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Ferrari, debutto boom a Wall Street. Poste sprint: prezzo vicino a 7 euro

Debutto con i fiocchi della Ferrari a Wall Street (+5,8%): lo scorporo da Fca prima della Befana – Oggi si chiude l’Ipo di Poste con una domanda pari a circa 4 volte l’offerta: prezzo vicino ai 7 euro – Crollo Valeant (-19%) per i dati falsi sulle vendite – Riscossa del risparmio gestito: Anima torna ai prezzi di agosto – Oggi scende in campo la Bce.

Ferrari, debutto boom a Wall Street. Poste sprint: prezzo vicino a 7 euro

E venne il giorno della Bce, la prima delle grandi banche centrali a scendere in campo contro il rischio recessione che spaventa l’economia globale. A breve seguirà il vertice della Fed e quello della Bank of Japan, che si riunirà il 30 ottobre. Pochi si aspettano, in realtà, che la Bce adotti misure espansive già oggi. Mario Draghi, però, potrebbe lanciare segnali chiari in merito all’aumento degli acquisti di titoli della Banca centrale.

I mercati, nell’attesa, segnano il passo. Debole l’Asia. Shanghai veleggia attorno alla parità e rimbalza Shenzhen (+2%) dopo le pesanti perdite di mercoledì (rispettivamente -3,1% e -5,9%). Debole anche Hong Kong (-0,8%). Pesa sui listini asiatici la chiusura contrastata di Wall Street: Dow Jones in calo dello 0,28%, l’indice S&P 500 ha ceduto lo 0,58% e il Nasdaq lo 0,84%. 

LO SCORPORO DI FERRARI “PRIMA DELLA BEFANA”. MARCHIONNE ELOGIA GM (+4%)

E’ stata la grande giornata di Ferrari al debutto nella Borsa Usa. Il titolo di Maranello ha chiuso in rialzo del 5,8% a 55 dollari dopo aver segnato in avvio un massimo di 60.95 dollari (+15%) tra scambi eccezionali: nelle prime due ore di contrattazione sono passate di mano quasi 17 milioni di azioni ovvero un quantitativo di poco inferiore al quantitativo oggetto dell’Ipo. 

Sergio Marchionne ha rivelato che lo scorporo di Ferrari da Fca avverrà a gennaio: “Speriamo di fare un regali agli azionisti per la Befana”. Nonostante l’annuncio, a Piazza Affari il titolo Fiat Chrysler è sceso per tutto il pomeriggio fino a quota 13,48 euro, forse per effetto delle prese di profitto (sell on news). Il titolo vanta un guadagno del 41% da inizio 2015 contro il modesto +3,5% realizzato dall’Eurostoxx Automotive. Marchionne ha ribadito è che “entro 24 mesi” prenderà il via il processo di consolidamento del settore auto e “Fca ne farà sicuramente parte”. 

Il Ceo ha fatto i complimenti a General Motors (+4%). La società ha chiuso il terzo trimestre con utili superiori alle attese (+37%) trainati dalla domanda di camion in Nord America. Ieri è stata annunciata l’intesa con Lg per la nuova auto elettrica che sfiderà Google, Apple e Tesla in calo dell’1%, dopo aver perso martedì oltre il 6% a seguito di un articolo di Consumer Report nel quale si dà conto delle lamentele degli utenti. 

CROLLA VALEANT (-19,1%): FALSATI I DATI DI VENDITA

La giornata di Wall Street è stata segnata anche dal crollo del colosso farmaceutico Valeant, precipitato del 19,1% dopo la pubblicazione di un report di Citron Research in cui si sostiene che il gruppo conduca operazioni al limite della legalità. In pratica Valeant userebbe un canale di distribuzione (Philidor) per aumentare le vendite dei suoi farmaci ed evitare che i pazienti e le assicurazioni passino a farmaci meno cari. 

Oltre a questo Citron ha aggiunto che Valeant fa arrivare i suoi farmaci a Philidor (che poi li tiene in magazzino) e segna questo passaggio come una vendita, anche se i medicinali di fatto sono passati dal gruppo principale a una sua controllata.

Nel dopo Borsa American Express perde il 3,6% dopo la pubblicazione dei conti: il caro dollaro ha provocato un caro dei profitti.

In Europa solo Piazza Affari (-0,4%) ha chiuso la giornata in terreno negativo. Parigi è salita dello 0,4%, Francoforte +0,8%, Madrid +0,6%. Chiusura piatta per la Borsa di Londra. In terreno positivo i tecnologici (Euro Stoxx del settore +1,7%), il comparto Automotive (+1,2%) e le Costruzioni (+1,3%). Scendono le Banche (-0,7%). 

Giornata d’attesa per il mercato dei titoli governativi. Aspettando le parole di Draghi lo spread tra Btp e Bund si è attestato a 104 punti base. Il tasso del decennale passa a 1,63% dal 1,67% della chiusura precedente. 

RUSH FINALE PER LE POSTE. VERSO UN PREZZO TRA 6,5 E 7 EURO

Spunta anche il nome di George Soros tra gli investitori internazionali che hanno prenotato i titoli delle Poste Italiane assieme a diversi fondi sovrani asiatici e mediorientali e a Blackrock, Fidelity, Pioneer, Union Investment e Norges Bank . La domanda di titoli è cresciuta ieri a buon ritmo una volta indicato da parte dei collocatori (Imi, Citigroup, Bank of America, Mediobanca, Unicredit) un range di prezzo più ristretto, tra 6,5 e 7 euro, rispetto a quello ufficiale (6-7,5 euro). 

E’ probabile che l’Ipo, che chiuderà oggi alle 13 e 30, registri una domanda pari a quattro volte l’offerta di 453 milioni di titoli (a cui va aggiunta l’eventuale greenshoe). Con l’indicazione di prezzo su cui si stanno concentrando ormai gli ordini (6,5-7 euro), il Tesoro incasserebbe tra i 3,2 e i 3,5 miliardi di euro in caso di collocamento di tutto il 38,2% del capitale di Poste Italiane.

GESTITO ALLA RISCOSSA. ANIMA TORNA AI PREZZI DI AGOSTO

Contrastati a Piazza Affari i titoli bancari. Intesa arretra dell’1,2%, Unicredit sale dell’1%, MontePaschi invariata. In ascesa Ubi (+0,2%). Blackrock è salito al 5,022% del capitale, dal precedente 4,95%, lo scorso 13 ottobre all’indomani della trasformazione dell’istituto popolare in società per azioni. Nel gestito bene Mediolanum (+1,5%). Prosegue il rialzo di Anima Holding (+4%) su livelli che non vedeva dal 20 agosto scorso a 8,87 euro. Il titolo è salito in sei delle ultime sette sedute.

BRILLA STM, POSITIVI GLI INDUSTRIALI 

In evidenza StM (+2,2%) in una giornata vivace per i titoli tech. SanDisk il produttore di hardware e software per l’archiviazione di dati, è stata comprata da Western Digital. Il titolo sale del 3,1% a 77,56 dollari. Bene anche gli altri titoli del manufacturing: Finmeccanica +0,6%, Cnh Industrial +1,7%, Prysmian +1,7%. In linea con il settore europeo delle costruzioni, Buzzi ha guadagnato il 2,1%.

OIL, NON SI FERMA LA DISCESA DI SARAS 

Giornata di saliscendi per i titoli petroliferi, con l’eccezione di Tenaris (-3,2%), che fin dalla mattina è rimasta stabilmente orientata al ribasso. Eni, in rialzo delll’1% a metà seduta, ha chiuso in parità, Saipem +0,8%. E’ proseguita la discesa di Saras (-6,9%). 

Fra le utility, Enel scende dello 0,8% dopo che Citigroup ha tagliato il target price a 3,7 euro e confermato il giudizio Sell. A2A perde il 2,1%, Enel Green Power avanza dello 0,9%. 

LUSSO IN SOFFERENZA, SOS FINCANTIERI

Telecom Italia perde l’1,3%. Tiscali +3% dopo la notizia che la società potrebbe far parte della piattaforma Rai per l’offerta via internet a pagamento.

Continua la sofferenza del settore Lusso: Ferragamo -2,3%, Moncler -0,9%, Yoox -1,2%.

Beni Stabili ha perso il 3,61% sulle indiscrezioni dell’uscita dell’ad Aldo Mazzocco.

Prosegue infine la caduta libera di Fincantieri (-5,38%) che dal 15 ottobre, quando si è cominciato a parlare di un prossimo consistente aumento di capitale, ha perso circa il 27%.

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