Intesa Sanpaolo passa al contrattacco. La banca guidata da Carlo Messina ha presentato un esposto alla Consob sulla doppia ops da 34 miliardi complessivi su Banco Bpm e Banca Generali annunciata giovedì scorso da Mps. Un’operazione rischiosa, pensata dal ceo della banca senese Luigi Lovaglio proprio per resistere alla maxi offerta presentata a giugno da Ca de’ Sass che però non ha alcuna intenzione di restarsene a guardare .
Intesa presenta esposto alla Consob
E così, come da attese, Intesa si è rivolta all’Autorità che vigila sulla Borsa, avanzando “osservazioni e considerazioni riguardanti criticità emerse da operazioni annunciate dopo il lancio dell’Opas” su Mps. Il riferimento è proprio alle due offerte di scambio che la banca senese ha deciso di lanciare su Banco Bpm e Banca Generali per resistere all’assalto dell’istituto milanese.
L’iniziativa, spiegano fonti vicine al dossier, è “finalizzata a tutelare l’integrità del mercato e la corretta informazione verso tutti gli azionisti e a evidenziare in particolare la necessità del rispetto della normativa vigente con riferimento tra l’altro alla cosiddetta passivity rule”, ovvero la norma che impedisce alla società preda di realizzare operazioni che ostacolino il progetto della predatrice senza l’avallo dell’assemblea. Se la Consob dovesse dare ragione a Intesa, potrebbe stabilire il rinvio delle offerte di Mps o imporre delle condizioni.
Giovedì il cda di Generali
Nel frattempo continua il fermento ai vertici delle società coinvolte nel risiko. Dopo che il cda di Banca Generali ha preso tempo sull’offerta e quello di Banco Bpm si è dimostrato freddo, mettendo in luce che l’ops “non è a premio ed è strutturalmente diversa dal nostro progetto di fusione tra eguali”, adesso tocca a Generali dire la sua su un’operazione a cui “non è contraria in linea di principio”, ha fatto sapere venerdì, annunciando l’intenzione di esaminarla “con attenzione e senza pregiudizi”. Il board è convocato per giovedì 27 agosto.
La società guidata da Philippe Donnet è coinvolta a doppio titolo. Da un lato ha in mano il 50,17% di Banca Generali ed è quindi chiamata a dire la sua sull’offerta presentata sulla sua controllata, dall’altro la supercedola promessa da Lovaglio ai soci del Monte per invogliarli ad appoggiare la doppia ops passa proprio per il 4,5% del Leone. Il progetto prevede infatti un premio da 4 miliardi di euro per gli azionisti dell’istituto senese: un miliardo sarà pagato in contanti, mentre i restanti 3 miliardi – pari appunto al 4,5% del capitale della compagnia assicurativa – arriveranno in azioni della compagnia triestina. A quel punto Siena scenderà all’8,8% del capitale di Generali che a sua volta, aderendo all’ops di Rocca Salimbeni su Banca Generali, salirà al 12% di Mps. Una delle due quote, probabilmente quella detenuta da Mps attraverso Mediobanca, dovrà poi essere dismessa entro 12 mesi per i limiti imposti dal Tuf alle partecipazioni incrociate.
I titoli del risiko in Borsa
Nel frattempo il mercato continua a guardare con molta attenzione al risiko bancario. Dopo la freddezza iniziale e il successivo, parziale, recupero, oggi i titoli Mps (+0,02%) e Mediobanca (+0,1%) viaggiano sostanzialmente stabili mentre le azioni Intesa Sanpaolo salgono dello 0,7% e quelle Generali guadagnano l’1,2%. Banco Bpm avanza dello 0,86%, mentre Banca Generali cede lo 0,2%.
