Condividi

Gaza: Israele ha tutto il diritto di difendersi e di distruggere Hamas ma senza colpire gli innocenti civili

Riproduciamo l’editoriale del Direttore, Laurent Joffrin, del sito francese LeJournal.info che chiarisce e distingue nettamente la barbarie di dei terroristi a Gaza e il diritto di Israele di rispondere con l’obiettivo di distruggere ma senza dimenticare i diritti delle incolpevoli popolazioni civili – “In una democrazia la distinzione tra civili e combattenti, che Hamas ha deliberatamente abolito, resta un principio essenziale”

Gaza: Israele ha tutto il diritto di difendersi e di  distruggere Hamas ma senza colpire gli innocenti civili

*****Pubblichiamo in versione italiana l’editoriale di oggi del Direttore del sito indipendente francese LeJournal.info, Laurent Joffrin, dal titolo originario “Gaza: ignorare i civili?” che condividiamo per la netta condanna della barbarie di Hamas, che non va confusa con i civili innocenti di Gaza, e per la chiarezza sui diritti e doveri di una democrazia come quella di Israele.

“Chi non comprende lo stato di rabbia che attanaglia la società israeliana di fronte allo spettacolo delle mostruosità commesse dai terroristi di Hamas? Bambini uccisi, anziani brutalizzati o assassinati, popolazione delle città vicine decimata a colpi di kalashnikov, giovani massacrati, ostaggi umiliati e terrorizzati tenuti in cantina, sordide e disumane manifestazioni di gioia degli islamisti per il massacro di questi innocenti: l’insopportabile è ormai diventare la regola in questa vasta operazione terroristica meticolosamente preparata ed eseguita spietatamente, la cui crudele portata appare ogni giorno sempre più evidente.

Chi non comprende l’obbligo morale e strategico imposto al governo israeliano di trovare una risposta commisurata all’aggressione? Si imporrebbe su qualsiasi governo che si trovi ad affrontare una simile sfida, in qualsiasi paese. La risposta militare è inevitabile, necessaria e – diciamolo senza mezzi termini – giusta. Ma anche lì, al di là dell’emozione elementare, si pone la legittima richiesta di vendetta e, come in ogni operazione militare, si pone la questione civile.

“Ho ordinato un assedio completo di Gaza”, ha annunciato lunedì 9 ottobre Yoav Gallant, ministro della Difesa israeliano. Combattiamo gli animali umani e agiamo di conseguenza”. E per specificare che d’ora in poi verranno tagliate acqua, gas ed elettricità alla popolazione dell’enclave, una delle più dense e povere del mondo. Cosa possiamo dire di questa affermazione se non che corrisponde allo stato dell’opinione israeliana, ma che non è degna di un leader democratico? Israele vuole distruggere Hamas: un obiettivo logico e legittimo, che presuppone l’uso della massima forza e, purtroppo e necessariamente, “perdite collaterali”, secondo il solito eufemismo. Ma la punizione indistinta di un intero popolo così decretata, il suo bombardamento con una serie di bombardamenti micidiali dagli effetti devastanti attorno agli obiettivi prefissati, corrisponde all’obiettivo dichiarato? Ne dubitiamo.

Gaza: Israele ha tutto il diritto di combattere la barbarie di Hamas ma in democrazia la distinzione tra civili e combattenti è un principio essenziale

In questa guerra, Israele è stato attaccato e ha suscitato la solidarietà della maggior parte delle democrazie. Sostegno coerente: nonostante la barbarie di Hamas, e malgrado tutte le sue imperfezioni, Israele resta una democrazia. Lo testimonia la rivolta di gran parte della società contro i progetti del governo in materia giudiziaria. Combattendo Hamas, l’esercito israeliano si batte anche per i valori comuni, per un campo democratico ormai indebolito, minacciato su scala globale dall’ascesa delle dittature islamiste e dall’aggressività degli imperi autoritari. Ma in una democrazia la distinzione tra civili e combattenti, che Hamas ha deliberatamente abolito, resta un principio essenziale. Viene violato, anche a volte da chi lo evidenzia? Certamente, ma resta.

Inoltre, nelle opzioni di risposta a disposizione del governo Netanyahu, occorre tenere conto anche di questo criterio. Si dirà che scriviamo da lontano, che è facile, in Francia, stabilire regole morali astratte senza conoscere la sventura degli assassinii. Obiezioni poco rilevanti: in misura minore, anche i francesi hanno vissuto l’orrore terroristico. E, in ogni caso, resta valido il precetto: l’attacco deliberato contro i civili, nel mondo democratico, indebolisce la causa che difendiamo. Di conseguenza, l’obiettivo rimane rilevante: distruggere Hamas, ma limitare le perdite civili tra la popolazione palestinese. Un ideale facile da enunciare e difficile da applicare? Certamente. Ma sono anche gli ideali che assicurano la coesione di una società.

Commenta