 156. IN ARRIVO 4,25 MILIARDI DI CTZ 

Giornata eccellente per i titoli di Stato italiani che superano di slancio i possibili ostacoli, dall’incognita dei referendum di Lombardia e Veneto all’incertezza per i vertici di Banca d’Italia (il consiglio dei ministri si occuperà della nomina venerdì). Il mercato scommette su una riduzione soft degli acquisti di titoli da parte della Bce. Secondo l’ultimo sondaggio Reuters, la previsione è per un taglio da 60 a 40 miliardi di euro mensili a partire da gennaio. Lo spread Btp/Bund ha terminato la seduta poco sopra il minimo di 156 punti base, il livello più basso dallo scorso 20 agosto. 

Il tasso sul benchmark decennale si è a sua volta riportato a quota 2%, toccata brevemente la settimana scorsa e precedentemente il 12 settembre, Thomson Reuters ha riferito in mattinata di un ordine di acquisto su carta italiana da 500 milioni di euro, sulle scadenze 2026/2028, movimento alla base del restringimento dello spread su Germania. All’asta di giovedì 26 ottobre il Tesoro offrirà da 2,5 a 3 miliardi di euro di Ctz e da 0,75 a 1,25 miliardi di euro di Btpei. Domani verranno comunicati i dettagli dell’asta Bot di venerdì mentre il giorno successivo quelli dell’offerta a medio lungo di lunedì 30. Quasi del tutto inosservata è passata anche la conferma, venerdì a mercati chiusi, del rating sovrano dell’Italia a BBB con outlook stabile, ad opera di Fitch. 

TRIMESTRALI: BENE ITALGAS, IN FRENATA LUXOTTICA 

Anche a Piazza Affari è entrata nel vivo la campagna delle trimestrali. Nel giorno della presentazione dei dati del trimestre, Italgas è salita del 2% a 4,92 euro, massimo storico. ‘Dopo Enerco contiamo di chiudere un’altra acquisizione entro fine anno: per noi le operazioni di M&A rappresentano un modo per anticipare le gare gas, o per arrivare in migliori condizioni ad esse, sempre nell’ottica di aumentare la nostra quota di mercato”. Così Paolo Gallo, ad di Italgas, rispondendo alle domande degli analisti nella conference call sui dati trimestrali. “Credo che le gare gas accelereranno nel 2018 – ha aggiunto il manager – l’anno prossimo potrebbero essercene 10-15 di interesse per Italgas’. Tra le altre utilities Enel +0,6%, Snam +0,1%. A2A -0,9%. 

A mercato chiuso sono arrivati i risultati di Luxottica Group -0,50% che ha chiuso il terzo trimestre 2017 con un fatturato cresciuto dello 0,8% a cambi costanti e calato del 3,5% a cambi correnti data la forte rivalutazione dell’euro. La società ha confermato la guidance di fine anno ma nella parte bassa della forchetta: di fatto solo una modesta crescita (low single digit) a cambi costanti. Safilo sale del 3,8%, ha annunciato di aver siglato un accordo di sfruttamento commerciale del marchio Rebecca Minkoff. Il titolo migliore di giornata è stato Stm che annuncerà i conti giovedì mattina. La jv italofrancese ha chiuso in rialzo del 4,3% a 17,60 euro, nuovo massimo dal 2004. Liberum prevede una revisione al rialzo delle previsioni per il quarto trimestre. 

AUTO, FCA E TEDESCHE NEL MIRINO DEI GIUDICI 
 
Alla vigilia dei conti trimestrali di Fiat Chrysler -0,6% riprende vigore la pressione dei regulators e dei magistrati sul mondo a quattro ruote. La società, secondo Le Monde, è indagata per il sospetto di ostruzione all‘indagine francese sull‘affare. Fca France ha replicato di aver sempre collaborato alle indagini delle autorità competenti e che continuerà a farlo in futuro. Anche gli uffici di Volkswagen +0,46% e Daimler +059% sono stati perquisiti ieri nell‘ambito dell‘indagine dell‘Unione europea per un presunto cartello tra i produttori tedeschi. Venerdì gli investigatori Ue hanno perquisito gli uffici direzionali di Bmw -0,44%. 
 
EFFETTO PIR SUI TITOLI IMMOBILIARI 
 
In gran spolvero gli immobiliari sulle indiscrezioni stampa secondo cui questa categoria di azioni potrebbe essere inclusa nei panieri dei titoli su cui si può investire tramite i Pir: Aedes ha chiuso a +4,63%, Risanamento +2,56%, Beni Stabili +2,16%, Coima Res +2,11%, Igd +1,69%. 

In origine, la normativa, che all’inizio di quest’anno ha introdotto i Pir in Italia, aveva esplicitamente escluso gli strumenti emessi da società immobiliari, almeno per quanto riguarda il 70% che deve essere investito in imprese italiane per consentire di beneficiare dell’esenzione fiscale (il 30% restante è libero). Assoimmobiliare, l’associazione di settore che nelle scorse settimane ha attivato un confronto per verificare quali soggetti del Real Estate potrebbero essere ricompresi nei Pir, tramite una nota interpretativa del Ministero che ricomprenda almeno le Siiq nel panorama dei possibili investimenti utili ai fini fiscali. 
 
BANCHE DEBOLI. MEDIASET. NON C’E’ ACCORDO CON VIVENDI 
 
Nel paniere principale da segnalare ancora del listino: Mediaset amplifica la debolezza dei media in Europa dopo che il consigliere Gina Nieri ha dichiarato che per ora non è arrivata sul tavolo del Cda alcuna bozza di accordo sul contenzioso con Vivendi dopo che ne avevano parlato alcune indiscrezioni stampa. Contrastate le banche, Intesa +0,1%, Banco Bpm -0,8%, Ubi Banca -0,6%, Unicredit -0,5%, Bper Banca +1,5%. Generali +0,6% grazie al Buy di Jefferies. 

ASTM SI AGGIUDICA UN PONTE IN DANIMARCA 

Da segnalare Astm + 0,26%. La controllata Itinera si è aggiudicata la gara per la realizzazione del nuovo ‘Storstrom Bridge’ in Danimarca. Il valore complessivo del progetto è di circa 277 milioni di euro. BF è arrivata al 98,4% di Bonifiche Ferraresi. Dal 30 ottobre al 7 novembre avrà luogo la procedura congiunta sull’obbligo e il diritto di acquisto del residuo 1,26%. Il titolo sarà revocato dalla quotazione il 14 novembre, previa sospensione nelle sedute dal 10 al 13 novembre.

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