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Investimenti, Allianz GI: “Asset più flessibili con i nuovi regimi delle banche centrali”

“I nuovi regimi delle banche centrali, la cui indipendenza è sempre più erosa e i cui bilanci sono esplosi dal 2007, impongono all’investitore di sfruttare appieno il potenziale dei premi al rischio offerti dai mercati, con la massima flessibilità”: parola di Andreas Utermann, Cio di Allianz Global Investors – Sull’Europa: “Bene la troika, ma ora crescita”.

Investimenti, Allianz GI: “Asset più flessibili con i nuovi regimi delle banche centrali”

Come gli investitori devono interpretare il cambio di registro dal parte delle banche centrali dei Paesi dell’Ocse, comprese Bce e Federal Reserve? “Sfruttando appieno il potenziale dei premi al rischio offerti dai mercati, e mantenendo la massima flessibilità”. Parola di Andreas Utermann, Global Cio e Co-Head di Allianz Global Investors, che in conferenza a Milano ha sottolineato come la nuova generazione dei governatori di queste istituzioni abbia subito l’influenza di esperienze diverse, in particolare il boom ed il crollo del settore Dot.Com e lo scoppio della grande crisi finanziaria, e dalla lezione giapponese abbia appreso una più forte consapevolezza circa la minaccia di deflazione.

“Dopo essere rimasti sostanzialmente stabili per decenni – spiega Utermann -, a partire dal 2007 i bilanci delle Banche Centrali dell’Ocse sono esplosi, con un’espansione del 500% circa per la Bank of England e del 380% per la Federal Reserve. Segue a breve distanza la Banca Centrale Europea, un tempo assai più conservatrice, che ha ampliato il proprio bilancio del 250 percento. Malgrado le critiche avanzate da chi afferma che tale espansione è sterilizzabile e non si è ancora tradotta in una crescita degli aggregati monetari a causa del crollo della velocità, questo processo probabilmente relega al passato il money targeting”.

“L’indipendenza delle Banche Centrali – ha ancora detto il Cio di allian Global Investors -, un tempo così importante, sta subendo una lieve ma percettibile erosione, in quanto i governi vedono restringersi sempre più il loro spazio di manovra fiscale. La vecchia distinzione tra organi di politica monetaria e fiscale inizia a diventare più labile, un cambiamento osservabile non solo nel finanziamento esplicito del debito pubblico, ma anche nella maggiore apertura verso la decisione delle Banche Centrali di veleggiare controvento”.

E tutto questo che riflessi ha presso gli investitori? “E’ consigliabile un approccio di asset allocation flessibile (o unconstrained), che sfrutti le opportunità di beta delle diverse asset class unitamente alle componenti di alpha. Con l’aumento delle aspettative di inflazione, gli attuali rendimenti dei titoli governativi, artificialmente bassi, sono infatti destinati a perdere ulteriormente attrattiva agli occhi degli investitori, con la conseguente intensificazione della financial repression come strumento per un deleveraging silenzioso”.

In un contesto economico di questo tipo difatti, caratterizzato da tassi di inflazione bassi ma in aumento, storicamente le azioni hanno sempre sovraperformato le obbligazioni. “Nell’ambito del mercato obbligazionario – suggerisce ancora Andreas Utermann , i prodotti a spread quali titoli high yield e obbligazioni dei mercati emergenti non solo offrono rendimenti superiori, ma forniscono anche un margine di protezione contro il rischio rispetto al debito sovrano, in uno scenario di aumento nei tassi di interesse”.

Il dirigente di Allianz GI è inoltre anche intervenuto, a margine della conferenza milanese, sui temi macroeconomici europei: “Sebbene lo slancio politico per la creazione di un’unione bancaria recentemente abbia perso vigore, apprezzo l’approccio più pragmatico della cosiddetta Troika (Commissione Ue, Fondo Monetario Internazionale e Bce) nel caso in cui un paese manchi i propri obiettivi di disavanzo per motivi puramente ciclici. Di conseguenza, ritengo che attualmente i paesi dell’area euro dovrebbero dare priorità alla crescita attraverso il rilancio delle riforme strutturali, prevedendo però anche misure di austerità fiscale con obiettivi ben precisi”.

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