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Germania o Francia, qual è l’economia migliore? L’analisi di Le Figaro

I francesi, in un sondaggio di Le Figaro, riconoscono la supremazia tedesca: il 60% di loro sogna il modello di Berlino – I dati attuali parlano chiaro: la Germania vola con commercio estero, occupazione e contenimento del debito pubblico – Ma i sudditi della Merkel invecchiano sempre di più: nel 2050, gli over 65 saranno il 75% della popolazione

Germania o Francia, qual è l’economia migliore? L’analisi di Le Figaro

Francia o Germania, chi è il vero colosso europeo? Al di là delle triple A perse o mantenute dalle agenzie di rating, che lasciano il tempo che trovano nella valutazione dei mercati, sono loro i due Paesi, legati da un’indissolubile amicizia tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, a contendersi la leadership economica continentale.

Al momento, al netto della tripla A, sembra prevalere il modello tedesco, tant’è vero che secondo un sondaggio condotto da Harris Interactive per Le Figaro, persino gli orgogliosi francesi lo ammettono: il 60% di loro ammira l’economia di Berlino e la ritiene un modello da seguire.

E perchè mai? E’ lo stesso quotidiano Le Figaro, storicamente simpatizzante del presidente Sarkozy, a chiederselo e a pubblicare una serie interessante di dati comparativi tra le due economie, presi da diverse fonti (Eurostat, Ocse, Commissione Ue, rispettivi ministeri).

Innanzitutto, il Prodotto interno lordo: Germania 2.570 miliardi di euro, Francia 1.988, con un tasso di crescita maggiore per i teutonici. Primeggia il Paese della Merkel, ed è uno dei suoi punti di forza, soprattutto nel commercio estero: nel 2010 ha esportato beni e servizi per 1.271,1 miliardi di euro, più del doppio di Parigi (511,7), conquistando nell’ultimo decennio quasi il 7% di mercato nei Paesi emergenti, mentre i transalpini hanno visto la loro quota scendere nello stesso periodo del 22%. Smacco lampante, soprattutto se si considera che i settori forti dell’export sono esattamente gli stessi: meccanica e automobili.

Per non parlare, poi, del tasso di disoccupazione, fiore all’occhiello del sistema economico tedesco: nel 2012 è il più basso d’Europa con il 5,9%, e il dato, nonostante la crisi, continua a scendere dal 2005, quando raggiunse l’11,3%, ben due punti in più rispetto al 9,3% della Francia (che nel frattempo è salito a 9,7%). Forchetta che si allarga ancora di più prendendo in esame la non occupazione giovanile: in Francia quasi 1 under 25 su quattro non ha lavoro (23,2%), in Germania solo l’8,5%.

Altro tema di confronto, il debito pubblico. Nel Paese di Sarkozy la spesa pubblica rappresenta il 56,6% del Pil, mentre da Angela Merkel solo il 47,9%. Il debito inoltre cresce più velocemente dalle parti della Tour Eiffel: +47% negli ultimi 11 anni, +33% a Berlino. Il che porterà, secondo le stime dei rispettivi governi, a un pareggio di bilancio nel 2014 per la Germania, e solo nel 2016 per la Francia.

Ma è tutto oro quel che luccica? Non sempre. Sul lavoro, per esempio. In Germania lavorano quasi tutti, è vero, ma a quali condizioni? Tra il 2005 e il 2010 è aumentata del 50% la quota di lavoratori “poveri”, ovvero con una retribuzione inferiore ai 940 euro netti mensili, mentre in Francia questa categoria è cresciuta solo dell’8% (e la soglia è fissata a 1.002 euro). Inoltre, il 26,1% dei tedeschi che lavorano è impiegato part time, formula che invece riguarda solo il 17% dei vicini francesi. Senza contare che i salari dal 2009 in Francia sono mediamente in crescita (al 3% nel 2010) mentre in Germania crescono sempre più lentamente (solo 0,6% nel 2010); e che gli assegni sociali per chi il lavoro non ce l’ha sono superiori a Parigi rispetto a Berlino (474 euro mensili contro 374).

Ma soprattutto è dando un occhio al futuro che il confronto diventa più interessante. La Germania è il Paese più popolato d’Europa con 82 milioni di persone, ma il suo tasso di crescita demografica è in costante calo dal 2003 (-0,3% nel 2009). E’ un Paese che invecchia sempre di più, e lo testimonia anche il dato sulla natalità, uno dei più bassi del mondo: 1,4 figli per donna, contro i 2 della Francia, che infatti cresce di popolazione dello 0,5% annuo. Nel 2050, gli over 65 saranno a Berlino e dintorni il 75% dell’intera popolazione, dall’altra parte del Reno invece solo il 55%. Facile prevedere grandi difficoltà per le pensioni e per tutto il sistema economico germanico.

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