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In Sardegna i film per l’ambiente

Dal 12 settembre la Sesta edizione di “ Life after oil “ tocca varie città. Più di 600 opere presentate. L’isola alle prese con decisioni politiche sul futuro energetico.

In Sardegna i film per l’ambiente

In Sardegna c’è chi con le fonti  di energia fossili non vuole avere nulla a che fare. Non perdono occasioni i comitati e le associazioni per farsi  sentire e bloccare i progetti delle  nuove infrastrutture energetiche  di cui l’isola ha invece bisogno. Una medaglia politica che i grillini ( della prima ora) si sono attaccati al petto. Una battaglia per salvaguardare l’ambiente , che alla presentazione  alla cineteca sarda di Cagliari della sesta edizione del festival cinematografico  Life after oil, è stata sintetizzata nel cartello esposto  “ il metano è un progetto scaduto”.  Di gas naturale sull’isola se ne parla da anni. Dopo  averlo rivendicato e con i lavori delle reti avviati in diversi Comuni bisogna vedere come si procederà con la dorsale principale di trasporto. Ma la Sardegna attraverso il cinema, con il suo Festival tematico , diretto dal regista Massimiliano Mazzotta, celebra la fine del periodo d’oro delle energie tradizionali.  

Martis (2014 e 2015), Stintino (2016)  Santa Teresa Gallura (2017 e 2018)  sono state le edizioni che hanno preceduto l’evento che parte domani e tocca varie città.Due giornate a Cagliari, il 12 e 13 settembre,  Ottana, il 14 settembre e poi Santa Teresa dal 18 al 21 settembre. Il liet motiv cinema per l’ambiente innerva le proiezioni in un contesto socio-economico provato dallo sfruttamento pluriennale  di risorse energetiche.  “Life for green – Le industrie creative e la sfida della sostenibilità”, “Syria”, “Existence”, “The wash”, “Be’ jam be the never ending”, “Veranda augusta”, “Hope”, “With or whithout you “: titoli con lo scopo di guardare al futuro con ottiche nuove e con pesantissimi lasciti alle spalle di sfruttamento e di fatiche.Magari la Sardegna sarebbe ancora più indietro, ma gli errori servono a correggere il cammino . E l’arte  in tutte le sue forme non si può trascurare . Pensando a ieri ad un grande centro dell’Italia del boom economico ,una  lettura realistica  l’ha data il sindaco di Ottana , Franco  Saba:“Dopo la caduta del petrolchimico non  rimane nulla: solo roba da pulire e bonificare”. Di quella stagione economica e di lavoro , ma anche di battaglia contro l’amianto che uccide,  prova a parlarne  in questo Festival il  film di Paolo Carboni, fuori concorso, “Guai ai vinti: pane e amianto “. 



Il  festival, è sostenuto dalla Fondazione Sardegna Film Commission che quest’anno ha toccato il  record di  612 opere iscritte e 567 selezionate  provenienti da 67 Paesi. Il valore sociale orientato alla sostenibilità  dei territori ha coinvolto anche due scuole di Santa Teresa e San Pasquale che presentano opere fuori concorso. Ben vengano le iniziative come il “Life After Oil”  – ha spiegato il Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. Ci danno l’opportunità di fermarci a riflettere e di programmare un futuro che possa prescindere dai combustibili fossili Cagliari  ospita  la prima fase del festival e vuole dare la massima importanza a questi temi. Non può  sfuggire, però, che gli argomenti trattati  artisticamente hanno  anche un contenuto politico. Se la visione di queste opere scaverà davvero nelle coscienze di chi deve prendere decisioni  il risultato  della rassegna  sarà centrato.  La Sardegna presto aprirà il confronto  con il nuovo governo Conte 2, dichiaratosi molto green.Una partita  delicata con la politica  a ruoli invertiti  sull’isola e  a Roma. Oltre le proiezioni  e i giudizi sulle pellicole, questo mese si riparlerà  della richiesta regionale di rinviare  la  decarbonizzazione al 2030 piuttosto che  al 2025,   per non compromettere l’assetto energetico dell’isola.  Una specie di allarme perché le alternative energetiche non sono pronte e perché ci sono in ballo molti posti di lavoro. Se il cinema e  la rappresentazione  corrono  il vissuto e meno facile. “ Life After Oil”  vuole farci guardare e andare oltre, ma in base a scelte politiche preannunciate,  i sardi corrono il rischio di  andare in senso contrario a quanto avranno invece  visto nei film di questa interessante rassegna.

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