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Gas, accordo sul piano Ue frena la volatilità dei prezzi. Ecco le novità: tetto, nuovo indice e acquisti

L’Ue presenta martedì il piano per frenare la speculazione: acquisti comuni obbligatori, nuovo indice per il prezzo del gas alternativo al TTF e price cap dinamico. Raggiunto l’accordo

Gas, accordo sul piano Ue frena la volatilità dei prezzi. Ecco le novità: tetto, nuovo indice e acquisti

L’Ue sta elaborando un nuovo piano per contenere la crisi energetica. Il braccio esecutivo dell’Unione Europea intende proporre un meccanismo per frenare la volatilità dei prezzi, cioè un tetto dinamico, nella principale borsa europea, il Ttf di Amsterdam. Ma solo in caso di urgente necessità e per un periodo non superiore a 3 mesi. Nei piani dell’Ue ci sarebbe anche l’elaborazione di un parametro di riferimento specifico per il prezzo del gas naturale liquefatto (gnl) – alternativo rispetto al TTF – entro la fine del 2022 e un nuovo meccanismo temporaneo di gestione della volatilità infragiornaliera. Poi acquisti congiunti obbligatori per almeno il 15% del fabbisogno di stoccaggio e un meccanismo di solidarietà tra gli Stati membri in caso di emergenza. Sono alcuni dei punti contenuti nella bozza della proposta legislativa, salvo sorprese, che la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, presenterà ufficialmente martedì 18 ottobre insieme a una comunicazione sull’emergenza energetica. Il pacchetto, poi, sarà discusso dai leader dell’Ue al vertice del 20-21 ottobre a Bruxelles, ma per una decisione con molta probabilità si dovrà attendere novembre: la presidenza ceca ha già fatto sapere che convocherà a novembre un consiglio energia straordinario.

Tuttavia, le preoccupazioni in vista dell’inverno restano alte anche per via delle continue minacce di Putin e Gazprom: “Stop ai flussi ai Paesi che ne limitano i prezzi”. Ma anche l’ultima proposta per tagliare fuori Germania ed Europa: un “Hub energetico in Turchia per regolare i prezzi e fornire gas a Paesi terzi”.

Qual è il prezzo del gas oggi?

Le indiscrezioni sulla bozza Ue hanno fatto scendere ancora il prezzo del gas. Il valore del future di novembre al TTF di Amsterdam è in calo, a quota 141 euro al megawattora, -7,68%. Al minimo negli ultimi quattro mesi. Ma vediamo cosa potrebbe fare l’Europa per affrontare i prezzi elevati dell’energia.

Piano Ue sulla crisi energetica

La Commissione ha preannunciato alcune proposte per martedì prossimo 18 ottobre: nuove azioni per facilitare gli acquisti in comune; possibili decisioni in modo da agire sul prezzo del gas; nuovi incentivi per ridurre la domanda di gas e, infine, nuovi interventi per assicurare solidarietà tra i Paesi.

Acquisti congiunti di gas obbligatori per il 15% degli stoccaggi

Una delle più grandi novità presente nella bozza è la proposta della Commissione «di dotare l’Ue degli strumenti giuridici per l’acquisto congiunto di gas», attraverso una piattaforma comune da mantenere almeno fino al 2025. Questa dovrebbe «coordinare il riempimento degli stoccaggi, con una partecipazione obbligatoria degli Stati membri all’aggregazione della domanda per almeno il 15% del volume di riempimento» delle riserve comunitarie. Inoltre, per effettuare gli acquisti del gas, dovrebbe essere possibile utilizzare fino al 10% dei fondi di coesione dell’Ue.

Pare, poi, che la misura potrà essere approvata anche senza l’unanimità, grazie all’articolo 122 del trattato dell’Unione Europea, che permette di votare l’intervento a maggioranza assoluta.

Nuovo indice di prezzo per il gnl nel piano Ue contro la crisi energetica

La Commissione propone di separare il prezzo del gas che arriva via tubo da quello che arriva via nave, il gas naturale liquefatto. L’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione tra i regolatori energetici sarà incaricata di «raccogliere le informazioni necessarie per creare questo nuovo benchmark entro la fine del 2022» e «l’indice dovrebbe essere disponibile in tempo per la prossima stagione di riempimento degli stoccaggi all’inizio del 2023».

Tetto al prezzo del gas “dinamico” e massimale di prezzo infragiornaliero

Nel frattempo, quindi è previsto un «meccanismo per limitare i prezzi tramite il TTF da attivare in caso di necessità». Si tratta del famoso price cap dinamico, e il dinamismo dipende nel modo in cui il tetto al prezzo viene applicato. Il limite verrebbe stabilito su base temporanea. Non solo, nella bozza del piano Ue si legge dell’introduzione di un massimale di prezzo infragiornaliero che dovrebbe mettere freno alle possibili speculazioni, segnando un culmine quotidiano. Lo strumento è noto come “interruttore antispeculazione”.

Tuttavia, l’introduzione di un price cap è sottoposta a una serie di condizioni elencate nell’articolo 23: «Il Consiglio, su proposta della Commissione, può adottare una decisione che preveda un meccanismo per limitare le conseguenze di episodi di prezzi estremi» ma deve rispettare alcuni criteri. Innanzitutto, deve determinare un meccanismo dinamico di correzione del mercato per le transazioni di gas naturale. Non deve poi pregiudicare gli scambi di gas fuori borsa. Non può incidere sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas dell’Unione e non deve comportare un aumento del consumo di gas, come spiega il Corriere della Sera.

La solidarietà tra Paesi Ue nel piano Ue contro la crisi energetica

Dato che non tutti gli Stati membri hanno accordi di solidarietà reciproca, la Commissione propone intese direttamente applicabili in assenza di tali accordi: il prezzo del gas che uno Stato fornirà a un altro sarà il prezzo medio di mercato degli ultimi 30 giorni del mese precedente la richiesta di assistenza. Inoltre, propone di estendere l’obbligo di solidarietà in caso di emergenza agli Stati membri non collegati con impianti di gnl. L’articolo 25, infatti, stabilisce che «il Consiglio, su proposta della Commissione, può adottare una decisione che prevede un meccanismo di fissazione dei prezzi (…) e per assegnare le capacità di gas per rifornire gli Stati membri per i quali è stata dichiarata un’emergenza regionale o dell’Unione».

Fondi di coesione a famiglie e imprese contro il caro bollette

Infine, i fondi di coesione dovrebbero poter essere utilizzati per intervenire in aiuto a famiglie e imprese contro il caro bollette. Gli Stati membri avranno “probabilmente” a disposizione il 10% dei fondi del periodo 2014-2020, per un massimo, nel 2023, di 5 miliardi per l’intera Unione.

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