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Guerra dei dazi e crisi tech affondano Wall Street

Pasquetta di passione per la Borsa americana (S%P -2,23%, Dow Jones -1,9% e Nasdaq -2,74%) mentre il rendimento dei T-Bond vola – Per Wall Street il peggior inizio d’aprile dal 1932 – Amazon e Tesla sempre sotto tiro – Futures europei in calo ma Piazza Affari si consola con la pioggia di dividendi

Guerra dei dazi e crisi tech affondano Wall Street

Partenza di settimana turbolenta per i mercati aperti a Pasquetta. Sotto la pressione delle vendite sui tecnologici, Wall Street ha aperto il secondo trimestre in profondo rosso: S&P -2,23% (ovvero -10,3% dai massimi del 26 gennaio), Dow Jones -1,9%. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno il 2,74%. È schizzato all’insù il rendimento dei T bond, scivolati ai minimi da due mesi nell’attesa dei dati sul lavoro in uscita venerdì: un risultato positivo potrebbe accelerare il rialzo dei tassi. Il T-Bond decennale tratta al 2,72%.

Per trovare un avvio peggiore del secondo trimestre per la Borsa Usa occorre tornare al 1929: facciamo gli scongiuri.

LA CINA REPLICA A TRUMP SUI DAZI

Negativi anche i listini asiatici. Le Borse cinesi perdono stamane lo 0,7% dopo che Pechino ha pubblicato domenica la lista dei dazi imposti all’import dagli Usa (colpiti 128 prodotti, tra cui la carne di maiale). A complicare il quadro ci sono le nuove minacce di Trump di abolire il Nafta se il Messico non collaborerà a frenare l’immigrazione clandestina e la notizia che il presidente Usa, poco prima di espellere 60 diplomatici di Mosca, aveva invitato Vladimir Putin alla Casa Bianca. Hong Kong -0,7%.

Debole anche Tokyo (-0,9%), in ripresa però dopo l’apertura in profondo ribasso. Negativi gli altri mercati della regione sotto la pressione delle notizie in arrivo dagli Usa. A Seoul (-0,5%) perde colpi Samsung (-2,1%).

AMAZON E TESLA SOTTO TIRO. CROLLA INTEL

Amazon e Tesla sono le due spine che hanno segnato l’avvio del secondo trimestre di Wall Street. Sotto la scure di Donald Trump, deciso ad agitare l’arma del fisco contro il leader dell’e-commerce, Amazon ha accusato una perdita massiccia, superiore al 5,2%. Va peggio a Tesla (-5,13%), nonostante Elon Musk provi a gettarla sul ridere con una foto che lo ritrae svenuto e la scritta: “Sono in bancarotta, nessuno ha comprato le mie uova di Pasqua”. Gli operatori non apprezzano: la produzione delle Model 3 resta sotto le promesse (2 mila pezzi a settimana); le autorità Usa indagano sull’incidente mortale di un Suv Tesla con l’autopilota; precipita il bond che ad agosto era andato a ruba. Il bollettino di guerra riguarda un po’ tutti i Big della tecnologia: Facebook perde un altro 2,6%, fa peggio Netflix (-4,6%). Alphabet -2,5%. Tiene solo Apple (-0,8%). Il peggior titolo del Dow Jones è stato Intel (-6%): Apple ha deciso di produrre in casa i microprocessori dei MAC, oggi forniti da Intel.

OGGI DEBUTTA SPOTIFY, SALE SOLO HUMANA

Oggi fa il suo debutto a New York il titolo Spotify. Il colosso dello streaming musicale inizia gli scambi con una valutazione attorno ai 30 miliardi di dollari, senza esser preceduta da un’IPo.

Unica nota positiva gli acquisti su Humana (+4,4%), l’assicurazione vita che potrebbe essere acquistato da Wal-Mart (-3,8%) in funzione anti-Amazon.

La crisi dei titoli tech, già motore del rialzo di Wall Street, cade su un mercato già teso sia per le schermaglie commerciali sempre più aspre che per l’attesa dei dati sul mercato del lavoro in uscita venerdì: un risultato molto positivo potrebbe spingere la Fed ad accelerare il rialzo dei tassi.

A contrastare il pessimismo arriva una nota di Morgan Stanley: dopo i recenti ribassi, i prezzi di Wall Street, secondo il broker, sono tornato convenienti.

Il mercato valutario è tranquillo, c’è solo un lieve apprezzamento dello yen, a 105,9 su dollaro.

Debole anche il petrolio, in lieve recupero dopo il brusco calo di ieri (-3,7%) sui mercati aperti: il Brent tratta a 67,06%, Wti a 63.08 dollari al barile.

FUTURES EUROPEI IN CALO, OGGI I DATI PMI

I future sulle borse europee anticipano un avvio in calo dello 0,8% per i listini del Vecchio Continente. A metà mattina usciranno i dati Pmi relativi all’andamento dell’attività manifatturiera dell’Eurozona.

Domani, giornata d’apertura delle consultazioni del presidente Sergio Mattarella per la formazione del nuovo governo, verranno annunciati i dati della disoccupazione italiana a marzo. Settimana calda anche per le trattative sugli esuberi all’Ilva e per le sorti di Alitalia.

PIAZZA AFFARI SI CONSOLA CON I DIVIDENDI

Piazza Affari riparte dopo un trimestre brillante: l’indice Ftse Mib ha messo ha segno un rialzo del 3,2% nei primi tre mesi del 2018, assai meglio del listino di Francoforte (-6,6%) o di Parigi (-2,2%). Solo la Borsa brasiliana (+8,3%) può vantare una performance migliore.

A diffondere una nota di ottimismo in apertura del secondo trimestre (secondo gli esperti più complicato) è la prospettiva del reinvestimento delle cedole in arrivo dopo la chiusura di una ricca campagna dividendi: gli utili già annunciati dalle società quotate a Milano ammontano a 20,2 miliardi di euro con un rialzo del 16,8% sui 17,3 miliardi di un anno fa, grazie anche al ritorno al profitto di Unicredit.

Primeggiano le utilities, da Snam (cedola vicina al 6%) a Enel e Terna (dividend yield pari al 4,9%). In testa alla classifica anche Banca Intesa (6,94%) Generali (5,53%) ma anche Eni (5,7%) e Poste Italiane (5,8%).

L’ASSE MEDAISET-SKY AL TEST DEL MERCATO

Riflettori puntati stamane su Mediaset dopo lo storico accordo con i rivali di sempre, cioè Sky. Dal prossimo primo giugno, Mediaset Premium avrà nove canali su Sky, che a sua volta proporrà un’offerta a pagamento disponibile sul digitale terrestre, su nuove frequenze messe a disposizione da Mediaset. Dopo anni di scontri si sono create le premesse perché la piattaforma Mediaset Premium passi a Sky nei prossimi mesi, con Mediaset che ne rimarrebbe solo editore. Il Biscione risolverebbe così i propri problemi legati alla gestione e ai costi della piattaforma a pagamento, oltre ad aumentare i ricavi. Grande sconfitta della partita è Vivendi, perché con l’accordo sfuma il progetto di un’alleanza tra Telecom e Mediaset in funzione anti-Sky.

VIVENDI SOTTO TIRO, ATTESA PER IL CDA DI TELECOM

Settimana cruciale anche per il braccio di ferro in tra Vivendi e il fondo Elliott. Lunedì 9 il cda di Telecom dovrà decidere “eventuali azioni” contro il collegio sindacale che ha accettato di integrare l’ordine del giorno dell’assemblea del giorno 24 con la proposta di novità dei sei consiglieri indicati dal fondo capitanato da Paul Singer.

INTESA MUOVE SUL GESTITO. IN PROGRAMMA L’ASSEMBLEA UBI

Un altro tema sotto i riflettori riguarda la gestione del risparmio. Il ceo di Intesa San Paolo Carlo Messina ha confermato al Financial Times che la prima banca italiana, oltre aver proceder all’integrazione delle controllate Intesa Vita e Fideuram è disponibile. Cedere una quota di minoranza nel nuovo polo ad un grande operatore internazionale del settore (primo indiziato BlackRock). L’obiettivo è di proteggere la leadership nella gestione dei risparmi della clientela più ricca (e redditizi) dalla concorrenza del Fintech.

Venerdì si terrà l’assemblea di Ubi.

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