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Hermès e L’Oréal: conti solidi nel terzo trimestre 2025 ma i titoli del lusso crollano in Borsa a Parigi

Hermès cresce del 9,6% a tassi di cambio costanti e L’Oréal accelera del 4,9% nel terzo trimestre 2025, ma le azioni crollano a Parigi: l’effetto cambio, la domanda più debole e le attese deluse raffreddano l’euforia sul lusso francese

Hermès e L’Oréal: conti solidi nel terzo trimestre 2025 ma i titoli del lusso crollano in Borsa a Parigi

Seduta pesante per il lusso francese, colpito da una raffica di vendite che ha travolto due dei campioni del settore, Hermès e L’Oréal, nonostante entrambe abbiano pubblicato risultati trimestrali solidi. I conti confermano la tenuta dei modelli di business, ma gli investitori si aspettavano di più. E la Borsa, in questo momento, non perdona.

Hermès cede oltre il 4%, L’Oréal precipita del 6%: due segni meno che raccontano la distanza crescente tra buoni fondamentali e sentiment del mercato, in un contesto segnato da incertezze macro e prospettive meno scintillanti sul fronte dei consumi globali di lusso.

Hermès: crescita elegante, ma il cambio rovina la sfilata

Nel terzo trimestre 2025, Hermès International ha registrato vendite per 3,88 miliardi di euro, in crescita del 4,8% su base pubblicata e del 9,6% a tassi di cambio costanti. Un risultato in linea con le attese del mercato ma che non ha acceso gli entusiasmi in Borsa.

Il gruppo guidato da Axel Dumas sottolinea il “lieve miglioramento rispetto al secondo trimestre”, con una progressione più marcata nei segmenti abbigliamento e accessori, e nel comparto seta e tessili, a conferma della solidità del mix di offerta. Nei primi nove mesi dell’anno, il fatturato complessivo è salito a 11,9 miliardi di euro, +6,3% su base pubblicata e +8,6% a tassi costanti.

Le performance regionali mostrano un quadro bilanciato con Asia (escluso il Giappone) in crescita, trainata soprattutto dalla Grande Cina, dove la clientela locale resta il principale motore, Europa e Americhe in miglioramento sequenziale mentre nel Sol Levante la crescita è più moderata (+4%), ma su livelli comunque solidi.

Il rovescio della medaglia arriva dai movimenti valutari, che hanno inciso negativamente per 254 milioni di euro sul fatturato a fine settembre. Un dato che pesa soprattutto su un marchio che genera oltre il 60% delle sue vendite al di fuori dell’Eurozona.

“Hermès ha mantenuto la rotta grazie alla forza del suo modello e alla fedeltà dei clienti”, ha commentato Axel Dumas, ribadendo la guidance di crescita ambiziosa a medio termine nonostante l’instabilità geopolitica e monetaria. La strategia di Hermès, centrata su produzione controllata, distribuzione selettiva e fedeltà al “lusso artigianale”, continua a funzionare. Ma il mercato, dopo anni di risultati eccezionali, inizia a chiedere accelerazioni più consistenti.

L’Oréal: crescita organica in accelerazione, ma le attese erano più alte

Diversa la fotografia di L’Oréal, ma uguale la reazione del mercato. Il gruppo parigino dei cosmetici ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con un fatturato di 32,8 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% su base pubblicata e del 3,4% like-for-like. A tassi di cambio costanti, la progressione sale al 4%, confermando un miglioramento trimestre dopo trimestre.

Nel terzo trimestre, la crescita su base comparabile ha raggiunto il +4,9%, sostenuta dal dinamismo in Europa e Asia, ma frenata da un andamento più debole in Nord e Sud America. Gli analisti, però, si aspettavano qualcosa di più.

Le performance per divisione raccontano un quadro eterogeneo:

  • Prodotti Professionali (+7,4% like-for-like): miglior divisione del gruppo, grazie a Kérastase e Redken e all’acquisizione di Color Wow, marchio di haircare premium in forte crescita.
  • Prodotti di Largo Consumo (+3,1%): performance robusta, con volumi e prezzi in aumento e una forte spinta in Nord America e nei mercati emergenti.
  • L’Oréal Luxe (+2,2% like-for-like): segmento chiave, ma sotto le aspettative, frenato da un dollaro debole e da una domanda più selettiva nel make-up e nelle fragranze di alta gamma.
  • Dermatological Beauty (+3,7%): trainata da marchi come La Roche-Posay e CeraVe, in particolare nel canale online.

Per il ceo Nicolas Hieronimus i conti mostrano la solidità della strategia: “Abbiamo accelerato trimestre dopo trimestre. Tutte le regioni hanno contribuito, e vedo un potenziale enorme nella bellezza di lusso, anche grazie alla nostra nuova partnership con Kering e all’acquisizione di Creed, che ci rende protagonisti nelle fragranze di nicchia”. Nonostante l’ottimismo, gli analisti di RBC Capital Markets hanno giudicato “deludente” il miglioramento rispetto al trimestre precedente: “Solo la divisione professionale ha superato le attese, mentre le altre hanno mostrato risultati inferiori al consenso”.

E così il mercato punisce con il titolo giù di oltre il 6% a 372,90 euro, peggior titolo del CAC 40.

Luxury in fase di normalizzazione

L’impressione generale è che il lusso stia entrando in una fase di normalizzazione. Dopo anni di crescita a doppia cifra e margini record, l’effetto post-pandemia e la domanda esplosiva dalla Cina si stanno stabilizzando. Hermès e L’Oréal continuano a sovraperformare i concorrenti, ma non possono sottrarsi al nuovo paradigma del settore: crescita più lenta, costi in aumento e pressione sui cambi.

Nel frattempo, il mercato attende i conti di Kering, previsti a breve, per capire se il gruppo di Gucci potrà confermare il segnale di stabilizzazione che molti investitori sperano di vedere.

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