Donald Trump cambia musica sulla Groenlandia. In tre atti che rasserenano la scena internazionale e mettono il turbo alle Borse. Primo atto a Davos: “Vogliamo la Groenlandia per ragioni di sicurezza ma non useremo la forza”. Si tratta già di un passo avanti rispetto alle folli minacce di invasione militare dei giorni scorsi.
Secondo atto di Trump sul suo social Truth: “Non imporrò dazi aggiuntivi” ai Paesi europei che si sono schierati in difesa della Danimarca e della Groenlandia. Così le cose cambiano.
Terzo atto sempre su Truth dopo un incontro con il segretario della Nato, Mark Rutte, che lo stesso Trump definisce “costruttivo”: “Abbiamo definito la struttura di un futuro accordo relativo alla Groenlandia e all’intera regione artica”. Commenta Trump: “Abbiamo ottenuto tutto quello che ci serviva”.
Sui dettagli dell’accordo con Rutte, il Presidente americano sulle prime non rivela nulla. Successivamente, però, iniziano a trapelare alcuni elementi. Ecco quali. Intervistato da Fox News, infatti, Trump sulla Groenlandia ha detto: “Avremo accesso totale. Si stanno ancora negoziando i dettagli, ma di fatto è accesso totale. Non c’è scadenza”, ha proseguito. Tra l’altro, un “pezzo” del Golden Dome sarà sull’isola “ed è molto importante perché tutto passa da lì sopra. Se i cattivi iniziano a sparare, passa tutto sopra la Groenlandia”. Dunque, ha assicurato, “otteniamo tutto ciò che vogliamo e gratis”.
Groenlandia, trapelano i dettagli dell’accordo Trump-Rutte
A margine del Forum di Davos, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un’intervista alla Reuters ha quindi sottolineato: “Il patto con Trump invita gli alleati ad agire rapidamente sulla sicurezza dell’Artico. Lo faremo insieme alla Nato con i nostri alti comandanti per definire ciò che è necessario. Non ho alcun dubbio che potremo farlo abbastanza rapidamente. Certamente spero che sia entro il 2026, spero addirittura all’inizio del 2026″, ha detto ancora Rutte escludendo che l’utilizzo dei minerali della Groenlandia sia stato oggetto della discussione con il tycoon in Svizzera.
Inoltre, parlando con Sky News, Rutte ha fatto sapere che nel bilaterale di ieri con Trump non è stata affrontata la questione della sovranità della Groenlandia: “Non se n’è più parlato. E quello che posso dire è che abbiamo discusso di quella che è la sua idea, la sua visione. Voglio dire, è stato lui a rinvigorire la Nato al vertice dell’Aja, il famoso 5% senza di lui non sarebbe mai arrivato. E ora è lui che sta davvero facendo concentrare di nuovo la Nato su come possiamo salvare collettivamente l’Artico da russi e cinesi. Questo è ciò di cui abbiamo discusso, su come farlo”.
Il progetto di una “nuova Gaza” e la firma per la nascita del “board”: chi c’è dentro
Intanto, stamani Trump ha dato il via alla cerimonia per la firma del Board per Gaza. L’elenco dei Paesi che hanno già accettato di farvi parte include Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Egitto, Ungheria, Indonesia, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan e Vietnam.
Hanno già annunciato che non aderiranno, almeno per ora, Francia, Norvegia, Slovenia, Svezia e Regno Unito.
Tra gli invitati che non hanno ancora confermato l’adesione: Cambogia, Cina, Croazia, Germania, India, Italia, l’esecutivo dell’Ue, Paraguay, Russia, Singapore, Thailandia e Ucraina. Sul palco ci sono:
- un rappresentante del Bahrein
- un rappresentante del Marocco
- il presidente dell’Argentina
- il primo ministro dell’Armenia
- il presidente dell’Azerbaigian
- il primo ministro della Bulgaria
- il primo ministro dell’Ungheria
- il presidente dell’Indonesia
- il vice primo ministro della Giordania
- il presidente del Kosovo
- il primo ministro del Pakistan
- il presidente del Paraguay
- il primo ministro del Qatar
- il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita
- il ministro degli Esteri della Turchia
- un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti
- il presidente dell’Uzbekistan
- il primo ministro della Mongolia.
Una “nuova Gaza” che diventi “un luogo di speranza”. Con queste parole il genero di Trump, Jared Kushner, ha presentato il progetto di ricostruzione della Striscia, ridotta a un cumulo di macerie da oltre due anni di guerra tra Hamas e Israele, dopo la cerimonia di firma del Board of Peace. Dietro al palco della sala principale del Centro Congressi del Forum di Davos, scorrono slide. Una di queste contiene una mappa della Striscia che mostra la posizione delle infrastrutture che saranno costruite: nuove autostrade, un nuovo porto, un nuovo aeroporto. Poi delle immagini che rappresentano la nuova Città di Gaza e la nuova Khan Younis, piene di modernissimi grattacieli come Dubai o Doha. Sono sessanta milioni le tonnellate di detriti da rimuovere, ha affermato Kushner, che considera “assolutamente fattibile costruire, in tre anni, città per due o tre milioni di persone, come sta avvenendo nella regione” del Golfo.
“La nuova Gaza potrebbe diventare un luogo di speranza – anche una destinazione – con una forte industria e opportunità concrete perché le persone prosperino e trovino una vera occupazione”. “Una volta che questo processo sarà avviato, riteniamo che potrà portare a una piena occupazione e ad opportunità per chiunque viva lì”, ha proseguito Kushner, nominato dal suocero tra i membri fondatori del Consiglio di Pace, “adesso abbiamo un nuovo governo a Gaza, che lavorerà con Hamas al disarmo per assicurare che i principi contenuti nel documento sulla fase due siano applicati appieno”.
Kushner ha insistito sul disarmo di Hamas come fattore “cruciale”. Trump ha avvertito che, se non avverrà, “sarà la fine di Hamas”. “Tutto inizia con l’ubicazione, sapete che sono un immobiliarista nel cuore. It’s all about location“, ha proseguito Trump, coniando un nuovo slogan. Mi sono detto: guarda questo posto sul mare, guarda a questo bel pezzo di proprietà, che cosa potrebbe diventare per molte persone”. “Sarà incredibile”, ha concluso Trump usando espressioni che hanno subito scatenato la reazione e la polemica, “persone che vivono in tale povertà vivranno così bene”.
(Ultimo aggiornamento alle ore 14.20)