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Giappone, la ricetta di Don Quijote contro la crisi

Il retailer Don Quijote vuole espandere il business stringendo accordi con varie catene alberghiere e ristoranti per promuovere il Giappone come meta turistica – Uno spin off del gruppo si dedica a siglare partnership con amministrazioni e business locali per attrarre turisti con mappe promozionali e carte fedeltà.

Giappone, la ricetta di Don Quijote contro la crisi

In un momento in cui i retailers giapponesi sono in difficoltà a causa dell’aumento delle tasse sulle vendite, l’operatore Don Quijote Holdings è sicuro di estendere i suoi 25 anni di fila in crescita, usando un approccio che sta dando ottimi risultati: trasformare il Giappone in una mecca per il turismo. I turisti stranieri accorrono a fare acquisti nei grandi magazzini del gruppo, aperti 24 ore su 24, spendendo in media venti volte tanto quanto un consumatore giapponese, ma Don Quijote ne vuole molti di più. Noto per vendere di tutto, dalla carta igienica a borse di Prada, Don Quijote attrae da tempo anche molte celebrities come Lady Gaga. 

Don Quijote vuole espandere il business stringendo accordi con varie catene alberghiere e ristoranti per promuovere il Giappone come meta turistica. Uno spin off del gruppo si dedica a siglare partnership con amministrazioni e business locali per attrarre turisti con mappe promozionali e carte fedeltà. L’operazione dovrebbe assicurare nuova clientale nei 250 grandi magazzini presenti nel Paese. 



Attrarre turisti diventa imperativo per sostenere le vendite in un periodo in cui la popolazione giapponese diminuisce e diventa sempre più anziana. Il Giappone è solo 33esimo nella lista dei Paesi più visitati al mondo e le spese dei turisti contano solo per il 3,5% delle entrate del Paese. Tokio intende raddoppiare il numero di turisti stranieri a 20 milioni entro il 2020. Le tasse sugli acquisti sono aumentate dal 5% all’8% ad aprile e dovrebbero raggiungere quota 10% l’anno prossimo.


Allegati: Japan Today

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