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Giornate di prese di beneficio a Piazza Affari

A metà giornata la Borsa italiana perde circa l’0,5% per i realizzi degli investitori dopo i rialzi dei giorni scorso – Pesa anche il peggioramento della congiuntura economica interna – Fiat, Parmalat, Eni e Mediaset in controtendenza – Banca Generali sulla soglia del FtseMib – Bene l’asta dei Ctz.

In attesa della formazione del governo, Piazza Affari si muove in territorio negativo -0,5% sulle prese di beneficio e appesantita da Snam, Finmeccanica e i titoli bancari. Lo spread Btp-Bund è stabile attorno quota 267 punti base con rendimento sotto il 4%. Oggi il Tesoro ha collocato tutti i 2,5 miliardi di euro di Ctz con scadenza dicembre 2014  (settima tranche) con un rendimento medio dell’1,167% (-0,580%) e tutti i 750 milioni di euro di Btp indicizzati all’inflazione con scadenza settembre 2023 (26esima tranche) al tasso del 2,65%.  Venerdì è in programma l’asta Bot a sei mesi per un importo fino a 8 miliardi di euro del lunedì 29 aprile l’asta  Btp quinquennali e decennali.

Si mantengono nel complesso positive a metà giornata le altre Borse europee dopo il rialzo del listino di Tokyo del Borsa Tokyo del 2,32%, ai massimi da giugno 2008, e il +1,73% di Hong Kong. Le Borse Europee in mattinata hanno però registrato il dato negativo dell’indice Ifo tedesco sceso a 104,4 ad aprile da 106,7 di marzo contro aspettative per un calo più contenuto a 106,2. Si tratta del secondo calo mensile consecutivo. Ma i mercati sono sostenuti, oltre che dalla liquidità liberata dalle mosse della Boj, dalle attese per un taglio dei tassi da parte della Bce. Francoforte sale dello 0,5%, Parigi dello 0,47% mentre Londra azzera i guadagni. Il cambio euro dollaro sale dello 0,17% a 1,3018 dopo aver accusato un calo in seguito alla pubblicazione dell’indice Ifo.

In Italia i dati sulle vendite al dettaglio diffusi dall’Istat hanno indicato per febbraio 2013 un’ulteriore caduta:-4,8% su base annua, con l’alimentare in calo del 4%. È l’ottava flessione tendenziale consecutiva, la più forte da aprile 2012. L’indice cala anche su base mensile, dello 0,2%.

L’istat rileva anche che il tasso di disoccupazione è passato dal 6,4% del 1977 al 10,7% del 2012. In 35 anni il Mezzogiorno ha visto raddoppiare il tasso al 17,2% del 2012 dall’8,0% del 1977 mentre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è salito dal 21,7% del 1977 al 35,3% del 2012. In altre parole, oggi i giovani disoccupati sono quasi quattro su dieci mentre 35 anni fa erano circa due su dieci.

A Piazza Affari cade Snam -2,83% dopo i conti del primo trimestre che hanno registrato un utile netto in calo a 242 milioni di euro (-11,7% rispetto allo stesso periodo del 2012) e con un Ebitda salito dell’1,3% a 717 milioni. Finmeccanica cede il 3,81% all’indomani del bilancio 2012, ancora in forte perdita e senza dividendo.” Capisco la decisione di oggi ma riusciremo a fargli cambiare idea”, ha detto il Ceo Alessandro Pansa sul credit watch di Moody’s – Finmeccanica darà risposte adeguate sia sotto il profilo del miglioramento dei flussi di cassa sia con le dismissioni”.

In rosso Mediobanca -3,65%, Bpm -3,28% in scia alle tensioni interne alla banca e alle dimissioni di tre consiglieri del Cds dopo quelle del presidente. Bper -3,14%.Unicredit -1,84%, Intesa -1,25%. Mps-0,74%. Controtendenza Parmalat +2,26%, Mediaset +2,07%, Fiat +1,29, Eni +1,24%, tra i migliori titoli del Ftse Mib. Il listino potrebbe presto registrare l’ingresso di Banca Generali (+0,20%) che, ha detto l’ad Piermario Motta, ha ”la prospettiva di entrare nell’indice FTSE-MIB, Questo passaggio potrebbe stimolare un maggiore interesse da parte dei mercati internazionali”.

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