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Fmi taglia stime su Pil italiano: -0,2% quest’anno e solo +0,8% nel 2015

Il Fondo Monetario ha limato verso il basso anche le previsioni sul Pil complessivo dell’area euro: le nuove stime indicano una crescita dello 0,8% nel 2014 e dell’1,3% nel 2015, contro l’1,1% e l’1,5% rispettivi dell’aggiornamento del Weo di fine luglio. “Le prospettive non sono uniformi: più forti in Germania e Spagna, più deboli in Francia e Italia”

Fmi taglia stime su Pil italiano: -0,2% quest’anno e solo +0,8% nel 2015

Il Fondo monetario internazionale ha tagliato ancora le stime di crescita sull’andamento dell’economia italiana, dopo la revisione al ribasso operata appena una ventina di giorni fa: nella nuova edizione del World economic outlook (Weo) viene stimata una contrazione del Pil italiano dello 0,2% quest’anno e una crescita dello 0,8% il prossimo.

Già nel rapporto ex Article IV sull’Italia, pubblicato il 18 settembre, l’Fmi aveva portato la stima sul Pil italiano del 2014 ad un -0,1%, dal +0,3% contenuto nell’aggiornamento della precedente edizione del Weo, di fine luglio; per quel che riguarda il 2015, in settembre il Fmi indicava una crescita dell’1,1%, stima invariata rispetto a quella di luglio.



“Nell’ambito di un outlook debole, le prospettive non sono uniformi all’interno dell’area euro: più forti in Germania e Spagna, più deboli in Francia e Italia” spiega il Fondo, aggiungendo che “l’economia italiana si è contratta nella prima metà del 2012 e su base annua non è atteso un ritorno ad una crescita positiva fino al 2015”.

Il Fondo ha comunque limato verso il basso anche le proprie previsioni sul Pil complessivo dell’area euro. Le nuove stime indicano una crescita dello 0,8% nel 2014 e dell’1,3% nel 2015, contro l’1,1% e l’1,5% rispettivi dell’aggiornamento del Weo di fine luglio.

Nel dettaglio, hanno subito una revisione anche le stime su Germania (+1,4% per il 2014 e +1,5% per il 2015, dai precedenti +1,9% e +1,7%) e Francia (+0,4% per il 2014 e +1% per il 2015 dai precedenti +0,8% e +1,5%). Il Fondo parla in generale di un andamento dell’economia inferiore alle attese nella prima metà dell’anno, a causa di una serie di “sorprese negative”, tra cui una “crescita stagnante nell’area euro, con una contrazione del prodotto in Italia, nessuna crescita in Francia e un’inattesa debolezza in Germania nel secondo trimestre”.

 

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