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Export e internazionalizzazione, due vie per la crescita delle imprese: meeting Assocamerestero

Si è tenuto a Roma il 18°meeting dei segretari generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero – Export, internazionalizzazione e promozione del made in Italy i temi fondamentali – Presentato il progetto “Chamber Mentoring for International Growth” – Il presidente di Assocamerestero, Gian Domenico Auricchio: “Se il sistema Paese è rimasto in piedi negli anni della crisi lo deve innanzitutto alle imprese che hanno resistito e che hanno esportato”.

Export e internazionalizzazione, due vie per la crescita delle imprese: meeting Assocamerestero

Mercoledì 5 luglio si è concluso il 18° Meeting dei segretari generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero organizzato da Assocamerestero, l’Associazione che riunisce le 78 Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE), soggetti imprenditoriali privati, esteri e di mercato allo scopo di fornire, tramite i 140 uffici presenti in 54 Paesi, un’azione di indirizzo strategico per le attività svolte dalle singole CIIE nel mondo e di sostenere l’internazionalizzazione delle PMI e la promozione del made in Italy.

L’iniziativa, che rappresenta il più rilevante incontro operativo annuale di network delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, si è svolta a Roma dal 3 luglio al 5 luglio ed ha visto la partecipazione attiva di oltre 80 manager della rete delle CCIE provenienti da tutto il mondo.



Un evento da non perdere, come sottolinea Matteo Lazzarini, rappresentante dei segretari generali delle CCIE: “Il meeting dei segretari generali rappresenta oramai da 18 anni un appuntamento importante in cui i direttori delle Camere italiane all’estero riflettono insieme ai soggetti della promotion ed elaborano strategie, risposte di servizio e soluzioni innovative per supportare le imprese italiane che vogliono andare all’estero”.

Nel corso del Meeting sono stati numerosi i temi trattati, legati alla crescita del sistema imprenditoriale italiano all’estero così come alle nuove frontiere dell’export, quali lo sviluppo dei servizi e dell’innovazione nel fare internazionalizzazione e la valorizzazione del prodotto agroalimentare italiano autentico in Canada, Stati Uniti e Messico.

L’EXPORT E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Argomenti importanti in un periodo storico in cui, dopo anni di crisi, la domanda interna procede ancora a rilento e l’export può diventare un’opportunità fondamentale per consolidarsi ed espandersi, sfruttando parallelamente le enormi possibilità che il Made in Italy offre alle imprese italiane.
 
“Se il sistema Paese è rimasto in piedi negli anni della crisi – ha spiegato a FIRSTonline Gian Domenico Auricchio, presidente di Assocamerestero – lo deve innanzitutto alle imprese che hanno resistito e che hanno esportato. Credo che le imprese che dal 2008 ad oggi hanno continuato ad operare nonostante tutto, puntando sull’internazionalizzazione e sull’export, hanno dato un enorme contributo all’Italia, sostenendo l’economia”.

Parole confermate anche dagli ultimi dati pubblicati dall’Istat, secondo cui nel mese di maggio 2017, rispetto al mese precedente, i flussi commerciali verso l’estero e in particolare verso i Paesi Extra Ue, hanno registrato un aumento del +2,2%. Su base annua l’incremento è pari a +13,9%, percentuale che testimonia le numerose vie di sbocco offerte alle imprese italiane e preannuncia grossi miglioramenti per il futuro. Non a caso, in base alle stime, l’export italiano potrebbe crescere a un tasso medio annuo del 4% da quì al 2020 a fronte del +1,7% registrato nel quadriennio precedente.

Non solo. Come sottolinea Auricchio, “l’internazionalizzazione è importante per la sopravvivenza stessa delle imprese di grandi e piccole dimensioni, ma anche del Paese. In questi anni, il mondo ha imparato ad apprezzare determinati settori della manifattura nostrana come l’alimentare, il mobile, il design, l’auto. Sono comparti che rappresentano un grande driver per il made in Italy che era e continua ad essere apprezzato in tutto il mondo. È un’occasione straordinaria per tutti coloro che guardano fuori dai confini italiani e che vogliono approfittare dell’internazionalizzazione e delle grandi possibilità fornite dall’estero per sviluppare e innovare”.

Esportazioni e internazionalizzazione delle imprese sono dunque le due strade da intraprendere per la crescita.

“Le imprese stanno già facendo molto – continua il presidente di Assocamerestero –  ma anche le istituzioni devono fare la loro parte. Le Camere di Commercio Italiane all’Estero in questo contesto stanno svolgendo un gran lavoro e continueranno a farlo anche nel futuro. Come presidente di Assocamerestero rappresento una rete straordinaria e un insieme di persone che vivono all’estero, conoscono il territorio e hanno voglia di mettersi al servizio di chi vuole operare in luoghi che i nostri associati vivono quotidianamente e in cui possono svolgere un importante ruolo di “ponte” che consenta alle singole realtà di crescere e svilupparsi. 

IL 18°MEETING DELLE CCIE

Tornando al Meeting dei segretari generali delle 78 CCIE presenti in 54 Paesi nel mondo e Unioncamere, la sessione del 5 luglio si è concentrata sul ruolo esercitato dalle comunità d’affari italiane presenti a livello globale quali soggetti di una nuova governance per la promozione dell’Italia, fondata sull’impegno civile e sulla capacità di “fare rete” della business community.

Il dibattito, inserito nel contesto della presentazione del libro “Edoardo Pollastri. Impegno civile e strategia di azione al servizio delle reti italiane nel mondo”, ha visto la partecipazione di interlocutori chiave appartenenti al mondo istituzionale ed economico: da Marco Fedi, Deputato Circoscrizione Estero a Laura Garavini, Deputata Circoscrizione Estero, Renata Bueno Deputata eletta Circoscrizione Estero, Francesco Giacobbe, Senatore Circoscrizione Estero e Francesca La Marca, Deputata Circoscrizione Estero; ancora da Colomba Mongiello, Vice Presidente Commissione Anticontraffazione, Camera dei Deputati a Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere nonché qualificati esponenti delle istituzioni, del Sistema camerale italiano e italiano all’estero e della società civile.

IL PROGETTO CHAMBER MENTORING FOR INTERNATIONAL GROWTH

Nel corso del meeting romano è stato presentato il progetto “Chamber Mentoring for International Growth” promosso e cofinanziato da Unioncamere e coordinato da Assocamerestero in collaborazione con la rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e il sistema camerale italiano.

Un’iniziativa creata allo scopo di offrire un percorso gratuito di mentoring all’internazionalizzazione ad un gruppo selezionato di imprenditori e manager di imprese italiane interessati ad aprirsi o consolidarsi sui mercati esteri.

Oltre 110 mentor, manager e imprenditori di successo forniranno un’attività di guida e assistenza alle imprese che intendono aprirsi ai mercati esteri e che avranno la possibilità di sfruttare l’esperienza professionale che i loro interlocutori possiedono sui mercati internazionali nei settori della meccanica, automotive, agroalimentare, assicurativo e finanziario, energia, ICT e servizi alle imprese.

Come spiega Assocamerestero attraverso una nota: “ciascun mentor pone gratuitamente la propria esperienza al servizio dei mentee, ovvero imprenditori o manager di imprese italiane desiderosi di condividere con i mentor le sfide aziendali di internazionalizzazione, mercato, sviluppo e innovazione e di rafforzare la propria capacità imprenditoriale e decisionale sui mercati esteri”.

Ad oggi sono già 29 le Camere di Commercio Italiane all’Estero e 51 le strutture camerali italiane coinvolte nell’iniziativa per un totale di 112 partnership. Grande l’interesse per Mosca, Barcellona e Zurigo (che realizza il progetto in collaborazione con la CCIE di Praga).

Ad evidenziare le potenzialità offerte dal “Chamber Mentoring for International Growth” è il presidente Auricchio che sottolinea come “il nuovo progetto di mentoring che si propone di rafforzare l’imprenditorialità e la capacità manageriale dei piccoli e medi imprenditori italiani confrontandoli con l’expertise di altrettanti manager e imprenditori di imprese italiane all’estero, che fanno parte di quella business community che le Camere di Commercio italiane all’estero aggregano. Ciò costituisce certamente un valore aggiunto in termini di disponibilità e condivisione dell’obiettivo che il progetto si propone”.

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