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Il Tesoro gioca la carta del Btp a 50 anni. Banche e sterlina le due spine

L’Italia lancia il Btp a 50 anni per allungare la durata del debito pubblico e prevenire tensioni nel caso di una vittoria del NO al referendum – Mercati in allarme su banche e sterlina – Prova d’appello per Deutsche Bank – Good bank: Ubi si allontana – Giornata di passione per Il Sole 24 Ore

Il Tesoro gioca la carta del Btp a 50 anni. Banche e sterlina le due spine

Primo marzo 2067. Quel giorno scadrà il primo Btp a 50 anni emesso dalla Repubblica Italiana. Ieri il Tesoro ha rotto gli indugi annunciando, cinque mesi dopo l’analoga offerta della Spagna, il varo del titolo a lunghissimo termine. La notizia cade a due settimane dalla prossima emissione, la decima, del Btp Italia, durata otto anni. Il ministero accelera così sulla strada dell’allungamento del debito pubblico, sfruttando le ultime finestre prima di un probabile aumento dei tassi Usa. O, più facile, per mettersi al riparo dalle turbolenze dei mercati finanziari nel caso che, come prevedono i sondaggi, al referendum possa prevalere il “No”.

A dare corpo al timore di un possibile tonfo di Btp e Bot è la crescita dello spread tra i titoli italiani e quelli di Madrid: 34 punti base, massimo storico. È la misura che separa la Spagna, avviata alla soluzione della crisi politica, dall’Italia. E non giovano di scuto le perplessità di Banca d’Italia (condivise dalla Corte dei Conti) sulla prossima manovra finanziaria dagli obiettivi “ambiziosi”. Oggi la replica in Parlamento del ministro Pier Carlo Padoan.

PROVA D’APPELLO PER DEUTSCHE BANK

La geopolitica è la grande protagonista del mercato: avanza la Borsa di Londra grazie alla netta discesa della sterlina a 0,873 (minimo dall’agosto 2013), dopo che la premier Theresa May ha detto che avvierà l’iter per l’uscita dall’Unione europea nel primo trimestre 2017. Gli operatori aspettano con il fucile spianato la riapertura della Borsa di Francoforte, ieri chiusa per festività, in attesa che il governo affronti la crisi di Deutsche Bank.

A Wall Street il titolo ha lasciato sul terreno il 2%, dopo il balzo del 14% di venerdì. Nessuno pensa a un tracollo del colosso tedesco, ma la strada dell’intesa con Washington è ancora lunga. Intanto soffrono le altre grandi banche europee: Barclays, Crédit Suisse e Bnp Paribas hanno perso ieri oltre il 4%.

SALE TOKYO. NOZZE D’ORO NEL GESTITO

Tokyo mette a segno un rialzo dello 0,8%, a fronte del calo dello yen (-0,7%). Gli ultimi dati economici segnalano una nuova frenata dei prezzi: il mercato scommette su nuove iniezioni di liquidità. In modesto ribasso Hong Kong. I listini cinesi sono chiusi per tutta la settimana.

Partenza debole del mese a Wall Street, sotto la pressione di banche ed utilities: il Dow Jones ed il Nasdaq perdono lo 0,32%, S&P 500 -0,39%. Al centro del mercato la fusione tra Janus Capital (+15%) con la rivale britannica Henderson Global Investors (+16% a Londra). L’operazione, valore di 6 miliardi di dollari, prevede solo scambio di azioni, senza conguagli in contanti.

General Motors è salita dello 0,8%, a 32,2 dollari, dopo la pubblicazione dei dati relativi alle vendite di settembre in Usa. Le vendite hanno registrato un calo dello 0,6%, migliore della stima degli analisti e delle concorrenti Ford (-8%) e Fiat Chrysler (-1%).

ACCELERA TESLA. APPLE MULTATA PER FURTO DI SOFTWARE

Grande balzo di Tesla (+4,9%) dopo l’annuncio che le consegne nel terzo trimestre sono salite del 70% (a 24.500 vetture). Pioggia d’oro sulla Virtnex Holding di Zephyr Cove, Nevada: 20 dipendenti, attiva nel software per la protezione delle comunicazioni, con 173 milioni di dollari di capitalizzazione. Ovvero poco più della metà dei 302,4 milioni di dollari di risarcimento cui è stata condannata Apple (-0,5%), colpevole di violazione dei suoi copyright.

Il petrolio WTI ha chiuso in rialzo dell‘1,2% una seduta molto volatile. Il Brent (+0,4%) si conferma sopra i 50 dollari. Frenano i petroliferi Usa: Chevron -0,46%, Exxon -0,26%. In Europa ieri l’indice Stoxx Oil&Gas ha chiuso in rialzo dello 0,5%. A Piazza Affari Eni +0,5%, Saipem +0,5%, Tenaris +0,1%.

MILANO MAGLIA NERA -0,7%. BANCA D’ITALIA “PERPLESSA” SULLA CRESCITA

Apertura di settimana contrastata per le piazze europee. Pesano sui listini l’incognita Deutsche Bank e il calo della sterlina, scesa stamane a 1,2839 nei confronti del dollaro, ai minimi dal 1985. Milano è stata il fanalino di coda, in calo dello 0,77%, a 16.274 punti. Negativa anche Madrid (-0,26%), Parigi +0,11%. Londra (+1,23%) è stata la migliore, sostenuta dal calo del pound. Sul fronte macro positivo il Pmi manifatturiero dell’Eurozona, che si è attestato a 52,6 punti.

Forti perplessità sui conti italiani, in vista della prossima manovra finanziaria. Luigi Signorini, vicedirettore generale di Banca d’Italia, ha detto ieri nel corso dell’audizione alla Camera che “la crescita del Pil a +1% nel 2017 è un obiettivo ambizioso”: a fronte del target di +1% la crescita tendenziale è per ora indicata a +0,6%.

Inoltre, la crescita indicata dal governo per il 2017 e il 2018 è sovrastimata anche secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, che ritiene incerta anche la possibilità che l’Ue accolga la richiesta italiana di spingere il deficit/Pil 2017 al 2,4% per eventi eccezionali. Lo ha detto il presidente dell’Upb, Giuseppe Pisauro, durante l’audizione parlamentare sulla nota di aggiornamento al Def.

Giornata tranquilla per il secondario italiano, con scambi limitati per la vacanza di Francoforte. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni si attesta a 134 punti base dai finale di seduta di venerdì e il tasso del decennale sale a 1,24% da 1,19% dell’ultima chiusura.

Seduta A due volti per i titoli finanziari. In grande fermento i titoli del risparmio gestito, contrastate le banche, oggetto di un vertice ieri tra il ministro Padoan, il governatore Ignazio Visco e i principali banchieri del Bel Paese.

Sull’onda del merger tra Janus e Henderson tutti positivi i titoli del settore: Banca Mediolanum è salita dell’1%. Banca Generali +0,4%. In grande evidenza Azimut (+ 4,2%). A seguito del via libera alla trasformazione in sgr cadono i vincoli sul capitale minimo di garanzia. La società potrà così procedere al pagamento dell’extra dividendo da 1 euro nel giro di trenta giorni.

La cessione di Pioneer da parte di Unicredit non avverrà prima del referendum costituzionale del 4 dicembre. Lo riferisce Reuter citando fonti “vicine alla situazione”.

PADOAN: NO ALL’INTERVENTO IN MPS, L’AUMENTO RIUSCIRÀ

In calo Monte Paschi (-1,5%). Per la banca “non c’è alcuna necessità di un intervento pubblico”. A dichiararlo nel corso di una video-intervista al Teatro Franco Parenti è stato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha tenuto a ribadire come sulla vicenda non ci sia “nessun ruolo intrusivo da parte del governo”. Il ministero, primo azionista dell’istituto senese, “utilizza questa posizione in modo soft, di vigile attenzione a ciò che la banca sta facendo”. L’aumento di capitale di 5 miliardi “avrà successo. Ne sono convinto”.

MA S’ALLONTA LA SOLUZIONE UBI PER LE GOOD BANKS

Ancora in ribasso Ubi (-1,2%) dopo il mancato accordo con la Bce sull’acquisto delle good banks in vendita. La banca ritiene eccessiva la richiesta di un aumento di capitale di 600 milioni avanzata dalla Vigilanza europea per dare il via libera all’operazione. Il presidente del Cds Andrea Moltrasio ha detto che porterà in consiglio la proposta di acquisire le tre good bank solo se sono in grado di creare valore per gli azionisti. Oggi il Cdg tornerà a riesaminare il dossier.

ITALIA E SPAGNA SPINGONO FCA. BREMBO ENTRA NEL PANIERE FTSE MIB

Fiat Chrysler (+1,24%) a settembre ha registrato un buon risultato di vendite in Italia, un boom in Spagna e un lieve calo negli Stati Uniti (dove però la casa automobilistica italo-americana correva da oltre sei anni). A livello di mercato in Italia le immatricolazioni sono cresciute del 17,43% rispetto a dodici mesi prima in un mercato in forte espansione: il volume totale delle vendite sul mercato è salito a 545.689 macchine. “I livelli di immatricolazioni di settembre 2016 – ha commentato il presidente dell’Anfia Aurelio Nervo – non si toccavano, per questo mese, dal 2010”.

Ancora meglio il gruppo ha fatto in Spagna, dove le vendite di auto Fca (sempre a settembre) sono balzate del 35,6% rispetto un anno prima (a 2.892 unità) facendo quindi molto meglio del mercato dell’auto spagnolo, salito nel mese del 13,9%

In Usa invece, dopo oltre sei anni di aumenti mensili consecutivi il gruppo ha registrato un calo delle immatricolazioni dell’1% a 192.883 vetture.

Intanto, si arricchisce l’offerta automotive dell’indice Ftse Mib. Da giovedì 6 ottobre il titolo Brembo (+0,94%) entrerà a far parte del paniere principale al posto di Italcementi. In grande evidenza Piaggio (+2,94%): è proseguita a settembre la crescita delle immatricolazioni delle due ruote a motore in aumento del 10,1% per un totale di 16.392 veicoli.

GIORNATA DI PASSIONE PER IL SOLE 24 ORE: -10,3%

Giornata di passione ieri in Piazza Affari per Il Sole 24 Ore (-10,3%, per una capitalizzazione complessiva di 20 milioni circa) che ha pagato le novità negative di fine settimana: l’annuncio del pesante deficit accumulato nei primi sei mesi (49,8 milioni), le polemiche di missini del presidente Giorgio Squinzi e di altri consiglieri. Il presidente della Confindustria Giovanni Boccia ha dichiarato: Dobbiamo lavorare ad un grande piano di risanamento e di rilancio. Adesso il dossier è tra le nostre priorità. Vedrete che faremo delle belle cose”. Emma Marcegaglia ha smentito il coinvolgimento della Luiss nell’aumento di capitale.

Seduta positiva invece per Rcs Mediagroup (+1,33%). Ieri si è tenuto il primo Cda della gestione di Urbano Cairo nominato ieri anche amministratore delegato. Non è stata assegnata invece la carica di vice presidente che sembrava destinata a Gaetano Micciché. Il consiglio ha inoltre stabilito la “sussistenza dei requisiti di indipendenza” previsti dalle normative vigenti per i consiglieri Marilú Capparelli, Carlo Cimbri, Alessandra Dalmonte, Diego Della Valle, Veronica Gava, Stefania Petruccioli e Marco Tronchetti.

GLI OCCHIALI INTELLIGENTI NON PREMIANO LUXOTTICA. FRENA A2A

In picchiata Luxottica (-3,10%). Ieri la controllata Oakely, in collaborazione con Intel, ha lanciato Radar Space, gli “occhiali intelligenti” concepiti per lo sport (corsa e ciclismo in particolare) che consentono di attivare con la voce un sistema che crea programmi di allenamento personalizzati, tiene traccia delle prestazioni, allena in tempo reale e risponde alle domande formulate dall’utente.

A2A ha lasciato sul terreno il 4,14% a 1,205 euro, penalizzata dal downgrade di Kepler Cheuvreux a hold da buy, con prezzo obiettivo fissato a 1,37 euro. Stm -0,83% condizionata dal taglio rating di Banca Akros (a neutral da accumulate), con target price che però sale a 7,3 da 7 euro.

DEL VECCHIO SI CONSOLA CON BENI STABILI (+5,2%)

Leonardo Del Vecchio si può consolare con la performance di Beni Stabili (+5,18% a 0,5585 euro): Kepler Cheuvreux valuta l’azione 0,8 euro (buy).

In progresso anche Interpump (+2,18%). Mediobanca Securities ha confermato sul titolo la raccomandazione outperform mentre Banca Akros il rating accumulate.

Sale Ei Towers (+3,1%) sull’onda di nuove voci sulla possibile integrazione con Raiway +3,6%,

Vola Go Internet (+8,9%): a settembre i clienti hanno registrato un aumento del 26% rispetto ad un anno prima.

Arretra il titolo Juventus (-0,46%) nonostante l’allungo in campionato. Da giovedì 6 ottobre entrerà nell’indice Ftse Italia Mid Cap.

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