Condividi

Il Galata Museo e Coeclerici uniti nel progetto “Navigare nell’Arte”

Il percorso é suddiviso in otto aree espositive – lavoro preceduto dalla ricerca scientifica, coordinata dal Direttore Campodonico, ci conduce dentro alla storia del settore marittimo dalla metá dell’800 fino ad oggi è così ricollegarsi e completandol’itinerario storico e scientifico del Galata nella storia della navigazione.

Il Galata Museo e Coeclerici uniti nel progetto “Navigare nell’Arte”

Il Galata Museo del Mare di Genova inaugura con un nuovo spazio espositivo, la “Sala Coeclerici”, un progetto denominato “Navigare nell’Arte” sostenuto finanziariamente dalla Coeclerici e dall’imprenditore Paolo Clerici, che con il lavoro dell’architetto Consuegra – che ha progettato l’allestimento all’ultimo piano, consentono al pubblico l’accesso al terrazzo e al giardino pensile da dove Genova appare in tutta la sua bellezza di città sul mare.

Qui sono esposte una selezione di 60 opere, scelte tra le 250 che costituiscono la Collezione Mariitima della Fondazione Clerici. Un patrimonio figurativo firmato da autori italiani e stranieri come:  Adam, Craffonara, De Simone, Klodic, Mohrmann, ma anche artisti contemporanei come Sambury, Locci, Verdone e Bayter.

Ogni dipinto racconta una storia di mare, di navi, piccole o grandi, infaticabili tramper o oggetto di vicende come tempeste, naufragi, siluramenti. E dentro alle navi, le vite di capitani, marinai e macchinisti e le loro avventure da capitani, ma anche l’importante ruolo degli armatori.

Ma esiste anche il paesaggio abitato dalle navi: i port’s portrait  “Non sono paesaggi convenzionali”, afferma Campodonico, “hanno il sapore della ruggine e del carbone: è la cifra interpretativa di un mondo che non esiste più, ma che ha generato quello, ipertecnologico, che conosciamo oggi sugli scali”.

Sará possibile consultare la ricostruzione storica attraverso postazioni multimediali interattive e digitali che consentiranno di immergersi in vicende come il caso del Rex – ma anche il Columbian, il Gange o il St. Louis.

Mentre per il pubblico giovanissimo è stata creata una sezione didattica: “Ci siamo chiesti come deve essere un museo marittimo del XXI secolo, alla luce delle esperienze che abbiamo maturato anche in campo internazionale”, continua Campodonico, e questa è la risposta: “l’integrazione tra i dipinti, le storie, la tecnologia della luce e del suono, la multimedialità. Senza scordarsi i modelli, alcuni dei quali esponiamo per la prima volta come quello dell’incrociatore Amalfi”.

Inoltre la Sala, così come tutto il percorso espositivo del Museo è dotata di sistema di amplificazione, per migliorare l’ascolto lungo il percorso a ipo-udenti.

Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni

Commenta