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Il Milan stende la Roma e l’Inter espugna Verona: le milanesi festeggiano e inseguono a un solo punto di distacco il Napoli

E’ stata la domenica delle milanesi che vincendo hanno scalato le vette della classifica insidiando da vicino il Napoli di Conte. Crisi nera della Fiorentina che perde in casa con il Lecce: salta la panchina di Pioli. Il Bologna vince il derby emiliano

Il Milan stende la Roma e l’Inter espugna Verona: le milanesi festeggiano e inseguono a un solo punto di distacco il Napoli

Tutti insieme appassionatamente. La domenica di A certifica la bagarre in vetta alla classifica, con ben sei squadre in soli quattro punti. Dal Napoli capolista a quota 22, alla Juventus sesta a 18, infatti, ci sono Inter, Milan, Roma e Bologna, senza contare il Como di Fabregas, settimo con 17 e deciso a dire la sua nella corsa all’Europa. Campionato bellissimo, insomma, magari non per il livello di gioco (2,27 gol di media, il dato più basso dei 15 principali tornei continentali), sicuramente per la competitività.

Il risultato più pesante del weekend è quello di San Siro, con il Milan di Allegri vittorioso sulla Roma di Gasperini, ormai ex capolista, ma anche i successi dell’Inter a Verona (1-2), del Bologna a Parma (1-3) e della Juventus a Cremona (1-2) spostano parecchio, alla luce di un Napoli frenato dal Como. Questa sera si chiude con Sassuolo-Genoa (ore 18.30) e Lazio-Cagliari (20.45), dopodiché sarà già tempo di pensare alla Champions League.

Milan – Roma 1-0: Allegri batte Gasperini di “cortomuso” con Pavlovic e Maignan

Il Milan batte la Roma e si rilancia nella corsa scudetto. La squadra di Allegri soffre per un tempo, poi cambia marcia e si prende tre punti pesantissimi che la riportano a -1 dal Napoli capolista, agganciando l’Inter e la stessa Roma al secondo posto. Decide un gol di Pavlovic al 39’, al termine di un contropiede perfetto guidato da Leao, poi nel finale Maignan salva tutto parando un rigore a Dybala.

Il primo tempo è quasi un monologo giallorosso. La Roma di Gasperini pressa alta, aggredisce e approfitta degli errori in costruzione del Milan, costringendolo solo a difendersi. Cristante, El Aynaoui e Dybala sfiorano il vantaggio, ma alla prima occasione il Diavolo colpisce. Bartesaghi recupera un pallone nella propria metà campo, Leao parte in progressione sulla sinistra e mette un cross basso che Pavlovic trasforma nell’1-0. Un gol pesantissimo, che stordisce la Roma e rischia di trasformare il finale di tempo in un vero e proprio incubo, quando Fofana si divora la rete del raddoppio. Nella ripresa la partita si capovolge. Il Milan prende campo, cresce in fiducia e sfiora più volte il gol, prima con Ricci e Fofana, poi con Nkunku, che trova il palo dopo una deviazione fortunosa. Al 68’ Leao va a un passo dal 2-0, ma trova la risposta miracolosa di Hermoso, che salva sulla linea. La Roma si gioca il tutto per tutto nel finale: Gasperini inserisce Dovbyk, che serve a Pellegrini la palla che porta al fallo e alla punizione da cui nasce il rigore per mano di Fofana. Ma dal dischetto Dybala si fa ipnotizzare da un gigantesco Maignan, che salva risultato e partita. Nel finale la Roma attacca con orgoglio ma senza lucidità, mentre il Milan resiste con ordine e festeggia così una vittoria pesante, costruita sulla compattezza e sulla freddezza nei momenti chiave. Allegri ritrova una squadra solida e cinica, Gasperini invece mastica amaro: buona prestazione, ma nessun punto e un rigore sbagliato che pesa come un macigno.

Allegri: “La Roma meritava il vantaggio, poi potevamo raddoppiare ma non ci siamo riusciti”

“I primi 35 minuti la Roma meritava assolutamente il vantaggio – ha confermato Allegri -. Noi non riuscivamo a giocare e abbiamo sbagliato tecnicamente tutto quello che c’era da sbagliare. Eravamo sotto una grande pressione, poi una volta andati in vantaggio ci siamo disposti meglio in fase difensiva. Nel secondo tempo siamo tornati in campo molto bene, abbiamo avuto occasioni per raddoppiare e non ci siamo riusciti. Dopo è ovvio che devi anche difendere, e in area lo abbiamo fatto discretamente bene: loro grandi occasioni pulite non ne hanno avute, a parte i primi 35 minuti. Sono passaggi di una squadra che comunque deve migliorare l’autostima attraverso queste partite. Giocare a San Siro non è facile, abbiamo avuto modo in queste 3-4 partite, con l’assenza di Pulisic e Rabiot, di vedere anche dei giocatori a San Siro con poca esperienza, se la sono cavata nel migliore dei modi. Leao e Nkunku? Rafa ha fatto una buona partita, così come Chris. Se abbiamo giocatori con queste caratteristiche bisogna che in qualche modo sistemi la squadra davanti, l’importante è riempire l’area. Fofana poteva fare dei gol, non li ha fatti ma ci arriveremo. Anche senza centravanti, in qualche modo, l’area la riempiremo”.

Gasperini: “Fatico a trovare cosa non è andato, la cosa peggiore è l’infortunio di Dybala”

Abbiamo creato tanto e dobbiamo percorrere questa strada – ha sospirato Gasperini -. Quando esci da queste partite sei rammaricato per il risultato, ma fiducioso di poter fare punti giocando sempre così. Abbiamo fatto il salto di qualità tranne che nelle conclusioni e costruito molto sul campo di una squadra forte, poi dopo il loro gol abbiamo sofferto un po’, ma faccio fatica a trovare cose negative. Siamo dispiaciuti per il risultato, però purtroppo si sbagliano anche i rigori e le occasioni. La cosa peggiore, al di là del rigore, è l’infortunio di Dybala calciando il rigore. Sicuramente tornerà dopo la sosta, stava facendo partite da grande giocatore ed è la perdita più grossa di questa gara. La squadra ha spirito e sta bene in campo, ma in due mesi sbagliare quattro rigori su cinque ci ha penalizzato. Dobbiamo migliorare nel finale con questi arrembaggi e tirare fuori l’episodio buono, tante squadre ricorrono a questo mentre a noi mancano cose così”.

Verona – Inter 1-2: Chivu la spunta solo nel recupero grazie a un autogol di Frese

L’Inter soffre, rischia ma alla fine vince. I nerazzurri battono 2-1 il Verona nel lunch match del Bentegodi e conquistano la seconda vittoria consecutiva in campionato, tornando a -1 dal Napoli capolista, appaiati a Milan e Roma. Una partita più complicata del previsto, risolta solo nel recupero da un autogol di Frese, dopo che l’Hellas aveva tenuto testa ai ragazzi di Chivu con grande ordine e personalità. L’avvio è tutto di marca interista e il vantaggio arriva al 15’: su schema da calcio d’angolo, Calhanoglu pesca al limite Zielinski, che colpisce al volo di destro e disegna un capolavoro sotto l’incrocio. Sembra il preludio a una giornata tranquilla, ma l’Inter, come spesso le accade, abbassa i ritmi e si mette in gestione troppo presto. Il Verona prende coraggio e al 40’ trova il pareggio con Giovane, bravo a raccogliere una respinta corta e battere Sommer con un destro potente e preciso. Il gol traumatizza l’Inter, tanto che prima dell’intervallo l’Hellas ha un’altra chance enorme con Orban, che colpisce il palo a portiere battuto sfiorando il clamoroso sorpasso.

Nella ripresa Chivu cambia tutto: dentro Dumfries, Barella, Esposito e Dimarco per dare spinta e qualità, ma la squadra di Zanetti si difende con ordine, alzando un muro difficile da scalfire. L’Inter spinge, crea ma non sfonda, mentre gli ospiti provano a pungere in contropiede. Quando il pareggio sembra ormai scritto, ecco l’episodio decisivo: Barella mette in mezzo un cross innocuo, Frese devia maldestramente verso la propria porta e sorprende Montipò per il 2-1 finale (90+4’). L’Inter tira un sospiro di sollievo, evita il primo pari stagionale e si rimette in scia al Napoli, anche se la prestazione lascia più di un dubbio. Il Verona, invece, resta inchiodato in zona retrocessione ma esce a testa alta: prestazione solida, organizzata e sfortunata, punita solo da un episodio nel finale.

Chivu: “Partita difficile, siamo stati fortunati. Lautaro non segna? Non c’è nessun caso”

Siamo stati fortunati contro un Verona che ha identità, qualità ed è allenato bene – ha ammesso Chivu -. Abbiamo affrontato una squadra insidiosa e ben organizzata, che in alcuni momenti della partita ci ha messi in difficoltà. In queste gare è più facile perdere che vincere, li abbiamo aspettati dopo il primo gol, per fargli prendere anche qualche rischio. Noi in difficoltà? Loro hanno velocità e intensità, sapevamo quale fosse il loro punto forte. Hanno giocatori di qualità, con un mix fra fisico e tecnica a centrocampo. La partita da fare era questa. Dal punto di vista mentale e fisico abbiamo l’obbligo di portare il meglio di noi in campo. Direi che dopo il 2-1 l’abbiamo fatto, perché le partite non si vincono solo con la bellezza, ma anche con un po’ di bagarre, con la voglia. Lo schema sul gol di Zielinski è merito di Palombo, io ero contrario perché se perdevamo palla loro partivano in contropiede, poi quando hai giocatori forti come Calhanoglu e Zielinski… Lautaro non segna da troppo? Non è vero, a Bruxelles ha segnato. Non dobbiamo creare un caso dove non c’è. È il nostro trascinatore e si mette sempre a disposizione, lavorando sodo”.

Lazio – Cagliari (ore 20.45, Dazn e Sky)

Dopo settimane di alti e bassi, la squadra di Maurizio Sarri arriva alla sfida con il Cagliari con l’obiettivo di tornare a vincere in casa. I segnali di ripresa ci sono, ma ora servono conferme e, soprattutto, più coraggio in zona gol. I numeri raccontano una squadra che subisce poco ma segna altrettanto, e il salto di qualità passa tutto da lì. Stasera all’Olimpico arriva il Cagliari e per la Lazio è l’occasione giusta per cancellare il pareggio di Pisa, vissuto come un passo indietro non solo per il risultato, ma anche per la prestazione. I biancocelesti, inoltre, non vincono due partite consecutive in casa da un anno esatto, decisamente troppo tempo per una squadra che vuole lottare per l’Europa.

Sarri ha ritrovato equilibrio, la difesa tiene (tre clean sheet di fila contro Atalanta, Juventus e Pisa), ora però servono qualità e giocate decisive dalla cintola in su. Il 4-3-3 biancoceleste vedrà così Provedel in porta, Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini in difesa, Guendouzi, Cataldi e Basic a centrocampo, Isaksen, Dia e Zaccagni in attacco. Il Cagliari arriva all’Olimpico con più dubbi che certezze. Dopo la buona partenza, la squadra di Pisacane si è inceppata: due pareggi e tre sconfitte nelle ultime cinque. L’ex difensore rossoblù dovrebbe confermare il 3-5-2 con Sebastiano Esposito e Borrelli coppia offensiva.

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