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La Borsa dribbla la caduta delle Popolari e corre con Telecom e l’energia

Altro rimbalzo delle Borse europee e Piazza Affari recupera il 2,2% grazie all’exploit di Telecom Italia (+5,4%) e dei titoli dell’energia con Snam, Eni e Tenaris in testa – Un report manda ko le banche popolari mentre il duello indiretto tra Merkel e Renzi non frena più di tanto Unicredit e Intesa, che chiudono in territorio nettamente positivo

La Borsa dribbla la caduta delle Popolari e corre con Telecom e l’energia

Il rimbalzo dei mercati fa il bis e Piazza Affari si riporta a un soffio dai 16.000 punti. Il Ftse Mib ha chiuso in rialzo del 2,21%. Ancora meglio fanno Londra +3,19% e Parigi +2,45% mentre Francoforte guadagna l’1,63%. Anche Wall Street è in buon rialzo alla chiusura d’Europa.

Lo spread Btp bund si restringe a 150 punti base con rendimento del Btp all’1,38%. Nonostante i segnali di distensione sugli investimenti più rischiosi, l’oro continua la corsa e oggi sale dell’1% portandosi a 1.324 dollari l’oncia. Il cambio euro dollaro scambia a 1,11031 (+0,24%).Prosegue il recupero della sterlina nei confronti del dollaro.

Petrolio ben intonato dopo i dati sulle scorte settimanali che sono scese più delle attese. Nella settimana conclusa il 24 giugno le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono scese di 4,053 milioni di unità a 526,573 milioni, mentre gli analisti attendevano un calo di 2 milioni di barili. Il Wti sale del 2,74% a 49,16 dollari al barile, il Brent del 2,7% a 49,89 dollari.

A Piazza Affari in cima al Ftse Mib c’è proprio il comparto dell’energia con Tenaris +5,16%, Snam +4,75%. La società ha approvato la separazione della controllata Italgas attraverso la scissione parziale e proporzionale. Italgas, società che si occupa della distribuzione secondaria del gas, sarà quotata a Piazza Affari entro fine 2016. Agli azionisti Snam verrà assegnata un’azione della nuova società Italgas ogni cinque azioni Snam possedute. Al termine dell’operazione, presumibilmente entro il 31 dicembre 2016, Snam manterrà una partecipazione del 13,5%, rispetto al 100% detenuto a oggi, Cdp Reti avrà il 25,08% e Cdp Gas lo 0,97%. 

Sempre tra i petroliferi, in evidenza Eni +4,69% ed Enel +4,22%. Miglior titolo tra le blue chip è però Telecom Italia +5,98% sull’onda del rialzo dell’intero settore Tlc in Europa.

In fondo al Ftse Mib sono tornate le vendite sulle banche, Bper -5,45%, Ubi -5,23%, Unipol -4,62%, Unipolsai -4% e Bpm -3,38%. Il comparto torna a soffrire: rimane uno dei nodi più difficili da risolvere.  Per il premier Renzi il Fondo Atlante “ha dato risposte molto importanti ed è in condizioni di essere ulteriormente ricapitalizzato”. Intanto proprio su questo tema si consuma l’ultimo scontro, con qualche equivoco, tra Renzi e la cancelliera Merkel.

Angela Merkel sostiene che sulle banche non si possono cambiare le regole ogni due anni: la Germania è contraria all’ipotesi proteggere gli investitori privati delle banche dalle perdite nel caso in cui l’Italia intenderà proseguire nel piano allo studio per la ricapitalizzazione degli istituti di credito. In realtà, come spiegato da Firstonline, Renzi non chiede di cambiare le regole ma semplicemente di applicare tutte le clausole di salvaguardia del bail-in qualora insorgessero rischi sistemici.

Nel comparto bancario sono però in controtendenza Intesa +1,48% e Unicredit +2,5%. Domani, 40 giorni dopo le dimissioni annunciate dall’amministratore delegato Federico Ghizzoni potrebbe essere qualche novità sul processo di selezione del sostituto: si riunisce in giornata il comitato nomine. Un’intesa sul nome tra i membri del comitato, spianerebbe la via alla nomina da parte del consiglio di amministrazione dell’11 luglio. 

Generali +2,36%. L’amministratore delegato Philippe Donnet ha acquisito 200.000 azioni della società per un controvalore di 2,233 milioni di euro tra il 24 e il 27 giugno.

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