Condividi

Hera fra i Top Employers per il nono anno consecutivo

Il riconoscimento arriva dall’ente olandese Top Employers Institute che, dal 1991, conduce una ricerca incentrata sugli standard qualitativi in termini di condizioni di lavoro nelle principali aziende del mondo.

Hera fra i Top Employers per il nono anno consecutivo

Il gruppo Hera si conferma per il nono anno consecutivo tra le aziende leader nella gestione delle risorse umane. Il riconoscimento arriva dall’ente olandese Top Employers Institute che, dal 1991, conduce una ricerca incentrata sugli standard qualitativi in termini di condizioni di lavoro nelle principali aziende del mondo.

A risultare qualificanti per la conferma della certificazione di “Top Employers”, secondo l’istituto olandese, “le eccellenze nelle condizioni di lavoro offerte ai dipendenti, le politiche di formazione e sviluppo diffuse a tutti i livelli aziendali, le strategie di gestione HR”, che fanno di Hera un’azienda “impegnata in un continuo miglioramento delle politiche e best practice”.

Il processo di certificazione si basa su un’analisi di dati oggettivi e verifiche approfondite. Tra i parametri analizzati, gli investimenti in formazione e sviluppo, le politiche di welfare e quelle di on-boarding per i neo-assunti, l’attenta pianificazione dei processi di selezione e carriera, le strategie mirate a far crescere i talenti, la cultura aziendale e l’ambiente di lavoro stimolante e costruttivo. Solo le aziende che raggiungono gli alti standard richiesti possono essere ammesse nel novero di Top Employers.

In Italia, quest’anno, sono 90 le aziende certificate, tra queste il Gruppo Hera, prima multiutility a partecipare al progetto sin dal 2010 e tra le 11 aziende ad aver ottenuto ininterrottamente il riconoscimento. In particolare, la società si è distinta per il piano integrato di welfare aziendale “Hextra”, attivo da luglio 2016 per i quasi 9.000 dipendenti del Gruppo e caratterizzato da una quota di risorse “personalizzabile” da ciascun lavoratore in base alle proprie esigenze, nonché dalla possibilità introdotta nel 2018 di convertire il proprio premio di risultato in un’ulteriore quota welfare; per le misure volte a favorire la conciliazione vita-lavoro (smart working, politiche di gestione dei congedi o assenze e il relativo supporto nel momento di rientro in azienda), per le politiche di sviluppo e le attività di sensibilizzazione sui temi di salute, sicurezza e benessere rivolte a tutta la popolazione aziendale.

Commenta