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Ilva: anche la Procura boccia il piano aziendale, lunedì parola al Gip

Dopo la bocciatura arrivata ieri dai custodi giudiziari, anche i magistrati della Procura di Taranto hanno ritenuto insufficienti le misure per il risanamento proposte da Bruno Ferrante, numero uno del Gruppo Riva, proprietario dell’impianto siderurgico – Lunedì la parola al gip Patrizia Todisco.

Ilva: anche la Procura boccia il piano aziendale, lunedì parola al Gip

Due no di fila. Dopo la bocciatura arrivata ieri dai custodi giudiziari, anche la Procura di Taranto ha dato parere negativo al piano di investimenti da 400 milioni presentato dal Gruppo Riva – proprietario dell’Ilva di Taranto – per la riqualificazione ambientale dell’impianto siderurgico. 

Lo riferiscono fonti giudiziarie, specificando che l’ultima parola spetterà lunedì prossimo al giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco, lo stesso magistrato che ha autorizzato a fine luglio il sequestro dell’Ilva e gli arresti domiciliari per alcuni suoi dirigenti.



Se dal Gip arrivasse un’altra valutazione negativa, la procedura di spegnimento di gran parte dell’impianto continuerebbe come indicato dai custodi giudiziari. A quel punto l’azienda dovrebbe presentare un nuovo piano secondo le indicazioni degli esperti nominati dalla Procura.

Le stesse fonti spiegano che i magistrati tarantini ritengono insufficienti gli interventi presentati dal presidente del Gruppo Riva, Bruno Ferrante. Sulla stessa linea i custodi giudiziari – gli ingegneri Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento – che hanno chiesto lo spegnimento di una serie di impianti tra acciaierie, altiforni, cokerie e torri. L’azienda vorrebbe invece spegnere solamente un altoforno. 

Quanto al parco minerali, secondo la Procura occorre una soluzione immediatamente efficace per evitare la dispersione delle polveri, mentre il piano dell’azienda prevede la copertura.

Nel 2011 l’Ilva ha prodotto 8,5 milioni di tonnellate di acciaio, quasi il 30% della produzione italiana complessiva. L’impianto occupa circa 12.000 persone, con altri 8.000 posti.

Intanto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha detto “entro la fine del mese” sarà completato il documento della procedura e a quel punto “verranno dettate le prescrizioni all’azienda”. 

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