La Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic), l’ente che tutela i depositi bancari negli Stati Uniti, ha dato l’ok condizionale a Ford e General Motors per la creazione di due banche industriali. Si tratta di un via libera arrivato dopo anni di tentativi: Ford aveva presentato la domanda già nel 2022, mentre GM aveva ritirato una prima richiesta nel 2024 per poi ripresentarla a gennaio 2025, pochi giorni dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Secondo il Financial Times, la svolta è legata proprio alla nuova amministrazione, più favorevole a un allentamento delle regole finanziarie, che ha reso più semplice l’autorizzazione della Fdic.
Il risultato è che i due gruppi potranno offrire conti di risparmio assicurati e finanziare direttamente l’acquisto di auto, senza passare solo attraverso le tradizionali società finanziarie del gruppo. Ma la decisione riaccende anche la disputa con le banche tradizionali, che si oppongono all’ingresso di produttori industriali nel settore bancario.
La corsa alle banche industriali: Stellantis alla finestra
La notizia arriva in un momento in cui l’accessibilità economica è diventata una questione centrale nel settore auto: negli Stati Uniti il prezzo medio di un veicolo si avvicina ai 50mila dollari e quasi la metà dei prestiti supera i sei anni, secondo LendingTree. In un mercato dove comprare un’auto costa sempre di più e il credito si allunga nel tempo, poter offrire servizi finanziari integrati rappresenta un vantaggio strategico per i produttori, anche per rendere l’acquisto più sostenibile.
Non sorprende quindi che anche Stellantis abbia seguito una logica simile, presentando l’11 febbraio 2025 una richiesta per creare una banca industriale negli Usa. L’istanza è stata depositata presso lo Utah Department of Financial Institutions e, secondo le fonti, la banca potrebbe chiamarsi “Stellantis Bank Usa”, in attesa dell’approvazione definitiva della Fdic. Mentre Toyota e Bmw operano già con banche industriali negli Usa, quindi la strada è ormai tracciata.
Cosa sono le banche industriali e perché suscitano polemiche
Le banche industriali, negli Stati Uniti note come Industrial Loan Companies (Ilc), sono istituzioni finanziarie regolamentate con gli stessi standard delle banche tradizionali, ma con un ambito operativo più limitato. La loro caratteristica principale è consentire a aziende non bancarie, come le case automobilistiche, di accettare depositi assicurati dalla Fdic e offrire conti di risparmio e altri servizi finanziari. Finora le auto-maker non potevano raccogliere depositi assicurati direttamente, quindi questa novità rappresenta un cambiamento strategico importante.
L’approvazione della Fdic avviene però in un clima di forte dibattito, perché le banche tradizionali sostengono che le industrial loan charters consentano a imprese commerciali di entrare nel settore bancario con una supervisione insufficiente. Il timore è che i costruttori possano essere spinti a concedere prestiti più facilmente per sostenere le vendite, anche quando il cliente rischia di non poterli rimborsare. Il timore delle banche tradizionali è rafforzato dai dati sui prestiti auto subprime: a ottobre 2025 quasi il 7% dei mutuatari era in ritardo di almeno 60 giorni, un record storico secondo Fitch Ratings, segnale di crescente stress nel credito auto.
Dall’altra parte, i sostenitori delle banche industriali sostengono che queste strutture permettono di offrire servizi finanziari utili ai clienti, migliorando l’offerta complessiva. Il confronto resta aperto, ma la decisione della Fdic rappresenta un punto a favore della strategia di Ford e GM.
Ford Credit Bank e GM Financial Bank: come cambieranno i prestiti auto
Le due aziende hanno ora un anno di tempo per completare l’iter e costituire formalmente GM Financial Bank e Ford Credit Bank. Entrambe le banche saranno con sede a Salt Lake City, nello Utah, uno stato già noto per la presenza di istituti bancari industriali e per un ecosistema fintech avanzato.
Secondo quanto dichiarato da Ford, i depositi raccolti da Ford Credit Bank potranno essere utilizzati per finanziare l’acquisto di un’auto nuova, accessori, caricatori per veicoli elettrici, aggiornamenti software e altri servizi correlati. In futuro, l’istituto prevede anche di offrire certificati di deposito e finanziamenti indiretti tramite i concessionari Ford e Lincoln. L’obiettivo è creare un’esperienza “senza soluzione di continuità” tra la banca industriale e la tradizionale divisione finanziaria di Ford, in modo che i clienti non percepiscano differenze tra le due modalità di finanziamento.
Le nuove banche dovranno rispettare regole molto severe, tra cui un requisito patrimoniale minimo (Tier 1 leverage ratio) del 15% e l’obbligo di supporto finanziario diretto da parte delle case madri, assicurando che ci siano sempre risorse sufficienti per far fronte alle richieste dei clienti.
