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Iperconnessa e green: ecco l’identikit della Generazione Alpha

Secondo una ricerca di Bnp Paribas Cardif, i bambini nati dal 2010 in poi sono “nativi digitali a 360 gradi”: l’app preferita è TikTok e sono consapevoli dei temi ambientali.

Iperconnessa e green: ecco l’identikit della Generazione Alpha

Quasi due terzi di loro ha “smanettato” con uno smartphone prima di compiere 5 anni, la metà di loro ne ha persino uno di proprietà e utilizzano il device per quasi 2 ore al giorno. Non danno troppa importanza ai rapporti sociali ma in compenso sono consapevoli che il pianeta sta soffrendo, sanno fare la raccolta differenziata e addirittura il 15% sogna di fare un mestiere relativo alla cura della natura e degli animali. Così viene descritta da una ricerca condotta da Bnp Paribas Cardif la Generazione Alpha, quella dei bambini nati dal 2010 in poi. Una fotografia dettagliata, che ci dice molto di che adulti saranno i bambini di oggi: solo superficiali e dipendenti dalla tecnologia o anche ambientalisti e inclusivi?

Finora le ricerche si erano fermate alla Generazione Z, i figli dei cosiddetti Millennials: i primi nati nel nuovo millennio, i secondi negli anni ’80 del Novecento. E ci avevano già parlato del concetto di “nativi digitali”. Ma la Generazione Alpha è la prima, secondo la valutazione di Cardif, “nativa digitale a 360 gradi”: è cioè la prima generazione di una nuova umanità che “sembra non conoscere barriere, né tra reale e virtuale, né tra uomo e donna (finalmente, ndr), né tra etnie, e che ha a cuore – almeno a parole – il futuro del pianeta”. L’identikit offre una prima rilevanza abbastanza scontata: il 62% di questi bambini (che hanno al massimo 10 anni) ha già utilizzato un device nella prima metà della sua giovanissima vita. Addirittura il 53% ne ha già uno di proprietà (anche se l’84% dei genitori esercita il parental control) e in tutto passano incollati allo smartphone o al tablet 107 minuti al giorno.

Anche le attività preferite sono prevedibili: a quell’età l’utilizzo è prevalentemente ludico, come è naturale che sia, e dunque vanno per la maggiore app di giochi e videogame, oltre che guardare video e cartoni animati. Il social network preferito è TikTok, così come per le generazioni precedenti lo era stato ad esempio un’app simile come Snapchat. Anche la “vecchia” televisione, comunque, non passa mai di moda: durante il lockdown è stata maggiore la percentuale di coloro che ne hanno approfittato per stare più tempo davanti alla tv (28%), che di coloro che hanno sofferto la mancanza degli amici (27%) o dei nonni (20%). Anche l’impiego del tempo libero (in generale, a prescindere dal lockdown) vede lo “stare con amici” solo al 29%, dietro al 30% di chi preferisce addirittura disegnare.

In compenso però l’84% di questi giovanissimi non vedeva l’ora di tornare a scuola dopo i mesi di didattica a distanza, e un terzo di loro ha amici o compagnie di diverse etnie. Gli adulti del futuro saranno dunque più inclusivi? Secondo la ricerca molto probabilmente sì, così come è praticamente certo che saranno più ecologici: il 39% sa già fare la raccolta differenziata, mentre oltre la metà degli intervistati è preoccupata per il futuro del pianeta e pensa che gli umani dovrebbero fare molto di più per salvarlo. Dati impensabili anche solo due generazioni va, ai quali va aggiunto anche che alcuni bambini hanno già le idee chiare su cosa vogliono fare da grandi e il 15% ha dichiarato di ambire a un lavoro green, che aiuti l’ambiente e/o gli animali. La maggioranza è però ancora “all’antica”: i due mestieri più sognati dai maschietti sono il calciatore e il poliziotto, mentre per le ragazze vanno sempre di moda la pittrice, la fotografa e la ballerina.

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