Condividi

Export e industria crescono in Italia

La bilancia commerciale del Made in Italy è tornata in positivo (+1,5%). Bene le vendite soprattutto in Turchia (+12,5%), Giappone (+10,0%) e Cina (+4,4%) – Sulla produzione industriale (+0,2%) pesano la scarsità di alcune componenti e materie prime

Export e industria crescono in Italia

Dopo due mesi consecutivi di flessioni, a ottobre 2021 l’export italiano verso i paesi extra Ue ha registrato un aumento su base mensile pari a +1,5%. Dai dati Istat ciò interessa tutti i raggruppamenti principali di industrie, ad esclusione dei beni intermedi (-0,7%), ed è dovuto in particolare all’aumento delle vendite di beni di consumo, durevoli (+5,6%) e non durevoli (+3,8%). Su base annua, la crescita delle esportazioni rallenta (+3,9%, da +5,2% di settembre). Tale dinamica è tuttavia influenzata dalle movimentazioni occasionali di elevato impatto (vendite di mezzi di navigazione marittima) registrate a ottobre dello scorso anno, al netto delle quali l’aumento tendenziale delle esportazioni è più ampio (+5,4%). L’aumento, diffuso a tutti i raggruppamenti, ad eccezione dei beni strumentali (-3,0%), è particolarmente elevato per il comparto energia (+108,7%).

Si rilevano aumenti su base annua dell’export verso la maggior parte dei principali partner extra Ue27: i più ampi riguardano Turchia (+12,5%), Giappone (+10,0%) e Cina (+4,4%). In calo le vendite verso Svizzera (-13,6%), Russia (-12,8%), Regno Unito (-6,1%) e Mercosur (-4,0%).

Dal lato delle importazioni il trend è invece positivo sia in ottica congiunturale che tendenziale, grazie all’aumento degli acquisti di prodotti energetici. Nell’ultimo mese le importazioni sono cresciute del +3,2%, grazie a energia (+12,2%) e beni intermedi (+3,9%), mentre diminuiscono gli acquisti di beni di consumo durevoli (-7,0%) e strumentali (-5,4%). Su base annua l’import segna una crescita tendenziale del 30,0%, estesa a tutti i raggruppamenti, eccetto i beni strumentali (-0,2%), e particolarmente intensa per l’energia (+132,8%). Gli acquisti da India (+150,4%) e Russia (+102,1%) registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue-27. In calo le importazioni dal Regno Unito (-14,0%).

In questo scenario, il Centro Studi di Confindustria sottolinea come, nell’ultimo trimestre 2021, la produzione industriale italiana starebbe proseguendo il trend di crescita già osservato nel corso dell’anno, anche se con un passo meno sostenuto. Gli incrementi in ottobre (+0,1%) e novembre (+0,2%) implicherebbero una variazione trimestrale dello +0,2%, più contenuta dei primi tre trimestri (+1,3% in media). Le ragioni di tale dinamica sono riconducibili all’emergere di limitazioni dal lato della produzione, come la scarsità di alcune componenti e materie prime, al maggior ricorso alle scorte di magazzino, al rallentamento produttivo dei principali partner commerciali e alla maggiore incertezza.

Gli indicatori congiunturali hanno continuato a segnalare una dinamica espansiva dell’attività industriale, in crescita sia a ottobre che novembre. La fiducia delle imprese manifatturiere è aumentata in modo rilevante, grazie al miglioramento delle attese sui livelli di produzione e sugli ordini. In calo, invece, quella dei servizi di mercato. La scarsità di manodopera, l’insufficienza di materiali, l’aumento dei costi di esportazione e l’allungamento dei tempi di consegna sono stati percepiti come elementi di ostacolo alla produzione. Il recente forte incremento dei prezzi alla produzione di ottobre (+7,1% di cui +9,4% sul mercato interno), potrebbe inasprire le tensioni dal lato dell’offerta tra la fine di quest’anno e il primo trimestre 2022.

L’indice PMI manifatturiero a novembre è aumentato in modo robusto (62,8 punti da 61,1 di ottobre), confermandosi su valori espansivi. Tuttavia, due elementi che hanno inciso negativamente a settembre e potrebbero dispiegare effetti sfavorevoli anche nei mesi a venire, sono la moderazione dell’attività economica tedesca (-2,4% nel terzo trimestre) e l’incertezza sulla politica economica.

Ecco allora che un importante aiuto per favorire gli investimenti nel digitale e nel green delle PMI viene dal Fondo 394 che SIMEST-Gruppo CDP gestisce in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). A questo fondo il PNRR, piano nazionale per assegnare all’interno del programma Next Generation UE, ha destinato di recente 1,2 miliardi per l’erogazione di finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione. I finanziamenti SIMEST PNRR offrono un tasso agevolato e prevedono un cofinanziamento a fondo perduto fino al 25%, quota che sale al 40% per le PMI del Sud per aiutarle a colmare il gap con il resto del Paese.

I finanziamenti del Fondo 394/PNRR sono disponibili sul sito simest.it e da export.gov.it e il termine per presentare le domande di finanziamento è stato prolungato al 31 magio 2022.

Commenta