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Gdo in crescita: Lidl regina di vendite, Esselunga di utili

In un report dal titolo “La Gdo dopo la bolla del 2020”, l’Area Studi Mediobanca parla di una crescita del 5% nel 2020, ma per il 2021 è previsto un ripiegamento dell’1,6% – Boom per l’e-commerce – Le classifiche per quota di mercato, vendite e utili

Gdo in crescita: Lidl regina di vendite, Esselunga di utili

Il 2020 è stato l’anno della più grande crisi economica dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Interi settori sono stati messi in ginocchio dalla crisi innescata dalla pandemia di Covid-19 ancora in corso. L’emergenza, però, per alcuni settori si è trasformata presto in un volano di crescita e sviluppo. Tra questi c’è la Gdo alimentare che dovrebbe chiudere il 2020 con un progresso del 5%, di cui l’1% attribuibile all’esplosione del canale online. Questo uno dei dati più rilevanti che emerge dall’indagine dal titolo “La Gdo dopo la bolla del 2020” realizzata dall’Area Studi di Mediobanca.

Il report sottolinea come, all’interno della Grande Distribuzione, i comparti che hanno registrato la crescita più marcata sono i Discount (+8,7%), i Super (+6,8%) e i Drugstore (+6,6%). Per il 2021 è previsto invece un ripiegamento dell’1,6%, mentre nel biennio 2020-2021 il risultato cumulativo dovrebbe attestarsi a +3,3%. Continua invece la crisi delle grandi superfici che si prevede perderanno il 4,8% nel biennio 2020-21. 

Menzione a parte per l’e-commerce che dopo il +134,4% registrato nel 2020, nel 2021 è atteso in crescita del 61,6%, un aumento che consentirà al settore di arrivare arrivare al 3% del mercato già nel 2021, due anni in anticipo rispetto al 2023 previsto prima della pandemia. “Si tratta tuttavia di un segmento che continua a registrare margini negativi per oltre il 10%”, sottolinea Mediobanca. 

Andando avanti coi dati, il report sottolinea come nel 2020 sia aumentata la concentrazione del mercato italiano: la market share dei primi cinque retailer è ora del 57,5% contro il 52,8% del 2019. Il mercato italiano supera così quello della Spagna (50%), ma resta frammentato rispetto a Francia (78,1%), Gran Bretagna (75,3%) e Germania (75,2%). I dati preliminari dei grandi retailer internazionali quotati indicano infine vendite in crescita dell’8,3% nel 2020, con effetti molto positivi sui margini industriali (+17,1%) e sul risultato netto (+42,4%).

QUOTE DI MERCATO-VENDITE-UTILI: LE CLASSIFICHE

Nel 2020 Conad si piazza al primo posto della classifica relativa alla quota di mercato, con il 14,8%. Segue, in seconda posizione, Selex con il 13,7%. Terza Coop, arrivata al 12,9%. Mediobanca osserva come le posizioni siano cambiate nel corso dell’ultima decade: a paragone nel 2011, le Coop erano il primo gruppo con il 15,3%, seguite da Conad al 10,6% e da Selex all’8,1%.

Passando alle vendite, Lidl Italia è regina di crescita delle vendite: tra il 2015 e il 2019 la crescita è pari a +8,7% medio annuo. Seguono Eurospin e Agorà, appaiate al +7,6%. Quarta in classifica è Lillo-MD (+6,9%), quinta VeGe (+5,3%) e sesta Crai (+5,2%).

In termini di redditività del capitale investito (Roi) primeggia invece Eurospin (20,2%), seguita da Lillo-MD (16,5%), Agorà e Lidl Italia al 12,9% e Crai all’11,9%.

Passando ai profitti, è Esselunga, controllata da Supermarkets Italiani, la regina di utili cumulati tra il 2015 e il 2019 con 1,34 miliardi. Al secondo posto si piazza Eurospin, con 1,01 miliardi, seguita Conad a 879 milioni e VéGé a 839 milioni. Sul fronte opposto, nello stesso arco temporale, Carrefour ha accumulato perdite per 603 milioni e Coop per 252 milioni. 

Lo studio sottolinea infine che Coop Alleanza 3.0 è la maggiore cooperativa italiana con vendite nel 2019 pari a 4,04 miliardi, seguita da Pac 2000 A (Gruppo Conad) a 2,85 miliardi e Conad Nord Ovest a 2,58 miliardi che precede Unicoop Firenze a 2,32 miliardi. Il prestito soci del sistema Coop appare in costante declino dagli 11,1 miliardi del 2014 agli 8 miliardi del 2019. Negli ultimi 5 anni le Coop hanno realizzato proventi finanziari netti per 1.233 milioni e subito svalutazioni finanziarie per 845 milioni.

LAVORO: PRIMATO FEMMINILE

La Gdo si conferma al femminile. In Italia, nel 2019, il 62,9% della forza lavoro era rappresentato da donne, contro il 60,3% dell’estero. In termini di formazione, le ore annue dispensate ai dipendenti che ne hanno diritto ammontano a 16,3 in Italia e 21,6 all’estero. Inoltre il ricorso al part-time interessa il 52% dell’organico in Italia, il 43,8% all’estero.

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