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Instagram, fenomeno dell’anno fra le app

Con 300 milioni di utenti complessivi raggiunti, nel 2014 la app delle foto ha oscurato la stella di Uber, battendo perfino sua maestà Twitter e dimostrando il predominio dell’immagine sul testo – Secondo Morgan Stanley i ricavi, oggi stimati in 200 milioni, raddoppieranno di anno in anno nei prossimi 4 anni, ben più del 30% annuo stimato per Facebook.

Instagram, fenomeno dell’anno fra le app

Se dovessimo dire qual è il fenomeno dell’anno sulla rete, avremmo una sola risposta a disposizione: Instagram, che permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri, e condividerle su numerosi servizi di social network. In verità, ci sarebbe un’altra app stellare a contendere questo riconoscimento platonico. È Uber, valutata 41 miliardi di dollari, ma alla fine del 2014 si è comportata malissimo e sotto l’albero ha trovato il carbone.

Instagram è cresciuta in maniera smisurata nel favore dei due miliardi di persone che usano i dispositivi mobili per qualsiasi cosa. Piace soprattutto al pubblico più giovane, e questa cosa, a sua volta, piace moltissimo a Wall Street.



Oltre il 90% della base utenti di Instagram ha meno di 35 anni; il 41% è nella fascia 16-24 anni; il 51% dei ragazzi e ragazze, in età scolare superiore, hanno un account Instagram. Nel complesso rispetto al 2013, gli adolescenti tra 16 e 19 anni (51% maschi e 49% femmine), con un account Instagram, sono aumentati dell’85% e il 30% di questi la considera la piattaforma preferita di social network. Ogni giorno vengono postate 70 milioni di foto dai 75 milioni di utenti giornalieri. Per chi ama le statistiche un po’ stravaganti consigliamo di visitare queste pagine. Da questa fonte apprendiamo anche che il 9% delle adolescenti dichiarano di aver subito su Instagram delle azioni di bullismo. I genitori non lo verranno a sapere perché li sorvegliano su Facebook.

Il sorpasso su Twitter

Raggiungendo i 300 milioni di utenti complessivi, Instagram ha superato Twitter, un’altra realtà che ha strappato molti wow negli anni trascorsi: un sorpasso significativo. Nel frattempo la capitalizzazione di Instagram è salita a 35 miliardi di dollari (Twitter = 25 miliardi), una cifra da vertigine per un’attività con ricavi 175 volte inferiori. Che penseranno adesso quegli osservatori che alcuni mesi fa erano ammutoliti quando Facebook aveva sborsato 22 miliardi di dollari per il controllo di WhatsApp? Anche WhatsApp, 600 milioni di utenti, aveva ha ricavi microscopici in rapporto al suo valore e nel 2014 ha perduto 236 milioni di dollari.

Instagram sta facendo i primissimi passi sulla strada della monetizzazione. Secondo un’indagine della banca d’affari Morgan Stanley la faccenda promette molto bene. I ricavi, stimati in 200 milioni nel 2014, raddoppieranno di anno in anno nei prossimi 4 anni, ben più del 30% annuo stimato per Facebook. Nel 2018 i ricavi di Instagram, che occupa appena 200 persone, saranno 1/8 di quelli totali di Facebook. Gli investitori pubblicitari pagano un annuncio su Instagram 20 volte tanto un annuncio su Facebook. Un altro parametro elaborato da Morgan Stanley ci dice che la valutazione di Instagram è in linea con il mercato; il valore di un utente di Insragram è 100 dollari. Su Twitter è  74 dollari, su Snapchat vale altrettanti 100 dollari, mentre su Facebook il valore di un utente sale a 130 dollari . In realtà è tutta l’area dei social media che è immersa nello strato più rarefatto della bolla borsistica, come ammonisce Janet Yellen, il governatore della FED.

In ogni caso al timone di Instagram c’è un capitano coraggioso che adesso raccoglie la fiducia e l’ammirazione del mondo intero. Si tratta di Mark Zuckerberg che si è meritato la copertina di “Time” per la sua visione di un globo totalmente connesso e socializzato. Nel frattempo si sta levando anche qualche meritata soddisfazione: nel 2012, quando Facebook acquistò Instagram, una start-up di San Francisco con 13 dipendenti, pagandola in contanti un miliardo di dollari, fu malamente rimbrottato e si gridò allo scandalo: “ A Facebook sono impazziti!”, “Sono valutazioni da bolla, pericolose!”, “Zuckerberg non andrà molto lontano!”. E invece Mark Zuckerberg, che più di tutti ha l’”orecchio dentro al secchio”, aveva fatto ancora una volta la cosa giusta.

Il segreto del successo di Instagram

Il successo di Instagram, al di là del dibattito sul valore economico dei social media, ci dice anche un’altra cosa su cosa sta succedendo nel sistema di comunicazione nell’epoca dei social-media. Il sorpasso di Instagram su Twitter, il più sofisticato sistema di scrittura collettiva e di socializzazione delle idee e delle esperienza tramite la parola scritta, sancisce il predominio dell’immagine sul testo nelle forme espressive umane.

I tecnofobi tendono a pensare che Instagram sia l’ultima espressione di un mondo giovanilistico, un fenomeno destinato alla discarica della rete non appena i suoi followers migreranno verso una piattaforma più cool, che si sta già costruendo. Questi rispettabilissimi tecno-scettici, che portano avanti un’affascinante battaglia umanistica contro la tecnologia e le sue conseguenze, dovrebbero sfogliare il wikiromance in instragrammi “Racconti invernali da spiaggia” realizzata da Marco Minghetti, docente di humanistic management a Pavia. Quest’opera multimediale è stata possibile grazie ai filtri di Instagram impiegati, sul momento, per fissare stati d’animo e sensazioni istantanee di fronte a situazioni caratterizzate da una forte emotività. Instagram è uno strumento eccezionale per esprimere e socializzare la creatività nell’istante in cui si attua.

Questo granello di creatività in più, che Instagram riesce ad associare alla spontaneità e alla socialità, è alla base della sua invidiabile popolarità e del suo stupefacente successo. Non sempre la tecnologia s’incontra con l’arte, ma quando succede nasce qualcosa destinato a durare e ad aprire nuovi orizzonti. Per questo Instagram resterà piuttosto a lungo… ma non si può mai dire. Certo è che nel 2015 Instagram attrarrà ancora milioni di persone per scattare foto, applicare filtri e condividere il risultato con chi si sente di partecipare. Attenzione però a comportarsi bene. Instagram ha un suo Galateo. Leggete il post scritto da due giovani blogger, Luisa Covini e Silvia Valesani che conoscono molto bene Instagram e che vi aiuteranno a non fare brutte figure.

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