“Se la guerra non dovesse concludersi rapidamente, gli effetti per l’economia mondiale sarebbero di tipo stagflazionistico, come già accaduto durante i precedenti shock petroliferi prolungati. Ciò significa che l’inflazione aumenterà, mentre la produzione diminuirà. Le banche centrali saranno inoltre costrette ad alzare i tassi di interesse, con ulteriori ripercussioni negative sull’attività economica”, commenta l’economista Paul De Grauwe, direttore del Dipartimento Europa alla London School of Economics.
Se la guerra tra Usa-Israele e Iran dovesse durare ben più di quattro settimane?
“Con il rallentamento dell’economia calerebbero le entrate fiscali, provocando un aumento dei deficit di bilancio e del debito pubblico. Molti governi potrebbero quindi decidere di tagliare la spesa pubblica, aggravando ulteriormente la contrazione dell’attività economica. Tutte queste cattive notizie si materializzeranno se il conflitto non finirà in tempi brevi. Speriamo che a Washington prevalga il buon senso»”
In quali economie le pressioni sul prezzo del petrolio e del gas impatteranno di più?

“I Paesi importatori netti di petrolio in Europa, Asia e Africa saranno i più colpiti. Tuttavia, anche gli esportatori netti di petrolio, come gli Stati Uniti, ne risentiranno, perché i prezzi della benzina alla pompa aumenteranno anche lì, come altrove. Per certi versi gli Stati Uniti sono ancora più sensibili a questo fenomeno, data la centralità dell’automobile nel modello di vita americano. Inoltre, per ragioni politiche, l’aumento dei prezzi della benzina sarà particolarmente delicato, perché Trump ha promesso di ridurre il costo della vita. Accadrà invece esattamente il contrario. Gli elettori a novembre potrebbero farla pagare a Trump. Sempre che non inventi qualche stratagemma per annullare le elezioni di metà mandato…”.
Le due principali manifatture europee, Germania e Italia, sono le più esposte alle crisi energetiche. Che scenari si aprono per la produzione industriale in Europa?
“La produzione industriale soffrirà, soprattutto in Germania, dove gran parte del sistema produttivo è stato organizzato partendo dal presupposto che l’energia sarebbe rimasta a lungo economica e abbondante. Questo presupposto è ormai andato in frantumi, generando un enorme problema strutturale di de-industrializzazione in Germania”.
Il rischio inflazione nel 2026 era marginale fino a qualche giorno fa. Adesso cosa potrebbe succedere?
“Tutti i Paesi sperimenteranno un aumento dell’inflazione. L’entità dipenderà dalla durata del conflitto, ma anche dai danni eventualmente arrecati alle infrastrutture petrolifere degli Stati del Golfo Persico. Non fa molta differenza essere esportatori o importatori netti di petrolio: i prezzi più alti del greggio colpiranno le famiglie in tutti i Paesi”.
La guerra in Iran è stata l’ennesima accelerazione verso un mondo governato dalle regole della forza. L’Unione Europea troverà la forza per restare unita?
“Spero di sì, ma temo che sarà difficile. Troppo pochi leader europei sono disposti a fare il passo di considerare gli Stati Uniti come il nemico numero uno dell’Unione Europea. Molti governi dell’UE vivono ancora nell’illusione di poter negoziare accordi con Trump. Non possono farlo, perché l’obiettivo di Trump è distruggere l’Unione Europea”.
Che idea si sta facendo di questo nuovo ordine mondiale che si configurando con il Trump II?
“Lei parla di ordine, io parlerei piuttosto di disordine. Trump sta distruggendo l’ordine mondiale semplicemente per soddisfare il suo smisurato ego narcisistico. È interessato soltanto a mostrare al mondo quanto sia potente. La sua malevolenza è tale che usa questo potere per punire, vendicarsi ed estorcere denaro, da mettere nelle proprie tasche e in quelle della sua famiglia. Gli Stati Uniti stanno rapidamente diventando il Paese più corrotto del mondo. Questo avrà conseguenze anche altrove, quando altri leader imiteranno il comportamento di Trump. Fortunatamente l’incompetenza di Trump supera la sua malevolenza. Per questo finirà per commettere così tanti errori gravi che gli elettori americani lo respingeranno insieme alla sua famiglia corrotta. Ancora una volta, sempre che Trump non decida di cancellare le prossime elezioni”.