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Fondo di garanzia per le Pmi, un rating per valutare il merito di credito

Dal 2000 il Fondo di garanzia per le Pmi ha assunto un’importanza crescente con più di 102 mila garanzie rilasciate ma ora cambia: un rating interno valuterà il merito di credito delle piccole e medie imprese con una miglior valutazione della rischiosità e due obiettivi

Fondo di garanzia per le Pmi, un rating per valutare il merito di credito

Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese: solo nel 2015 sono state rilasciate più di 102 mila nuove garanzie. Dalla data di avvio della sua operatività (gennaio 2000), il Fondo ha assunto una importanza via via crescente, soprattutto negli ultimi anni, segnati da una forte contrazione del credito bancario.

Ora si va verso la sua riforma. Punto centrale – come ha avuto modo di ricordare il sottosegretario Antonio Gentile rispondendo a una interrogazione in commissione Attività produttive della Camera – è rappresentato dall’introduzione di un modello di rating interno del Fondo ai fini della valutazione del merito creditizio delle imprese, che sostituirà l’attuale sistema di valutazione economico-finanziaria basato sull’utilizzo del credit scoring. Quest’ultimo è un punteggio che stima il rischio di credito per chi eroga il finanziamento: calcola la probabilità che il cliente sia in grado di onorare il suo debito nell’arco di tempo stabilito.

L’adozione del modello di rating consentirà una stima accurata della rischiosità delle imprese. La conoscenza della rischiosità dell’imprenditore permetterà al ministero dello Sviluppo Economico di rendere più selettivi, mirati ed efficaci gli interventi del Fondo, attraverso un’articolazione delle coperture che preveda misure via via crescenti all’aumentare della rischiosità dell’impresa.

Con la riforma del Fondo si punta a ottenere due risultati: 1) una maggiore focalizzazione del sostegno pubblico in favore delle imprese rischiose che presentano un reale bisogno di sostegno da parte dello Stato; 2) al contempo, la conoscenza del grado di rischio delle imprese, consentirà al gestore del Fondo di effettuare accantonamenti prudenziali a fronte delle garanzie rilasciate calibrati in funzione dei rischi effettivamente assunti dal Fondo.

Il processo di riforma del Fondo è in fase avanzata. In questi giorni si stanno chiudendo i test del modello, condotti al fine di confrontare, su medesimi gruppi di imprese, il comportamento del modello di rating del Fondo con quello dei modelli di rating interni di un gruppo di banche che si sono offerte di collaborare.

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